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Si ritorna a parlare degli spiacevoli fatti accaduti nel match di campionato tra Marsala e Parmonval, ma anche sugli eventi di domenica scorsa nel match contro l'Alcamo. Aspra la critica contro alcune designazioni arbitrali che inducono la società palermitana a richiedere un incontro con tutti gli esponenti del calcio in cui si ridiscutano ruoli e compiti precisi. Riportiamo qui di seguito la nota ufficiale del club:
"Preg.mi sigg. Presidenti Morgana e Raciti,
quale direttore generale della Parmonval, società militante nel massimo torneo dilettantistico regionale, a seguito delle esternazioni pubbliche rese dall'onorevole Edy Tamajo al termine della gara Alcamo-Parmonval di domenica scorsa, per conto dell'intera dirigenza della società anzidetta, osserva quanto segue.
Dopo una lunga riunione svoltasi tra la dirigenza, il tecnico Corrado Mutolo, l'intero staff tecnico, ed i calciatori componenti la rosa di primo grado, si è giunti all'unanimità alla decisione di proseguire la nostra partecipazione al torneo di Eccellenza, con maggior vigore, entusiasmo e grinta, scongiurando in tal modo ciò che domenica scorsa, forse assai rammaricati per i fatti verificatisi pochi minuti prima, era stato paventato dall'onorevole Tamajo, a nome di tutta la compagine dirigenziale (ossia il ritiro della squadra dal campionato).
Pur tuttavia, si ritiene opportuno cogliere l'occasione per rappresentare, a scanso di equivoci, alcune considerazioni (probabilmente infondate, per carità...) ed osservazioni che da qualche tempo pervade la mente di tutto l'ambiente Parmonval.
In particolare, siamo convinti che dopo i noti fatti accaduti al termine della gara Marsala-Parmonval, la nostra società, chiaramente parte offesa in quel di Marsala, venga additata non più come vittima ma come "carnefice".
E ciò soprattutto alla luce di tutta una serie di commenti trapelati attraverso i famosi social network e nel corpo di alcuni articoli giornalistici, tanto pubblicati on line che sulla carta stampata.
Tutto ciò ha ingenerato in modo chiaro e palese negl'arbitri ed assistenti che hanno diretto le gare disputate subito dopo Marsala un evidente pregiudizio nei nostri confronti, assumendo atteggiamenti ostili e di prevaricazione nei riguardi di quei dirigenti, come il sottoscritto, che domenicalmente assumono il ruolo di "addetto agl'arbitri".
A riprova di ciò, basterà cliccare sul google la parola Parmonval e constatare con amarezza che il primo link che compare è quello degli incidenti di Marsala (se così non fosse non si comprende come abbia fatto il sig. Luca Testi di Livorno a conoscere le spiacevoli vicende marsalesi, alle quali ha fatto più volte cenno dialogando nel corso della gara con i nostri calciatori ed il tecnico Mutolo, additandoci anche come istigatori e provocatori).
Ed anche alcune designazioni operate ci hanno lasciato basiti, specie alla luce del fatto che sovente sono stati designati arbitri ed assistenti di Marsala, i quali, ovviamente, essendo tifosi della squadra della loro cittadina, hanno manifestato una chiara ostilità nei nostri confronti, non solo con discutibili decisioni arbitrali, ma ciò che è più grave, e che deve essere stigmatizzato, è l'atteggiamento arrogante assunto contro di noi, contrariamente a quanto i medesimi erano soliti tenere prima del famigerato Marsala-Parmonval.
Abbiamo atteso con silenzio che la situazione mutasse, ma constatando con tanta rabbia è giunto il momento di uscire allo scoperto e denunciare pubblicamente tutto ciò.
Noi siamo persone per bene, per noi il calcio è sano divertimento e occasione di incontro, amicizia e socializzazione con altri amici di altre città o paesi tant'è che domenicalmente a seguito della squadra portiamo con noi i nostri figli ed è l'occasione per tutti noi dirigenti per pranzare insieme degustando le prelibatezze del luogo. Questo è per noi il calcio.
Posto ciò, tenuto conto che l'inadeguatezza ed impreparazione di molti arbitri (per fortuna non tutti....) ha costituito oggetto di polemiche e critiche da parte di diverse società, anche noi ci accodiamo a queste lamentele e per cercare di risolvere il problema, chiediamo la convocazione di un incontro presso i locali della federazione ove si possa discutere, alla presenza di tutti, su tutte le sopra indicate modalità, su tutte quella del rapprto tra arbitri e calciatori
E ciò in quanto non può tollerarsi che talune giacchette nere vestite di un'inspiegabile autorità assumano contegni poco urbani e offensivi nei confronti di chicchessia consapevoli del fatto che il loro referto assumerà valore di vangelo mandando in fumo i tanti sacrifici che, specie in un momento di grande crisi economica, tutte le società compiono per poter sopravvivere...
E tutto ciò al solo fine di far tornare la serenità, l'amicizia e la pace in tutti i campi, perchè per noi il calcio è ragione di vita oltre ad essere lo sport più bello del mondo.
Certo che questo mio scritto avrà immediato riscontro, porgo i miei più cordiali ossequi".
Avv. Giovanni Castronovo