



Palermo, contro la Fiorentina senza nessuna speranza
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Il pari di sabato pomeriggio contro il Torino si presta ad una pluralità di interpretazioni in casa Catania. C’è la gratificazione di aver condotto la partita e sfiorato la vittoria giocando 77 minuti più recuperi con un uomo in meno, ma anche il rammarico di non aver capitalizzato tale supremazia con l’aggravante di un’espulsione evitabile, di un rigore sbagliato e di alcune occasioni sprecate con poca consapevolezza.
Al gruppo di Rolando Maran, tra le ore già passate e quelle che precedono il quarto di finale di Coppa Italia con la Lazio, l’incombenza di trarre dalla gara contro i granata la maggior carica e fiducia possibile.
Questa settimana di apertura del 2013 dopo la sosta natalizia si preannunciava già assai importante, e adesso si caratterizza anche per la delicatezza. Delicatezza perché mai come adesso il Catania deve essere rapido e prestante nel mettere alle spalle quanto accaduto nella gara precedente, sia fisicamente che mentalmente, per tuffarsi in una partita che può dire molto sulla stagione dei rossazzurri.
I ragazzi di Maran hanno già affrontato (e superato con successo) un ostacolo simile dopo la velenosa domenica contro la Juve, ma la Coppa Italia, bando all’ipocrisia, è un appuntamento fondamentale che arriva in un momento dove indirizzare gli sforzi in un’unica direzione può essere difficile, a causa delle voci di mercato, e che coincide con l’opportunità di scrivere un’altra pagina della storia del club. Un’opportunità che gli etnei hanno guadagnato superando ai rigori il Parma a dicembre ma che hanno legittimato sabato con una prova di quantità e spessore agonistico.
Impossibile trovare insufficienze tra i rossazzurri che sono rimasti in campo e a quelli sostituiti; il sacrificio e la corsa continua di Izco e altri hanno “contagiato” l’intero collettivo, che ha convertito in moto fisico i decibel e i contenuti del richiamo di Maran al massimo sforzo e alla massima concentrazione.
Nella granitica resistenza della manovra etnea c’è però il contributo importante del preparatore atletico Roberto De Bellis, ribattezzato “il mago dei muscoli”, docente universitario in Scienze Motorie fino al 2008 e preparatore atletico di Chievo, Atalanta, Sampdoria e Juventus prima dell’approdo in Sicilia nella scorsa estate.
Nella copertina del match del “Massimino”, lo spazio è stato interamente occupato dai rossazzurri nel bene come nel male: dopo 13 minuti Francesco Lodi, per nulla solito ad episodi simili, ha reagito ad una provocazione di Meggiorini colpendolo da dietro con una manata.
Facile ed immediato lanciarsi in speculazioni riguardanti il mercato (Gasparin ha “ufficialmente” smentito offerte dall’Inter, ma in ogni caso ha blindato il play di Frattamaggiore), ma visto che un indizio non basta a fare una prova ci limitiamo a dire che lo stress comunque probabilmente accumulato per le voci girate in questi giorni, insieme alla pressione tattica e psicologica su quello che sta emergendo come uno dei più attivi costruttori di gioco della serie A, abbia giocato il suo peso.
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