



Il nessun dorma vige a Licata
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Il ritmo e la concentrazione possono essere i fattori da cui andrà a dipendere l’andamento e l’esito conclusivo di Catania-Bologna, uno dei match in programma domenica pomeriggio per la sesta giornata di ritorno del campionato di serie A. Contro i felsinei, imbattuti contro gli etnei da ben sei partite, ci vorrà un Catania deciso e risoluto, pronto a sfruttare al massimo le proprie potenzialità atletiche e tecniche. Ma sarà ancora 4-2-3-1 o si tornerà al 4-3-3?
Il primo modulo si è rivelato un talismano vincente, specie contro Genoa e Fiorentina, anche grazie alla maggiore densità sulla linea della trequarti che esalta il dinamismo e la complementarietà delle tre mezze punte Castro, Gomez e Barrientos, pronte poi a ostacolare le ripartenze avversarie in fase di ripiegamento. Uno dei concetti base della filosofia di Maran, non solo espresso a parole ma anche praticato concretamente sul campo, è quello di equilibrio e alla luce di questo va letto l’utilizzo di qualsiasi soluzione tattica.
Tuttavia, una questione numerica dei reparti rende più sicuro e probabile, almeno in una distaccata previsione, il ritorno alla tradizione con il 4-3-3. Gli etnei dovranno sicuramente fare la partita in casa, perdipiù contro una squadra con individualità capaci di essere decisive, che raramente prende l’iniziativa in trasferta contro formazioni di livello tecnico pari o superiore. Lasciare il solo Lodi insieme ad uno tra Biagianti e Almiron a controllare i movimenti lungo tutta la trequarti di Diamanti può essere pericoloso, soprattutto in situazioni di scarsa reattività in fase di transizione.
Avere una copertura il più possibile larga del fronte di gioco può inoltre rappresentare già un buon punto di partenza, contro un Bologna abituato a sopperire all’inferiorità tecnica sulla linea di mediana basando le gare sulla forza fisica e sugli anticipi, e quindi meglio predisposto a giocare stringendo il più possibile il raggio d’azione.
Lucas Castro può sempre essere un’utilissima carta da giocare a partita in corso, mentre sembrano già definiti i duelli diretti nella zona nevralgica del campo: in mediana ci vorrà un Biagianti mentalmente al massimo della lucidità per concedere meno libertà possibile a Konè, mezz’ala con licenza di proposizione e inserimento, Khrin cercherà di arginare Almiron mentre Diamanti, con il baricentro della squadra di Pioli abbassato, si muoverà tra le linee agendo anche da elemento di disturbo per le impostazioni di Lodi.