



Spezia-Trapani: precedenti, ultime notizie e probabili formazioni
Fc Acireale, Ricca a GS.it: «Stagione ingiudicabile. Futuro? E' presto, ma spero di restare»
Eccellenza B: ''Top&Flop'' della 28^ giornata
Eccellenza A: ''Top&Flop'' della 28^ giornata
Ai microfoni di Golsicilia.it, il presidente del Città di Rosolini, Piero Errante, risponde alle accuse di combine durante la settimana che conduce ai play-out con il Real Avola.
Al play out di domenica ci si arriva con le lame delle parole, taglienti ed affilate. Avola contro Rosolini, al quinto incrocio stagionale, un derby tra due località a poco più di 30 km di distanza, due squadre che rappresentano la provincia di Siracusa, due società che, per modi e motivi diversi, sono al Dead or Alive, al termine di una stagione convulsa e difficoltosa per entrambe.
La gara di due settimane fa ha fatto tremare la zona sud della Sicilia, con tumulti ed accuse: il difensore avolese Mastronardi alza il tiro su possibili accordi trasversali, finisce 3-0 a favore del Rosolini, l’Avola aveva l’occasione di uscire dai play out con una vittoria ma non scende neanche in campo, si dimette il tecnico Lucio Tosto e vengono lanciate grandi accuse senza prove certe di combine.
Poi, a rincarare la dose, l’ultima giornata, che permette al Rosolini di agguantare il posto play out e affrontare l’Avola. Il direttore sportivo dell’Aci Sant'Antonio, Santo Palma, senza mezzi termini non crede alle coincidenze di alcuni risultati, si espone con dure accuse e non esclude che la sua società non faccia degli esposti. Ed ecco che la società del Rosolini entra in campo con il suo presidente Errante, il quale non ci sta e con una rabbia infuocata va a piedi uniti su tutto e tutti coloro che hanno messo in dubbio le gare ed i comportamenti della società granata. Così inizia una telefonata che non è propriamente un’intervista, ma uno sfogo rabbioso, un’arringa che non teme, affronta tutti e chiede anche possibili confronti diretti per annullare qualsiasi dubbio.
«25 anni di calcio - inizia così il presidente Errante - tra Eccellenza e Promozione, tra retrocessioni e promozioni, sfido chiunque a dire e raccontare di calcio. Ogni fine stagione si arriva sempre alle corde, si arriva all’estremo delle forze societarie e delle energie, ma mai come quest’anno ci vengono lanciate delle accuse in modo così violento».
Inizia con ordine la disamina, timbro alto e duro, ed è anche a bordo campo a seguire l’allenamento nel quale rimedia un serio infortunio alla spalla suo figlio, che di certo non vedrà in campo domenica.
La prima parte riguarda il direttore sportivo dell’Aci Sant'Antonio Santo Palma: «So soltanto il modo come accolgono le società avversarie e di come trattano tifosi e giocatori avversari, non gli permetto di alludere a nulla. Anzi con il suo presidente si parlava di non farci male, era la parte centrale del campionato, egli con grande lealtà mi disse "PRESIDENTE, qui giochiamo per vincere e nient’altro"».
Poi continua: «Sono oltremodo incavolato, perché si sono emesse sentenze, proclami accusatori che non hanno assolutamente fondatezza, siamo da tanti anni nel calcio, non siamo imprenditori, ma siamo passionali fino alla morte per questo sport».
E ci avviamo alla gara delle accuse, quel 3-0 rifilato all’Avola, con Mastronardi e le sue video dichiarazioni: «Sono pronto a rispondere a qualunque inchiesta, confronto diretto, con chiunque, iniziando da Mastronardi, se io presidente avessi incontrato qualcuno dell’Avola prima della gara o nei giorni antecedenti, non mi prendo responsabilità se altri si sono spacciati per emissari o quant’altro, personalmente non ho mai fatto ed attivato una cosa del genere. Inoltre dopo la gara persa in casa con il Misterbianco, con la cornice di pubblico e il nuovo stadio, ero molto deluso, ma non ho mollato chiedendo alla squadra non un sacrificio, ma andare oltre, altrimenti era giusto andare a casa». Sui risultati degli altri: «Mai avrei pensato alla sconfitta della Tiger in casa con il San Gregorio, a quel punto ad Avola era giusto andarcela a giocare».
Continua con moderazione ma tanta durezza: «A cosa serve combinare una gara, io mi metto dal lato del presidente opposto, uno come me, che deve sostenere nelle difficoltà il lume della permanenza nella categoria, io non ci sto, perché si uccide la passione». E all’ultima di campionato, i sospetti non vengono da gente che era a casa, ma da chi era negli stadi, questi non avevano le fette di prosciutto agli occhi? «La nostra gara ha avuto fasi altalenanti, legati agli altri campi, a noi interessava la vittoria, abbiamo approfittato di questo fattore».
Ci proiettiamo a domenica: play out ancora contro l’Avola, non sarà un facile impatto con l’ambiente? «Io mi auguro che ci sia tanta gente, che le tifoserie possano dare il loro contributo ai loro colori di appartenenza, in campo il verdetto lo sapremo solo giocando. Certo, siamo due società che hanno vissuto difficoltà diverse e nessuna delle due vuole retrocedere, so che come in altri casi la tifoseria locale avrà da ridire nei miei confronti, ma so anche che l’Avola ha dirigenti speciali, non tutti correggono il presidente. Accetterò come sempre il verdetto, io soffro, non esco per giorni in caso di retrocessione, è accaduto e so cosa si prova, a volte è anche ciò che hai programmato, a dicembre avevo avuto richiesta di rinforzare la squadra, avevo anche i ragazzi che non avevano ricevuto i rimborsi, ho prima pareggiato i bilanci, non sarei riuscito a gestire il gruppo, io sono uno di loro. La gara è delicata lo sappiamo noi e loro, ma sappiamo che può ancora salvare la stagione». Chiude così: «Ho scelto di chiamarti - così ci ha scritto Errante - perché è da 20 anni che ci conosci e questo sfogo appunto è per urlare a tutti che gli Errante sono per il calcio e per la passione, noi ancora amiamo questo mondo».