Avola, Gambino: «Sul mio allontanamento accuse non vere»

La risposta alla società rossoblu in una lettera


È un vero mistero quello che avvolge il destino di Emanuele Gambino, centrocampista acquistato dall'Avola nella sessione di mercato estiva. Gambino, nato a Palermo, è stato infatti allontanato dal ritiro della squadra rossoblu per 'motivi disciplinari', motivazione ribadita dal ds aretuseo, Antonio Marletta, con un comunicato ufficiale. Secondo l'Avola il giocatore, nonostante fosse in fase avanzata della trattativa con la società ed in ritiro in Calabria, avrebbe tenuto dei contatti con altre squadre. Comportamento considerato inqualificabile da parte del club.

Ecco la pronta risposta del mediano, ex Trapani e Sarnese, che attraverso una lettera aperta spiega le sue verità, Golsicilia.it vi propone il testo completo:

«In risposta alle notizie apparse sulla stampa in merito a presunti motivi disciplinari che sarebbero alla base del mio allontanamento dal ritiro in Calabria dove l’Avola sta preparandosi per il campionato d’Eccellenza, voglio precisare che sono stato chiamato dal tecnico Giovanni De Leo perché c’era da vincere il mio quarto campionato di fila. Ho subito aderito alla proposta, nonostante altri contatti che avevo, ma conoscendo il valore della società del presidente Antonio Dugo e una tifoseria calda e competente, non ho esitato ad aderire al progetto.

Chiaramente non c’è stata la firma sul contratto nonostante ci fossero già tutti gli accordi verbali visto che sono andato in ritiro nell’attesa di mettere nero su bianco. Non ho altre squadre, l’unica vera incertezza è stato il continuo rimandare della firma cosa che il diesse Antonio Marletta mi ha sempre comunicato. Non sono un giocatore alle prime armi, arrivando da tre campionati d’Eccellenza vinti (Trapani, Latina e Sarnese), ho bisogno di certezze per non trovarmi senza squadra. Sono partito per il ritiro senza firma e con tutti i rischi di un infortunio per il quale non avrei avuto copertura, dimostrando attaccamento al progetto e parlare di motivi disciplinari è molto vago e offensivo per la mia professionalità.

Con il tecnico e i miei compagni c’è un rapporto splendido, quindi se il direttore sportivo Antonio Marletta ha deciso di non avvalersi della mia professionalità non è questo il modo di impostare certe cose che non sono di natura tecnica o comportamentale, ma esclusivamente di interesse economico. Resto entusiasta del progetto dell’Avola al quale resto legato e disponibile. Le accuse vaghe e non veritiere ledono solo alla mia immagine e mi vedo costretto se, non verrà fatta chiarezza, di dover prendere altre iniziative di natura legale, cosa che nella mia lunga carriera non mi è mai capitato e non avrei mai voglia che accadesse ad Avola».

Emanuele Gambino


 
 


Salvatore Peri 11/08/2011
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