



LIVE CALCIOMERCATO SICILIA - sabato 6 luglio
Gambino a GS.it: «Spero si concretizzi la situazione con il Messina. Akragas? Mi vuole ma…»
Grillo a GS.it: «Dispiace lasciare Licata, ma avevo deciso da tempo. Futuro? Vado al…»
Messina: ‘’Ecco chi é…” Mirko Guadalupi
Intervistato in esclusiva da Golsicilia.it, Cesare Beggi, ex allenatore della Primavera del Palermo, chiarisce con grande serenità i motivi del suo "divorzio" dalla società rosanero avvenuto lo scorso gennaio. Nonostante il grande rendimento della squadra Cesare Beggi, quasi in sordina, ha lasciato la guida tecnica dei baby rosa e ai nostri microfoni ha rivelato le motivazioni di questa improvvisa decisione. Inoltre si sofferma sul campionato Primavera e sul futuro della prima squadra rosanero.
Mister, partiamo subito con una domanda d'obbligo: quali sono state le motivazioni che l’hanno spinta, così improvvisamente, a lasciare la guida tecnica della Primavera rosanero soprattutto in un periodo in cui tutto andava per il meglio?
«Voglio precisare che i rapporti con la società rosanero sono molto sereni e per nulla tesi, nonostante il mio allontanamento. Ci sono state differenze di vedute e come spesso capita, quando si hanno idee diverse è difficile convivere. Il rapporto con la società è finito prematuramente da quando Pietro Lo Monaco si è insediato nella dirigenza rosanero. Ho dovuto abbandonare la squadra perché gli obiettivi che aveva la dirigenza non coincidevano con quelli che avevo io, di conseguenza era inutile proseguire questo rapporto. Non è successo nulla in particolare, nessun episodio specifico, è più che altro una ragione concettuale legata al modo di vedere il calcio».
Precisamente cosa è accaduto? Qual è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso?
«Faccio un esempio. Rosario Argento prima dell’arrivo di Lo Monaco era praticamente il mio braccio destro, con lui avevo un ottimo rapporto e c’era grande stima ma improvvisamente qualcosa è cambiato. Non so dirle se è stato spinto da qualcuno ad agire in modo diverso nei miei confronti, sta di fatto che l’Argento che ho conosciuto prima dell’arrivo di Lo Monaco era un’altra persona, dopo invece è cambiata totalmente. Prima era molto legato al Palermo, mi ha sempre dato una mano, sia in campo che fuori. Di lui mi fidavo ciecamente, poi tutto è cambiato e spero onestamente che il vero Rosario Argento sia quello che ho conosciuto prima dell’arrivo di Lo Monaco»
Crede dunque che Argento sia stato “manovrato” da Lo Monaco? Ha dunque sentito un clima di sfiducia…
«Questo non lo so dire, perché non ho le prove per dimostrarlo e soprattutto da quando ho lasciato Palermo non ho più sentito nessuno. Non so se Argento è stato spinto da qualcuno ad avversarmi o sia stato frutto della sua volontà, sul fatto che avesse cambiato improvvisamente comportamento nei miei confronti non c’è dubbio. Io ho sempre svolto il mio lavoro in maniera professionale ma, come un fulmine a ciel sereno, le cose nei miei confronti erano cambiate. Ovviamente ho un limite di sopportazione e ho deciso, in maniera consensuale, di lasciare il club. Non mi andavano a genio alcuni comportamenti da parte della società e non ho mai capito il perché di questo improvviso cambio di rotta. C’è stato un cambiamento pratico delle condizioni generali del lavoro sia a livello tecnico che comportamentale».
Quando parla di divergenze a livello tecnico a chi o a cosa si riferisce?
«Per esempio parlo del secondo portiere del Palermo Fazzino. Un bravissimo ragazzo che però non ritenevo pronto per giocare a certi livelli e purtroppo è dovuto scendere in campo contro il Chievo in un match importantissimo e i suoi errori sono stati decisivi. Io sono sempre stato contrario all’acquisizione del giocatore eppure era in rosa. Quando ci sono divergenze così grosse che senso ha continuare? Quando viene a mancare la fiducia nell’allenatore credo che non ci sia più alcuna ragione per continuare ugualmente il rapporto. Fatti specifici da raccontare ce ne sarebbero tanti ma non mi va, basti dire che sono cambiate le condizioni di lavoro»
Dunque lei ritiene che la causa di questi cambi repentini siano da imputare a Pietro Lo Monaco?
