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A un anno di distanza, la sfida tra Catania e Inter torna ad assumere un carattere europeo. Il 4 marzo 2012 gli uomini di Montella mancarono l’aggancio ai nerazzurri, pareggiando 2-2 al ‘Meazza’. Questa volta, a 364 giorni di distanza, i rossazzurri hanno la possibilità di portare a termine l’operazione-sorpasso su Zanetti e compagni, sfruttando il vantaggio non indifferente di giocare tra le mura amiche.
E il ‘Massimino’, si sa, è un fortino quasi invalicabile: quest’anno le uniche due squadre a tornare con il bottino pieno dalla trasferta alle pendici dell’Etna sono state Juventus e Milan, in due gare condizionate da sviste arbitrali a sfavore dei siciliani.
Se mente e gambe dovessero reggere, il Catania avrebbe tutte le carte in regola per imporsi sulla formazione meneghina, che appena tre anni fa saliva sul tetto d’Europa sotto l’egida di José Mourinho e adesso è alle prese con una crisi tecnico-tattica che sembra non avere fine. La formazione di Stramaccioni, allo stato attuale, è priva di fantasia e spunti: Cassano è spento, Stankovic alla ricerca della condizione, Ricky Alvarez ha dimostrato di essere stato sopravvalutato e Kovacic è ancora imberbe. Inoltre, il tecnico sembra aver perso le redini, cambiando ogni settimana modulo e interpreti. Come se non bastasse, poi, l’infortunio di Milito ha privato la squadra di uno dei suoi pochi punti fermi. Domenica pomeriggio, alla Beneamata, non resta che far leva sul brio e l’inventiva di Guarin, l’unico elemento in grado di risolvere la partita da solo attraverso le proprie giocate.
Maran, dal canto suo, dopo l’esperimento ben riuscito a Parma, dovrebbe confermare il 4-2-3-1 con Gomez, Castro e il redivivo Keko a supporto dell’unica punta Bergessio. In linea mediana, a contenere gli avversari e imbastire azioni offensive, gli infaticabili Izco e Lodi, a lungo richiesto invano dalla società del presidente Moratti.
Lavoro non facile per le due difese che dovranno contenere i centravanti avversari, rispettivamente Palacio e Bergessio; si tratta di attaccanti con caratteristiche per certi versi analoghe. Nessuno dei due è un goleador, ma si tratta di punte rapaci, sempre pronte a difendere palle e innescare i compagni in area o sull’esterno: pertanto, molto delicato sarà il lavoro di terzini e ali che, in ripiegamento, dovranno coprire il più possibile.
Infine, se l’Inter ha rinunciato all’ingaggio di Carew, il Catania, avrà finalmente a sua disposizione l’ariete albanese Cani, che, dopo l’arrivo del transfer, potrà partire dalla panchina.