



Palermo, contro la Fiorentina senza nessuna speranza
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In una partita che può essere uno snodo cruciale per la stagione di entrambe le formazioni, i rapporti di forza sulle fasce e la quantità nella manovra e nel movimento con e senza palla saranno i fattori più importanti, insieme al temperamento e alla concentrazione. Il Catania può continuare la propria striscia positiva e riprendere a fare punti in trasferta, ma la situazione di classifica in casa Genoa non può assolutamente dirsi tranquilla.
Alle difficoltà che i rossoblù stanno avendo in campionato può esserci poco da credere leggendo i singoli nomi in organico, ma la competività di una squadra è fatta da tante cose e certi dati sono più che eloquenti. Quel che il Genoa non riesce ad ottenere con il proprio livello tecnico e con la brillantezza del gioco prova a conquistarlo con la grinta e la condotta guerriera, pertanto è facile attendersi una gara di elevato pathos, coinvolgente sul piano emotivo.
Contro il 4-4-2 di Delneri dovrebbe derivarne, sul piano tecnico-tattico, una gara povera di contenuti e molto bloccata, complici anche le pesanti indisponibilità che gli etnei devono fronteggiare a centrocampo: non solo lo squalificato Lodi, ma anche Sergio Almiron non sarà della partita di domenica, per via di una lesione all’adduttore lungo della coscia sinistra.
Ci vorrà quindi grande reattività da parte di Salifu e Paglialunga, che quasi sicuramente sostituiranno i due assenti domenica. L’ex Rosario Central sarà impiegato presumibilmente da mezzala sinistra, abbinando nei limiti del possibile costruzione e geometrie al lavoro di rottura, nel quale dovrebbe essere assistito da Izco: il capitano cercherà di tenere alta la linea con progressioni palla al piede e supportare Barrientos raccogliendo i suoi tocchi in profondità, ma la sua generosità e la resistenza che ha accresciuto nel corso degli anni ci inducono ad attenderci anche un pressing deciso su Matuzalem, ad oggi metronomo del Grifone.
Salifu verrà invece usato probabilmente come schermo davanti alla difesa, sostituendo Lodi nella posizione centrale e dando appunto al reparto mediano una connotazione differente rispetto a quella consueta del napoletano: la spada prende il sopravvento sul fioretto, la fisicità e la forza hanno la priorità rispetto alla tecnica. Spetterà a lui controllare gli inserimenti di Kucka e intercettare quando possibile le verticalizzazioni per Immobile, attaccante che è solito svariare lungo tutto il fronte per poi attaccare direttamente lo spazio e andare in porta nel momento in cui viene lanciato.
Tuttavia, anche l’altro attaccante Marco Borriello, facilmente inquadrabile come punta rapace, spesso e volentieri porterà palla sull’esterno per aprire spazi agli inserimenti dei compagni in area o alle sovrapposizioni degli esterni alti, Marco Rossi o Antonelli: molto delicato sarà il lavoro dei terzini, ma anche delle mezzali che in ripiegamento dovranno coprire più linee di passaggio possibili.
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