Catania-Palermo, speciale derby: Umberto Teghini vs. Giuseppe D'Agostino

Due giornalisti a confronto


Di Gianluca Rubino e Dario Li Vigni

Sale la febbre da derby. A cinque giorni dalla sfida del "Massimino", abbiamo raccolto i pareri e le sensazioni di due importanti firme del giornalismo sportivo siciliano: da una parte Umberto Teghini, conduttore del programma televisivo "Sala Stampa" su Antenna Sicilia, catanese doc. Dall'altra, Giuseppe D'Agostino, radiocronista delle partite del Palermo per Rgs, oltre che grande tifoso rosanero.

Il Palermo è reduce dalla vittoria ai danni del Milan, il Catania dalla sconfitta di Udine ma da tre successi consecutivi tra le mura amiche. Quale delle due squadre sta meglio in vista del derby?

Teghini: «Sotto il profilo della condizione mentale è il Palermo a partire avvantaggiato, tuttavia il Catania ha la fame tipica della squadra che deve raggiungere i propri obiettivi. I rosa, data la distanza che li separa dalle squadre che lottano per l'Europa, hanno come obiettivo principale la finale di Coppa Italia. I rossazzurri, invece, devono pensare a fare punti pesanti in vista di una parte conclusiva di campionato che potrebbe riservare delle sorprese, con squadre mai dome e che riescono a vincere persino in trasferta, vedi il Cesena che espugna Marassi senza faticare più di tanto. Un torneo davvero equilibrato, ricco di trappole potenzialmente fatali. Il Catania, proprio per questo motivo, potrebbe avere più voglia del Palermo».

D'Agostino: «Viene spontaneo dire il Palermo, ma in realtà è un momento delicatissimo per entrambe le squadre. Il Catania non può fare sconti per non farsi risucchiare troppo in basso in classifica, mentre i rosa non possono permettersi altri passi falsi dopo le tremende cinque sconfitte consecutive dalle quali sono appena usciti. Mai come stavolta credo che un punto sarebbe un ottimo risultato per entrambe».

Come vedi il ritorno dei tifosi rosanero al “Massimino” a quattro anni di distanza dalla maledetta serata del 2 febbraio 2007?

Teghini: «Si tratta di un evento dal sapore particolare, un rientro nelle norme del vivere civile. Da quel giorno sono cambiate tante cose, abbiamo riflettuto di più, il significato stesso del derby è cambiato. Bisogna sempre ricordare che si tratta di una semplice partita di calcio, niente di più. Il campanilismo ci sta, è un elemento di forte impatto folkloristico, ma non bisogna travalicare determinati canoni di correttezza. Catania e Palermo si affrontano in serie A oramai da cinque anni, siamo sotto la lente d'ingrandimento dei media, dobbiamo dare un esempio corretto. Prima, durante e dopo il match. Sarebbe bello se, almeno quest'anno, i tifosi etnei applaudissero i supporter rosanero al momento del loro ingresso nel settore ospiti. Non dico che questo debba accadere con puntualità, ma in questa occasione sarebbe un gesto di grande impatto emotivo e, perché no, mediatico. D'altronde va ricordato che domenica pomeriggio saremo al centro dell'attenzione: il derby milanese e la sfida Roma-Juventus si giocheranno in serale, gli occhi della stampa nazionale e internazionale concentreranno la loro attenzione su quanto accadrà al "Massimino". Proviamo a dare un gesto di civiltà anche attraverso una partita di calcio, anche attraverso un applauso».

D'Agostino: «Speriamo che non succeda nulla».

Catania-Palermo sarà anche un mix di duelli a distanza: tra gli altri, Andujar-Sirigu, Silvestre-Bovo, Carboni-Migliaccio, Maxi Lopez-Miccoli, Simeone-Cosmi e, naturalmente, Pulvirenti-Zamparini. Quale il confronto più interessante?

