



Palermo: ‘Ecco chi è…’ Mauro Boselli
Città di Vittoria: comunicato sui fatti di ieri del 'Comunale'
Ecc. A: primo k.o. per l'Akragas, 6 su 6 per il Marsala, all'Alcamo il big match
Eccellenza B: pari nel big match Due Torri-Orlandina, ne approffitta il Città di Vittoria
A poche ore dall’inizio delle gare della 14^ giornata del girone B dell’Eccellenza siciliana, Golsicilia.it vi presenta la rubrica settimanale “Ecco la squadra di…”. Oggi conosceremo meglio Comiso, cittadina che ospita l'omonima squadra allenata dal mister Beppe Borgese.
POPOLAZIONE E TERRITORIO Comiso (“u Còmisu” in siciliano) è un comune di 30.508 abitanti della provincia di Ragusa. È, per popolazione, il quarto municipio della sua provincia di appartenenza. Il territorio di Comiso si estende per circa 65 km² alle prime colline dei Monti Iblei e comprende le frazioni di Pedalino e Quaglio.
STORIA Le prime tracce di insediamenti umani nel territorio di Comiso appaiono nel periodo eneolitico, lungo l'arco collinare ibleo, dove si svilupparono i primi villaggi di popolazioni italo-sicule. Oggi rimangono una serie di ricoveri a grotta e a cella ricavate nei monti Monterace, Monteracello. Sotto i principi Naselli Comiso visse un periodo di rinascenza e splendore, culminato nel 1571, quando Gaspare II, elevò il "Baronato" di Comiso in "Contea". Nel 1693 il disastroso terremoto che interessò tutto il val di Noto, rase al suolo le maggiori chiese cittadine e fece 90 morti. Sul finire del 1944, scoppiava in molte città della Sicilia una rivolta contro la chiamata di leva alle armi del governo di Pietro Badoglio Ebbero così inizio i cosiddetti moti dei “Non si parte”. Le principali vicende storiche dal dopoguerra ad oggi sono strettamente collegate alla storia dell'aeroporto di Comiso. Il 7 agosto 1981 il governo Spadolini prende la decisione di localizzare nell'ex aeroporto di Comiso una Base NATO con 112 missili "Cruise" a testata nucleare. La città di Comiso viene a trovarsi improvvisamente al centro di interessi e intrighi internazionali, che richiamano in città molti degli esponenti politici nazionali. I riflettori nazionali tornano ad essere puntati su Comiso nel 1999, anno in cui nei locali dell'ex Base Nato vengono accolti, nell'ambito della "Missione Arcobaleno" più di 5.000 profughi kosovari, sfuggiti allo scoppio di un conflitto armato e pulizia etnica nei loro confronti. In quest'occasione Comiso viene ribattezzata "Città della Pace".
MONUMENTI La chiesa Madre di Comiso fu edificata nel XV secolo, su un tempio preesistente di impianto chiaramontano, dedicato a Santa Maria del Mulino, per la vicinanza all'antico mulino. Dopo il disastroso terremoto del 1693 fu distrutta e ricostruita nel 1699 grazie al generoso contributo del conte Baldassarre IV Naselli. Dell'originaria costruzione rimangono i pilastri ed il sesto acuto della navata centrale. La cupola, di stile neogotico, fu ultimata nel 1894, mentre il campanile fu completato nel 1936 ad opera del'ing. Secolo. All'interno è possibile ammirare: un pregiato soffitto ligneo, opera del messinese Antonio Iberti, detto il Barbalonga; una statua marmorea della Madonna del Carmelo, attribuita alla scuola del Gagini; l'altare maggiore in marmi policromi e lapislazzuli; il monumento funerario di Baldassarre V Naselli.
TRADIZIONI La festa di Pasqua, denominata “A' Pac”i: dalla Chiesa di Maria SS. Annunziata in mattinata escono i simulacri di Gesù Risorto e della Madonna Annunziata e per l'intera giornata percorrono le principali vie cittadine, ripetendo in ogni parrocchia della città il rito della Paci: i due simulacri posti l'uno di fronte all'altro, dopo il canto del Regina Coeli da parte di due bambini vestiti da angioletti che si trovano ognuno su uno dei due simulacri, si avvicinano e si allontanano correndo per ben tre volte tra due ali di folla festante. Una festa antichissima che affonda le sue radici nel periodo della dominazione spagnola ed unica nel suo genere, per il fatto che è la madonna Annunziata e non quella Addolorata (come avviene in altri paesi) a correre incontro al figlio.
Palermo, arrivano Sorrentino, Boselli e Formica, serve altro in rosa?