«Sicuramente Lo Monaco aveva un modo di fare che non rientrava nelle nostre corde e nel mio modo di intendere non solo il calcio ma i comportamenti che è giusto avere in certi ambienti. Noi lavoravamo benissimo, avevamo fatto un ritiro mirato e che aveva dato i suoi frutti poi col suo arrivo è cambiato po’ tutto. Non è un critica ma semplicemente un dato di fatto anche se non ho nulla da obiettare sulla bravura di Lo Monaco, attestata anche da un passato importante. Mi riferisco all’esperienza al Messina e più recentemente quella al Catania».
Come ha vissuto l’eliminazione del Palermo nella gara play off contro il Chievo Verona?
«L’ho vissuta da casa con grande interesse e speravo veramente il Palermo potesse raggiungere le “Final Eight”. Fa dispiacere vedere ragazzi che fino a gennaio ho visto allenarsi, impegnarsi e anche soffrire in campo, eliminati proprio all’ultimo ostacolo. Ma non hanno nulla da rimproverarsi. Questa eliminazione non deve abbatterli, al contrario non cancella la grande stagione che hanno realizzato, tutto quello che di buono hanno fatto. Resta il rammarico ma i play off sono gare legate ad episodi e nel calcio può succedere di non averne a favore»
Sono insistenti le voci di mercato per quanto riguarda i pezzi pregiati della Primavera rosanero. Mi riferisco a Bollino, Malele, Goldaniga e Sanseverino. Crede siano pronti per fare il salto di qualità? Può darmi un giudizio su ognuno di loro?
«Per Mauro Bollino posso dire che è un ragazzo straordinario, di grandi qualità tecniche che ha bisogno di crescere in un ambiente privo di pressioni affinché possa esprimersi nel migliore dei modi. Ha molto talento e deve trovare una società in cui è ben voluto per trovare grande continuità di rendimento. Sanseverino ha avuto la fortuna di avere già esordito più volte in Serie A col Palermo e credo sia più pronto dal punto di vista mentale e credo che il Palermo non se ne priverà in Serie B. Malele ha tutti i mezzi fisici e atletici per giocare in serie minori ma credo che farlo giocare alle spalle di un giocatore più affermato possa farlo crescere tantissimo imparando, magari, qualche segreto del mestiere dell’attaccante. Goldaniga è già pronto anche per categorie più importanti, non solo è molto bravo a livello tecnico ma anche molto maturo mentalmente. Ne sentiremo parlare tra qualche anno»
Ruisi ha lasciato a fine campionato la guida tecnica della squadra. Al suo posto è stato ufficializzato Giovanni Bosi. Cosa ha lasciato Ruisi al suo successore e quali novità apporterà quest’ultimo per rinforzare la squadra?
«Negli anni della mia gestione si è portata una grande cultura del lavoro e parte dello staff tecnico sarà confermato dunque Bosi dovrà proseguire su questa strada. Certo con la partenza di qualche pezzo importante dovrà ricostruire l’assetto della squadra ma anche l’anno scorso è stato così e i risultati si sono visti. Non conosco personalmente Bosi ma se Baccin e Perinetti lo hanno scelto per guidare la Primavera sicuramente sarà molto preparato».
Secondo lei l’arrivo di Gattuso sulla panchina rosanero cosa potrà dare a questa squadra?
«Parliamo di un campione del mondo ed il suo apporto, la sua grinta saranno fondamentali per il Palermo. Sicuramente il club rosanero partirà come favorito per la promozione ma questo potrebbe essere un’arma a doppio taglio perché talvolta la pressione gioca brutti scherzi. Il Palermo sarà la squadra da battere e credo che Gattuso abbia veramente tutto in regola per fare bene, la sua carica potrà sopperire alla mancanza di esperienza come allenatore e inoltre il tifo rosanero lo farà sentire come a casa».
Ormai che la sua avventura in rosanero è giunta al termine, quale partita ricorda con maggiore affetto, quale match non potrà mai più dimenticare?
«Ricordo con grande affetto i due derby col Catania dello scorso campionato, che sono stati bellissimi, aldilà del fatto di averli vinti entrambi, sia a Palermo che a Catania, l'atmosfera era meravigliosa, bellissima»
Progetti per il futuro? Dove allenerà adesso che è svincolato dalla società rosanero?
«Non posso ancora dire nulla perché di ufficiale non c’è niente. Tuttavia continuerò ad allenare il settore giovanile di una squadra del Nord che non posso rivelare».
Se potesse prendere invece un solo giocatore della Primavera del Palermo, in una sua futura squadra, chi porterebbe?
«Io punterei su Petermann, un ragazzo che è arrivato quest'anno, in punta di piedi, sul quale in molti erano scettici e invece ha dimostrato grande abilità tecniche, infatti è già stato convocato nell'Under 19, a dimostrazione del suo talento e del fatto che spesso, il cambio di posizione in campo può portare a risultati incredibili. In lui ho intravisto tante doti e i risultati mi hanno dato ragione».