



Catania: bene anche con un Ragusa ''work in progress'', ma ora su l'asticella
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LIVE CALCIOMERCATO SICILIA - sabato 27 luglio
Modica, Catania a GS.it: «Voglio una squadra propositiva ed affamata»
Nel tardo pomeriggio di lunedì, ci viene data comunicazione ufficiale dalla società Avola calcio, che il rapporto di lavoro con il direttore sportivo Antonio Marletta è interrotto. In serata, in una trasmissione televisiva sportiva locale, la famiglia Dugo, che rappresenta la proprietà della squadra, non fornisce altre spiegazioni. Il tutto ci è sembrato anomalo, ma prima è giusto fare un po’ di storia, molto recente, ma visto gli sviluppi diventa già archivio storico.
All’inizio di questa stagione, ad Antonio Marletta viene dato il compito di ricostruire team e ruoli societari dell’Avola. La squadra è chiamata a riconfermarsi, dopo il bel campionato scorso, ma c’è poco o niente come organizzazione. Basti verificare lo stato di sconforto con cui mister De Leo conclude e con quanti richiami di garanzia ha accettato la riconferma. In effetti, il ruolo Antonio Marletta lo accetta ed inizia la sua storia che porta ad alcuni cambiamenti societari.
Una logica nel mercato calciatori, magari non è un grande “complice dei giocatori”, ma presenta un’Avola che può riconfermarsi. Poi la ricerca di una figura carismatica che possa rappresentare Avola e gli avolesi nella carica di presidente di questa società. Ed ecco che arrivano i Dugo, avolesi di origine, disponibili a rendere il progetto Avola calcio non solo per questa stagione, ma in prospettiva.
Per chiudere questa pagina, dulcis in fundo, l’inaugurazione della tribuna coperta. Con il loro connubio a voler rappresentare, in modo sinergico, Avola e l’Avola calcio. Per questo abbiamo aspettato qualche giorno per capire e carpire le motivazioni o le cause di questo improvviso divorzio.
Lo ringraziamo (e soprattutto lo ringrazio) per la disponibilità mai negata. Forse se lo aspettava che potesse essere contattato. Ed eccoci subito sull’argomento: Ci racconta com’è andata?
«Un vero o grave dissidio di fatto non è accaduto. Devo anche dire, che anche dai Dugo è stato sostenuto, che senza il mio lavoro di tessitura difficilmente si sarebbe potuto rifare calcio ad Avola, preparando una buona squadra, tra l’altro inizialmente senza società alle spalle. Non ci siamo additati di chissà quali accuse, ma tutto nasce dal fatto che ho cercato di tutelare la squadra in alcuni momenti. Per esempio, dentro gli spogliatoi, sul pullman o chiedendo esplicitamente di non avere persone non autorizzate. Lo ritengo un aspetto di grande riservatezza e protezione, ciò che è venuto fuori è il mio carattere, che spesso è di forte personalità e di carisma, ma mai ho superato o scavalcato le gerarchie ed i ruoli».
Che cosa è successo tra domenica e lunedì?
«Nel mio ruolo vi è anche la libertà di spaziare, di seguire il calcio giocato, di vedere altre partite anche di altre categorie e anche fuori provincia. La settimana scorsa, tra sabato e domenica approfittando della partita “non giocata” contro la Leonzio, sono rimasto nei dintorni del catanese a seguire giocatori che facevano al “caso Avola”, con forti possibilità che potessero vestire la maglia avolese. Di fatto, nasce da questa mia scelta di raggiungere la squadra direttamente a Lentini che ha fatto scattare il mio allontanamento dall’Avola. Il presidente Dugo mi ha tacciato di non curarmi totalmente della squadra».
Potrebbero esserci le condizioni per far rientrare il tutto? Magari il progetto Avola non è totalmente da buttare, o meglio, un lavoro di gruppo si può riprendere?
«Il progetto Avola mi è entrato nel cuore, da subito ho intravisto prospettive notevoli di crescita. Ci potrebbe essere un incontro in questi giorni, riscontro l’affetto della cittadinanza e dei suoi tifosi. Continuerò a seguire e “fare” calcio, andrò sicuramente ad Avola, magari domenica per la partita».
di Gian Paolo Montineri