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Agonismo e tempo di giocata. Buona parte dei significati tecnico-tattici di Atalanta-Catania ruoteranno attorno a questi due fattori, apparentemente difficili da sposare ma in realtà legati a doppio filo.
Domenica pomeriggio all’”Atleti Azzurri d’Italia”, nel match valido per la quinta giornata di ritorno, il ritorno ad un risultato positivo per gli etnei di Rolando Maran passa anche da un’adeguata disciplina a livello di meccanismi e atteggiamento, contro una formazione che ha leggermente cambiato il proprio profilo tecnico dopo il mercato di gennaio.
Della formazione di Stefano Colantuono non si può però dire lo stesso sotto l’aspetto tattico e del modulo, sempre improntato al canovaccio del 4-4-1-1 e più recentemente tramutatosi in un 4-4-2 puro con due prime punte, Denis e Parra, capaci di svariare lungo il fronte d’attacco, sollecitare fisicamente la difesa avversaria e recepire i suggerimenti in verticale o i cross dalle fasce.
La corsa delle mezzali riveste quindi una decisa importanza in fase di copertura, onde evitare l’inferiorità numerica sugli esterni in sede di non possesso e controllare i tagli centrali dei due laterali di centrocampo, in particolare Bonaventura.
Buona parte della mole di gioco e della pericolosità offensiva dipenderà sempre da questa e dai loro smistamenti, in orizzontale o in verticale a seconda dei momenti e dei ritmi della partita, posto il deciso pressing che verrà attuato su Lodi da Carmona con la collaborazione degli esterni.
Altro spunto degno di nota è rappresentato dalla rapidità di giocata e dal movimento degli esterni offensivi etnei, che stante i rapporti di forza per tecnica e spessore atletico hanno le credenziali per scardinare la retroguardia atalantina e imporre i propri ritmi contro una formazione che globalmente ha perso qualcosa in qualità e freschezza, ma ha una tempra maggiormente combattiva. Il raddoppio potrebbe essere un efficace strumento per Colantuono, se si terranno i ritmi al di sotto di una certa soglia e non si farà molto per tenere la squadra corta e quindi meno prevedibile possibile nei movimenti e nelle linee di passaggio.