Teghini: «Il derby spesso viene deciso da episodi, sfugge a qualsiasi pronostico, questi sono tutti duelli d'alto livello e molto equilibrati. Tuttavia, il confronto che probabilmente darà una precisa dimensione al match di domenica sarà quello tra i due mister, Simeone e Cosmi. All'andata si affrontarono due allenatori esperti e molto preparati quali Rossi e Giampaolo, al ritorno la situazione è decisamente cambiata. I nuovi tecnici, diversamente dai loro predecessori, basano il loro lavoro sull'aspetto tattico e, soprattutto, su quello caratteriale. Entrambi hanno già parlato del derby, nessuno ci sta a perdere. Sono convinto che lo spartito tattico non verrà eseguito alla lettera dai 22 in campo, sarà il fattore emotivo a rendere spettacolare la sfida».

D'Agostino: «Pareggiano i due portieri, i due allenatori e i due presidenti. Poi sicuramente preferisco Bovo a Silvestre, Migliaccio a Carboni e Miccoli a Maxi Lopez».

Chi potrebbe risultare decisivo da una parte e dall'altra?

Teghini: «I due nomi che vengono fuori in maniera spontanea sono quelli di Maxi Lopez e Pastore, tuttavia credo che saranno i centrocampisti a decidere la partita. Guardando in casa Palermo, dico Nocerino e Balzaretti, giocatori di temperamento che sentono i derby in maniera particolare. Per quanto concerne il Catania, punto su Lodi e soprattutto su Ricchiuti, giocatore sanguigno e di grande tecnica. Escludendo i due big, scommetterei su questi uomini».

D'Agostino: «Confido in Javier Pastore. Attendiamo un suo lampo ormai da troppo tempo. Tra i rossazzurri occhio al riposato Maxi Lopez e a Lodi, che a mio giudizio è stato uno dei migliori acquisti dell'intero mercato di riparazione».

Ci racconti un aneddoto, da tifoso o da professionista, legato a un derby?

Teghini: «Da tifoso e da giornalista ho seguito parecchi derby, anche al "Barbera". Il ricordo più nitido, purtroppo, è legato all'ormai arcinoto 2 febbraio, si giocava di venerdì alle 18 e avevamo organizzato una puntata speciale di "Sala Stampa" su Antenna Sicilia che abbiamo dovuto completamente rivoluzionare. Anziché parlare di gesta sportive, ci ritrovammo a commentare quasi in diretta i tragici fatti di quella sera. Cambiando in corsa la scaletta, persino gli ospiti: agli esperti della materia sportiva e ai colleghi, infatti, subentrarono rappresentanti delle forze dell'ordine, il Prefetto e il Questore di allora, con collegamenti non più dagli spogliatoi, ma dagli ospedali dove si trovavano i feriti di quella assurda guerriglia urbana».

D'Agostino: «I ricordi sono tantissimi, ma i due più intensi sono il 5-0 della stagione della promozione in A e ovviamente, purtroppo, quella maledetta notte degli scontri al Massimino».

Che augurio ti senti di fare ai cugini?

Teghini: «Io tifo davvero Palermo, non solo per modo di dire. Naturalmente, da tifoso rossazzurro, spero che il match di domenica si concluda con una vittoria del Catania. Ho seguito con passione i rosa durante il testa a testa scudetto con l'Inter di qualche anno fa e nell'appassionante duello Champions contro la Sampdoria della passata stagione. Da siciliano, mi auguro che in futuro il club di viale del Fante possa centrare la Champions League: per la nostra regione sarebbe un evento di portata storica. Soprattutto in termini di pubblicità positiva per una terra straordinaria, ma non solo. Le realtà calcistiche di Catania e Palermo rappresentano fari accesi in un panorama di buio persistente che tocca tutti i settori della società civile: proprio per questo ritengo fondamentale tenersi stretti personaggi positivi come Pulvirenti e Zamparini».

D'Agostino: «Spero che il Catania possa raggiungere al più presto la quota salvezza».

Te la senti di azzardare un pronostico?

Teghini: «No, nella maniera più assoluta (ride, ndr). Se dobbiamo proprio metterla sul piano delle scommesse, opto per un gol-gol. Ma importa poco il risultato, l'importante è che si vinca sugli spalti».

D'Agostino: «Già fatto, un bel pareggio: 1-1 il finale, con gol di Pastore e Lodi».


Redazione Golsicilia 29/03/2011
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