



Serie D: Akragas-Savoia finisce 0-0, pari nei derby Licata-Noto e Due Torri-Orlandina
Il Siracusa non si ferma più, col Viagrande la vittoria arriva al 92’
Il Gemini va di poker, battuta anche la Riviera Marmi
Licata e Noto fanno 1-1, ma a recriminare sono gli ospiti
Maggio 2010: dopo sette stagioni seguite alla prima storica promozione in serie A, il Siena nel maggio 2010 abbandona la massima serie retrocedendo per la prima volta in B al termine di un’annata sfortunata, dove Malesani non riesce a operare un miracolo in gran parte vanificato da una prima parte di stagione di vacche magre. Maggio 2011: il Siena di Antonio Conte, dopo una regular season condotta costantemente in zona promozione diretta, torna nell’Olimpo del calcio nazionale con tre giornate d’anticipo. Settembre 2011: dopo una lunga estate, il Siena prepara i bagagli e sale sull’aereo in direzione Catania, dove riassaporerà i piaceri e le fatiche del campionato principe proprio contro i rossazzurri di Vincenzo Montella domani pomeriggio. Quella che sembrava la fine di una favola si è trasformata in una banale caduta all’in piedi, in linea con il detto “non è forte chi non cade, ma cadendo riesce a rialzarsi”.
L’EPOCA MEZZAROMA D’altronde l’arrivo di Massimo Mezzaroma al timone della società bianconera a cavallo tra il 2009 e il 2010 aveva lasciato, nonostante la retrocessione già annunciata, molto più di un segnale confortante circa la possibilità di un immediato ritorno in A ma soprattutto la preparazione di un progetto nuovo e importante, con cui il Siena potesse affondare le proprie radici nell’humus di una massima serie dove sbagliare è già diabolico e agire senza pianificazione equivale ad uno sbaglio molto grave. Emblematico in tal senso il ritorno del ds Giorgio Perinetti, arrivato e resosi provvidenziale con la propria gestione oculata ed efficace ai tempi del compianto presidente De Luca: nell’estate 2010 vanno via Maccarone, Ghezzal, Tziolis e Curci, la squadra si indebolisce nei nomi ma non nella sostanza. La seconda promozione in serie A sembra un vero miracolo sportivo, ma per il duo alla guida della Robur è stata ordinaria amministrazione, una tappa di un percorso con cui si vogliono regalare ai tifosi della città del Palio anni e anni di soddisfazioni ma soprattutto di tranquillità perpetua al riparo dallo spettro della cadetteria.
Per fare ciò non basta la qualità ma ci vuole anche una guida in panchina che non solo sia tecnicamente valida, ma che sappia fare presa sulla psicologia dei giocatori, facendoli stare sempre sul pezzo, e che possibilmente sia ancora più affamata di loro: identikit che calza a pennello su Giuseppe Sannino, “ragazzo” di 54 anni, una vita nelle categorie inferiori sia da giocatore che da allenatore, il cui lavoro certosino e senza sbavature in tre anni a Varese gli è valsa la conquista della serie A nel modo più gratificante possibile, cioè partendo dal basso.
IL NUOVO VOLTO DEL SIENA Mezzaroma ha messo mano al portafogli alleggerendolo in maniera ragionata ma anche ingente: la squadra è stata rinnovata in maniera importante in ogni zona del campo. A cominciare dalla porta, dove non c’è più Coppola ma Zeljko Brkic, portiere serbo classe ’86, arrivato all’Udinese dal Vojvodina e girato in prestito ai toscani. In difesa Rossettini, dopo la gavetta a Padova in C1 e l’entra ed esci tra panchina e campo negli ultimi anni in bianconero, è pronto per fare il titolare in serie A, affiancando al centro Claudio Terzi che avrà sempre qualcosa da imparare da Matteo Contini (in precedenza vicino proprio al Catania) come qualcosa da insegnare ad Angella, Andrea Rossi e a Milan Milanovic, in prestito dal Palermo, mentre i buoni livelli fatti vedere da Angelo nei primi mesi della passata stagione a Parma danno un grande conforto circa la capacità di spinta sulla fascia destra. Curiosità intorno ad Emanuele Pesoli, un passato a Vittoria in serie C1, che a 31 anni potrebbe trovarsi ad esordire nel massimo torneo dopo che Sannino lo ha portato con sé da Varese.
Il reparto che ha subìto la maggior parte dei mutamenti è però il centrocampo: il geometra, e capitano di lungo corso, Vergassola vanta ora un illustre collega, Gaetano D’Agostino. Il regista palermitano viene da un’avventura alla Fiorentina con una dignitosa media gol per minuti giocati ma passata troppo spesso in infermeria e finita in modo triste e inaspettato, con il suo attaccamento alla maglia viola mai corrisposto dalla società gigliata che lo ha lasciato andare. C’è quindi voglia di riscatto da parte dell’ex Udinese e Roma, al pari di Daniele Mannini, che vuole scrollarsi di dosso le notti insonni dopo la retrocessione della Sampdoria e dare una scossa alla propria carriera. Brienza e Reginaldo sono esterni affidabili ed efficienti nel 4-4-2 di Sannino, ma occhio anche a Troianiello e alla scommessa Grossi, uno dei protagonisti della salvezza in serie B dell’Albinoleffe.
I BOMBER In attacco Calaiò è ormai un punto fermo, ma ci sono tre elementi che, per motivi diversi, partono dalla stessa fila per affiancare il palermitano nel tandem d’attacco: Mattia Destro, promettente punta dell’Under 21, scuola Inter, che ha già assaggiato la serie A l’anno scorso con il Genoa; l’argentino Larrondo, a Siena dal 2008, punta di peso che con i sei gol dell’anno scorso in serie B da stabile panchinaro mostra di inserirsi sempre più nei meccanismi del calcio nostrano; un suo connazionale, con qualche anno ma anche tanta popolarità in più (e non a torto), Pablo “Speedy” Gonzalez, devastante con i suoi 15 gol in 42 partite in B l’anno scorso che hanno portato il Novara (e se stesso) nel calcio che conta. Acquistato dal Palermo già a gennaio, in rosanero i problemi fisici di Pinilla avevano lasciato per lui qualche spiraglio per giocarsela per un posto da titolare, ma il recupero del cileno e la presenza di Miccoli ed Hernandez hanno imposto una sua sistemazione temporanea altrove.
Ricapitolando, si tratta di una compagine che ha sicuramente innalzato il proprio tasso tecnico rispetto al gruppo che affrontò l’ultima stagione in A due anni fa; l’obiettivo è sicuramente quello della salvezza, magari ottenuta con qualche giornata d’anticipo e accompagnata a qualche soddisfazione in più come nelle stagioni 2007/08 e 2008/09, rispettivamente con Beretta e Giampaolo. Il Catania, per quanto quest’anno abbia leggermente alzato il tiro, deve continuare a guardare agli incroci con queste squadre come a veri e propri scontri diretti: deve farlo a maggior ragione contro il Siena, formazione tradizionalmente dal profilo bassissimo ma sempre capace di mettere in difficoltà l’avversario.