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La gara di ieri pomeriggio può essere vista da due prospettive differenti. Se guardiamo al bicchiere mezzo vuoto, il Catania ha sprecato una ghiotta occasione per la corsa all’Europa; se valutiamo il bicchiere mezzo pieno, invece, il pareggio casalingo con il Cagliari ha aggiunto un altro punto alla stagione straordinaria degli uomini di Maran, contro un avversario che nel girone di ritorno, pur giocando spesso i match interni a porte chiuse o in campo neutro, ha totalizzato ben ventitré punti.
I novanta minuti di ieri sono stati avari di emozioni, senza reti e con appena due tiri in porta degni di nota in favore degli etnei. L’assenza di spettacolo va attribuita alle numerose assenze, che hanno privato il Catania di Lodi, Almiron e Barrientos, elementi fondamentali soprattutto in cabina di regia. Maran, così, è stato costretto a rispolverare il 4-2-3-1, utilizzato con successo nella trasferta di Parma a febbraio.
Contro il Cagliari, però, questo modulo non ha sortito lo stesso effetto: Biagianti, infatti, non ha mantenuto le attese, dimostrandosi inadeguato al ruolo di playmaker. Sottotono anche l'impalpabile Castro, uno degli uomini più attesi che, a differenza del solito, si è fatto sopraffare dall’indolenza, venendo sostituito a venti minuti dalla fine.
Nota positiva della giornata lo spagnolo Keko, al terzo gettone in Serie A, propositivo sull’out di destra fino a quando ha avuto benzina; l’ex ala dell’Atletico Madrid si sta ambientando in massima divisione e si candida per sostituire Gomez nella prossima stagione, nel caso in cui l’argentino dovesse partire.
A sette giornate dal termine, con un bottino di quarantasei punti, il Catania ha il dovere di lottare fino all’ultimo per l’Europa. Non sarà facile, visto che in questa lotta sono coinvolte anche Lazio, Inter e Roma, formazioni meglio attrezzate a livello economico e dotate di giocatori di caratura ed esperienza internazionale. A questo punto, per il club del presidente Pulvirenti, un obiettivo più realistico potrebbe essere il raggiungimento del settimo posto, per stabilire il miglior piazzamento di sempre in massima serie, superando l’ottavo posto raggiunto tre volte: nel 1961, 1964 e 1965. La corsa all’Europa, a quel punto, non sarebbe abbandonata, ma soltanto posticipata alla prossima stagione.