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''La lavagna tattica di...'' Catania-Genoa

L'analisi tattica di GS sul match dei rossazzurri


La mentalità dovrà essere quella delle grandi sfide per il Catania che si appresta a fronteggiare al “Massimino” il Genoa, entrambe le squadre figlie di un inizio di campionato scialbo. I rossazzurri dovranno fare di necessità virtù e scendere in campo ancora parecchio incerottati soprattutto nella zona difensiva dove sicuramente mancheranno Spolli e Alvarez con qualche incertezza per Izco, ma col rientro dalla squalifica di Bellusci.

Abbiamo potuto notare come nello scorso match il giro palla del Catania sia stato più ampio e costante rispetto alle prime partite e che, a differenza degli scorsi anni, ad impostare il gioco non era il mediano di centrocampo bensì Barrientos che scendeva a recuperare alternandosi con Castro. Questo a causa della netta difficoltà del giovane Tachtsidis che rimane ancora in uno stato di lentezza e confusione mentale, anche se verso il finale si è sciolto e ha mostrato qualche buona iniziativa regalando un grande passaggio in “sciabolata morbida” a Castro nell’avvio dell’azione che ha portato alla seconda rete.

Ottima la fase di spinta sulla fascia sinistra di Biraghi che ha dato superiorità in avanti e ottima copertura dietro, sembrava tornati ai tempi di Marchese. Fondamentali saranno le fasce contro il Genoa e altrettanto importante sarà coprirsi bene proprio in quelle zone di campo: dove il neo tecnico rossoblù Gasperini punta per il suo modulo.

Grifoni che hanno cambiato comandante in panchina e che quindi ritroveranno la tattica speculare del tecnico che qualche anno addietro ha fatto sognare lo spicchio della Genova rossoblù con il suo gioco spumeggiante e le incredibili imprese contro le grandi. Gasperini potrebbe schierare il Genoa già con il suo tradizionale 3-4-3: scelta che potrebbe rivelarsi inizialmente un azzardo come accadde quando guidò l’Inter, dato che essendo una tattica speculare e difficile da assimilare specialmente nella fase difensiva potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio.

Il neo tecnico rossoblù potrebbe anche sperimentare per l’occasione, usato anche di rado negli anni passati al Genoa, il 4-2-3-1 che permetterebbe di dare quell'equilibrio che serve alla squadra e sfruttare così le caratteristiche di Lodi in un assetto simile a quello rossazzurro delle passate stagioni. Sicuramente Gasperini punterà su due giocatori in particolare come fece col duo Thiago MottaMilito, e cioè sulla coppia LodiGilardino che hanno caratteristiche simili ai loro predecessori e che, quindi, potrebbero benissimo ripercorrere le loro orme.


Orazio Gaspare Ardizzone 03/10/2013
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