Ragusa, Vittoria, Comiso: il calcio è a rischio?

L'approfondimento sulle società iblee


La stagione appena conclusa nel girone B di Eccellenza ha visto una sostanziale divisione fra quelle squadre che nell’estate precedente hanno puntato forte su un campionato di vertice e quelle che, al contrario, hanno arrancato fino all’ultimo per trovare fondi e soci adatti per presentare una rosa che superasse le quindici unità. Esempi lampanti che possono far comprendere tale differenza sono quelli rappresentati dalle coppie Ragusa-Città di Messina e Leonzio-Enna, agli antipodi per quanto riguarda i risultati conseguiti nella stagione 2011/2012.

Il 29 aprile si è concluso il simbolico giro di boa che ha azzerato classifiche e risultati conseguiti, da giugno infatti schemi e giocatori in campo faranno spazio a programmi a lungo termine utili per salvare o, addirittura, a non perdere una categoria conquistata con tanti sacrifici. La nostra lente d’ingrandimento è focalizzata in questo momento sulle squadre iblee: il Ragusa neopromosso in serie D, il Città di Vittoria invischiato nei soliti problemi economici, il Comiso alla ricerca di un nuovo nucleo dirigenziale.

Partiamo dalla società che, con il suo ultimo campionato, ha riscritto i record dell’Eccellenza B, il Ragusa del mister Pino Rigoli. Alzi la mano chi si sarebbe immaginato che, dopo poco più di un mese, la meritatissima promozione in serie D fosse già in bilico. Tale posizione di criticità, inaspettata per una formazione che all’apparenza non ha mai manifestato segni di cedimento, viene denunciata dallo stesso massimo dirigente ibleo Giuseppe Rimmaudo che, in un recente sfogo sui media locali, lamenta il fatto d’essere stato lasciato solo da pubblico e classe imprenditoriale ragusana (per visualizzare le parole di Rimmaudo, CLICCA QUI).

A pochi chilometri da Ragusa si assiste ad una vicenda simile ma assolutamente dai contorni più caotici, a farne le spese la squadra del Città di Vittoria. Qui i noti contrasti dirigenziali ed i molti cambi in panchina hanno avvelenato un ambiente che, ad inizio stagione, si era prefissato come obiettivo finale la serie D. Ebbene, con ben quattro presidenti diversi che si sono alternati fra di loro (Barravecchia, Marcello Mascara, Pietro Cammalleri, Gianni Vella e nuovamente Barravecchia) e tre mister (Gaetano Lucenti, Ezio Raciti, Giovanni Campanella) i colori biancorossi rischiano nella prossima stagione di dover pagare a caro prezzo gli errori compiuti negli ultimi 365 giorni. L’ultimo capitolo dell’interminabile saga vittoriese è affidato alla lettera fiume dell’ormai dimissionario Salvatore Barravecchia (per leggerla, CLICCA QUI).

Per chiudere questo giro sulle montagne russe, fatto di problemi societari e risorse economiche che non si trovano, arriviamo al Comiso. La società verde arancio, reduce da un ottimo campionato concluso con il nono posto da neopromossa, si trova attualmente nelle condizioni di non conoscere il proprio futuro. L’ormai ex presidente Di Stefano infatti, a fronte del mancato impegno dell’amministrazione comunale nel coprire una parte delle spese per la prossima stagione sportiva, ha consegnato simbolicamente le chiavi del Comunale nelle mani del primo cittadino Giuseppe Alfano. Anche in questo caso dunque la patata bollente passa alla cittadinanza che, attraverso la propria componente imprenditoriale, dovrà decidere se mantenere o meno una squadra di calcio.


Salvatore Peri 22/05/2012
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