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Dodici giornate di Serie A disputate ed è già possibile trarre i primi bilanci. Scopriamo insieme Top&Flop di questa prima porzione d'annata a tinte rossazzurre.
TOP
PLASIL - Il 2 settembre, ultimo giorno di calciomercato, si trasferisce a sorpresa in Sicilia con la formula del prestito. Dopo meno di due settimane esordisce in Serie A giocando dal primo minuto il match contro il Livorno. Nonostante la sconfitta della sua squadra, dimostra subito personalità. Infatti, da quel momento, si carica sulle spalle il centrocampo etneo e il 29 settembre mette la firma sulla prima vittoria stagionale, segnando il suo primo gol con la casacca rossazzurra nella sfida contro il Chievo. È sempre presente nelle occasioni offensive del Catania e fornisce il suo contributo anche in fase di ripiegamento.
GYOMBER - Si accomoda in panchina nelle prime sette occasioni. Poi, per necessità, Maran lo inserisce a gara iniziata contro il Cagliari e, da quel momento, diventa una pedina indispensabile nello scacchiere etneo. Si muove come un veterano, mette una pezza dove può e, spesso, riesce a disimpegnarsi con ordine e qualità. Con un Gyomber in grande spolvero, Bellusci avrà poche possibilità di riappropriarsi del posto da titolare.
KEKO - Arrivato a Catania due anni fa, aveva giocato appena sei gare (condite da un gol) nelle gestioni di Montella e Maran. De Canio gli dà fiducia fin da subito e lo spagnolo lo ripaga con prestazioni confortanti. Del resto, giocare gli fa bene e i miglioramenti si notano di settimana in settimana. Con la grinta e il coraggio dimostrato, si beffa della sua esilità e prova sempre a dare un contributo decisivo alla conquista dei tre punti.
FLOP
MONZÓN - Doveva essere il fuoriclasse del Catania 2013-2014 ma, almeno per ora, dimostra di non essere pronto per il posto da titolare. Il terzino, con un passato in Argentina, Francia e Brasile non si è ancora ambientato ai tatticismi del calcio nostrano. A gennaio, chiuso da Biraghi e dal redivivo Capuano, potrebbe già fare le valigie.
TACHTSIDIS - Altro nuovo acquisto, altra (parziale) delusione. Il paragone con Lodi non sarebbe stato facile da reggere per nessuno, ma il greco ha faticato a entrare in partita nei primi due mesi, mancando di personalità e spirito d'iniziativa. Sta raggiungendo, gradualmente, il livello che i tifosi da lui si aspettano.
LETO - L'ex punta del Panathinaikos non riesce a ingranare, tra problemi fisici e decisioni tecniche. Spesso, infatti, viene inserito nell'ultimo quarto d'ora di gara e non riesce a lasciare il segno; anzi, più di una volta ha peccato di egoismo proprio per desiderio di strafare. Il Catania lo aspetta: nel prosieguo della stagione, potrebbe fare la differenza.