




In qualsiasi sport, nel calcio sopratutto, chi sbaglia paga; ma spesso a sbagliare non sono sempre gli allenatori, ma non importa, perchè comunque vada saranno sempre e soltanto loro a 'scontare la pena' dietro le sbarre dell'esonero.
L'esonero è quella parola che nessun allenatore vorrebbe sentir pronunciare neanche da lontano, ma il suo eco è forte e sempre presente nel momento in cui si prendono le redini di una squadra, e giusto o sbagliato che sia, bisogna sempre accettarlo, perchè l'esonero è come uno spettro, un'ombra pronta ad insidiarsi in qualsiasi momento.
La nostra serie A è gravida di presidenti più o meno magnanimi, altri sono vulcanici, altri ancora hanno il dono della pazienza e infine ci sono quelli che non possono fare a meno di cambiare allenatore ogni tre mesi, come se fosse un giocattolo vecchio da buttare che non diverte più e la stagione 2012/2013 del campionato di serie A non è certo iniziata con i migliori auspici e questa stessa linea, quella dell'esonero, ancora continua a mietere 'vittime'.
Il primo allenatore costretto ad alzare i tacchi nella nuova stagione calcistica è Giuseppe Sannino, letteralmente cacciato da Zamparini dopo il pareggio interno del Palermo contro il Cagliari e un solo punto in classifica su tre gare disputate: il vulcanico presidente rosanero non ama attendere troppo e prende la 'drastica' decisione affidandosi a Gasperini.
Alla 6^ giornata di campionato arriva un altro esonero: questa volta tocca a Domenico Di Carlo, che abbandona la panchina del Chievo dopo cinque sconfitte consecutive. Subentra Corini e i clivensi viaggiano a gonfie vele. Dopo qualche ora dall'annuncio dell'esonero di Di Carlo, arriva la notizia di un'altra 'cacciata': Cellino, altro presidente focoso, esonera Ficcadenti chiamando Pulga affiancato da Lopez.
La storia sembra finita, ma in realtà non è cosi, perchè all'8^ giornata salta un'altra panchina che è quella del Genoa di Luigi De Canio, a dir la verità l'ex allenatore del Lecce non fa malissimo, ma Preziosi decide comunque di cambiare affidandosi a Luigi Delneri.
Non sempre, tuttavia, i cattivi di turno sono rappresentati dai presidenti 'mangia allenatori', come nel caso di Giovanni Stroppa, il quale decide di dimettersi dalla panchina del Pescara per le troppe sconfitte subìte. Uno che invece non avrebbe mollato mai sarebbe stato Serse Cosmi,famoso per il suo carattere e la sua grinta, ma l'ultimo posto in classifica col suo Siena gli costa troppo e Mezzaroma gli offre il ben servito.
Gli ultimi casi in rigoroso ordine cronologico sono quelli di Ciro Ferrara, che inizia benissimo con la sua Sampdoria, poi smarrisce il cammino, andando a finire nel girone 'dannato degli esonerati'; toccherà anche al suo collega all'ombra della Lanterna, Delneri, lasciare Genoa dopo 8 sconfitte consecutive. Infine, uno degli ultimi tecnici costretti ad abbandonare la propria squadra è, manco a dirlo, Gian Piero Gasperini.
La 'Spada di Damocle', che pende sul collo di ogni allenatore, non guarda in faccia neanche la storia, l'espressione di gioco e il cuore: vedi il caso di Zeman, allenatore amato da tutta Roma, sponda giallorossa, esonerato perchè i numeri non gli davano ragione e le sconfitte incominciavano a farsi numerose. Il suo gioco offensivo entusiasmava, ma non importa quanti gol fai in una partita o quanto diverti il pubblico, l'importante è vincere e quando non lo si fa con continuità, arriva lo spettro dell'esonero.
Ancora il campionato non è finito e magari chissà quanti altri esoneri faranno notizia, dall'estero ci guardano con gli occhi di un bambino, che non capisce cosa succede e noi guardiamo questi stessi occhi con ammirazione, perchè vedere gente come Ferguson o Wenger, allenatori inchiodati alle proprie panchine come se fossero una seconda casa, per noi italiani sembra solo un sogno, impossibile da realizzare.
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