Città di Messina, Conti Nibali: «Play-off? Possibile»

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Elio Conti Nibali, presidente dell'ANASF (Associazione Nazionale Promotori Finanziari), è anche massimo dirigente del Città di Messina, squadra militante nel campionato di Eccellenza girone B. Ecco, in esclusiva per Golsicilia.it, l'intervista integrale al numero uno della società giallorossa.

Presidente, dopo una fase centrale del torneo non esaltante, il Città di Messina sta iniziando a macinare risultati positivi, ben cinque di fila, a cosa è dovuto questo cambio di marcia?

«Il calcio è così. Quando sembra che le cose si siano sistemate, in realtà non è accaduto niente di particolare. La squadra, a parer mio, aveva giocato ottime partite, non corroborate però dai risultati. Negli ultimi periodi siamo riusciti ad andare in gol con più frequenza, anche grazie agli episodi che non ci hanno sfavorito. Grande merito va sicuramente alla squadra, che non ha mollato, e alla società che ha continuato a crederci».

A nove giornate dal termine del campionato quali sono dunque gli obiettivi che si prefigge la squadra giallorossa?

«Crediamo che nove giornate siano ancora tante. La partita per i play-off è dunque apertissima. Puntiamo a finire in crescendo, riuscendo ad inserirci nella griglia finale degli spareggi».

Quanto ha influito l'arrivo del tecnico Gaetano Accetta e del suo vice Pasquale Rando sulla panchina peloritana?

«Accetta e Rando, li menziono entrambi, sono grandi conoscitori del campionato e della piazza. Conoscendo i giocatori hanno puntato molto sulla qualità, quindi sul gioco. Il loro lavoro gli sta dando ragione. La società può portarsi a merito d'aver individuato, anche se con un pò di ritardo, una scelta azzeccata per quanto riguarda la guida tecnica».

Ci vuole parlare del progetto Città di Messina?

«È un progetto che investe tanti operatori economici e professionisti della città, andando oltre l'aspetto meramente sportivo. L'obiettivo finale è mettere insieme energie positive della città per consentire un rilancio che, partendo dal calcio, può colpire anche altri sfere. C'è molta condivisione riguardo questo progetto che,  non essendo alternativo ad altri, cammina con le sue peculiarità. Abbiamo già raggiunto degli obiettivi. Al primo posto metterei la riapertura, dopo tanti anni, del "Celeste"che rappresenta, quantomeno per lo sport e il calcio, un simbolo di Messina. È un segno del fatto che, impegnadosi, a Messina i messinesi possono fare scattare cose positive».

Nella squadra da lei presieduta ci sono giocatori che, con le loro giocate, la entusiasmano particolarmente?

«Nella nostra rosa siamo in possesso di molti giocatori dotati tecnicamente e conosciuti anche in categorie superiori. Quello che però mi entusiasma maggiormente è la crescita dei nostri giovani. Tra i juniores che stanno facendo molto bene voglio citare, fra i tanti, Mondello, unico della nostra squadra a non aver saltato mai un minuto. In questo momento rappresenta il nostro fiore all'occhiello. Speriamo di aggiungerne altri nel prossimo futuro».

Nel calciomercato, ormai concluso, la società ha trovato i correttivi giusti?

«Abbiamo inserito Gennaro Ruocco, difensore '91 di qualità e quantità, che, da quando è arrivato, ha giocato quasi sempre. Recentemente abbiamo fatto esordire Salvatore Miano, centrocampista del '92, e infine. nelle ultime ore di mercato. ci siamo assicurati le prestazioni di Francesco Calcagno, altro centrocampista '92 proveniente dalla primavera della Reggina, che sicuramente farà parlare di se».

Domenica al «Celeste» arriva il Ragusa, vostra diretta concorrente per i play-off, che partita sarà?

«Sarà una partita, come tutte le altre di questo campionato, combattuta e, probabilmente, risolta da un episodio. Il Ragusa all'andata ci ha battuto. Loro hanno giocatori importanti, ne cito uno su tutti, come La Vaccara. Noi ce la giocheremo come abbiamo fatto, fino ad ora, con tutti gli altri avversari. Un match importante ma non determinante».

Presidente in questo momento ha la possibilità di mandare un messaggio ai tifosi del Città di Messina, cosa vorrebbe dire?

«Da luglio (mese in cui è stato lanciato il progetto, ndr) contiamo, in una logica di messinesità, sulla completa condivisione della cittadinanza. L'invito è quello di venire a riempire il Celeste che per noi è la casa dello sport, una casa che sia frequentata dai messinesi».



Per la presente intervista si ringrazia l'ufficio stampa del Città di Messina


Salvatore Peri 09/02/2011
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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