Marletta a GS.it: «Investire sui tecnici emergenti»

Intervista al presidente dell'Associazione allenatori di Catania


di Gian Paolo Montineri

Non riesco a non fare una premessa colorita a modo mio: “Vuoi vincere facile…intervista Renato Marletta”. Per me è amico, oltre i ruoli che quotidianamente rappresentiamo nel quotidiano. Per questo e per la sua grande attività calcistica e competenza ci siamo messi a chiaccherare su questa stagione agli sgoccioli, parlando di calcio in toto, dalla serie A ai giovani ed alcune norme non rispettate volutamente dal sistema calcio.

Partiamo naturalmente dal Catania calcio, gli argomenti sono ben chiari, il distacco di Pietro Lo Monaco. Ecco Renato Marletta: «Il lavoro di Lo Monaco come manager aziendale è da 9, sono più critico nella gestione delle risorse interne, cioè nell’integrazione del vivaio, quindi il prodotto aziendale in prima squadra, non può essere solo un giocatore a fare il debutto in tutta la stagione, così si vanifica il telaio strutturale, non ho condiviso totalmente la ricerca ostinata di giocatori stranieri,  pur appaludendo alla capacità di acquistare a 3 e vendere a 10».

L’argomento Catania è caldissimo,  gli chiedo cosa potrà accadere con la separazione Pulvirenti-Lo Monaco: «Accade anche nella vita, dopo una prima fase di disorientamento, si riprende in mano la propria vita, così sarà per il Catania calcio e Pulvirenti e Lo Monaco, oggi il Catania è una realtà piena di esperienza, lo era ai tempi di Massimino, si è evoluta e sarà in grado di portare avanti la sua attività societaria, il presidente Pulvirenti ha l’esperienza per fare le scelte chiare e di interesse».

Altro argomento il toto allenatore e le schermaglie tra Montella e la società: «Ci vuole etica, il calcio non rispetta i contratti, uno dei miglioramenti potrebbe essere questo: l’etica ed il rispetto dei contratti. Se Montella oggi ha visibilità, è anche perché ha trovato la disponibilità da parte del Catania ad approvare le idee in toto del tecnico, quindi nella normalità delle cose, Montella dovrebbe semplicemente rispettare il contratto».

Gli sottolineo che il richiamo di Roma è difficile da non accettare, ed un possibile ritorno ad allenare la Lupa diventa unica finalità per Montella, così inizia il toto allenatore: Marino, un ritorno o chi? Ci risponde: «Meglio puntare su tecnici emergenti e freschi, con voglia di emergere, fra i nomi spunta Marcolin, il quale potrebbe essere veramente il nuovo tecnico».

Argomento stadio, si fa o no il nuovo stadio a Catania? È duro nella risposta: «È un grande bluff, soprattutto di strumentalizzazione politica, la città ha bisogno di altre cose, la stessa gestione amministrativa è un deficit continuo, utopia pensare oggi ad uno stadio come quello della Juventus, la città comunque può serenamente subire il disagio ogni due settimane nei quartieri attorno al Cibali».

Scendiamo di categoria ed ovvio che lo guido in Lega Pro, con Trapani e Siracusa nella bilancia delle autosconfitte, depresse vincitrici o come sempre il calcio non è scienza esatta? È molto obiettivo e buono il Marletta, si percepisce che ama la sua regione calcistica, tira le orecchie alla personalità del Trapani, incapace di gestire i tanti punti di vantaggio sullo Spezia e pacca sulle spalle con una spinta come il ciclista che aiuta un compagno di fuga a non mollare, perché senza le penalizzazioni il Siracusa avrebbe la B con tanto sviluppo produttivo per la città, si augura che vi sia una finale fra siciliane e ritorna sulla gara di Lanciano: «Il Siracusa può appellarsi con ricorso per l’errore tecnico dell’arbitro, ma con grande signorilità so che non attiverà l’atto, questo è un grande segnale ed atto su come si cresce».

Con la serie D iniziano le dolenti note: «Bocciate in toto le squadre partecipanti a questo campionato, il motivo è totalmente nella gestione di risorse economiche e tecniche: assurdi i budget che hanno speso, andando in rosso! In questa categoria vi sono i contratti, che vanno da un minimo di 7000 ad un massimo di 40.000 euro, nessuna pianificazione di budget iniziale, o addirittura cieca. Non essendoci l’impegno delle istituzioni, è assurdo che si parta tutti per vincere e poi non si finisce neanche il campionato». 

E poi l’aspetto tecnico: «La Sicilia calcistica è in grado di fornire risorse tecniche qualificate, dai giovani calciatori ai tecnici, purtroppo si punta oltre lo stretto, ma a quale pro?». Si sofferma, poii, sui giovani: «Dobbiamo entrare nell’idea di far leva sul settore giovanile, per attivare le risorse interne, poiché diventa il prodotto da esportare, con costi di gestione uguali a zero».

Lo stuzzico su come quest’anno il calcio si sia impoverito e che la Lega sembra comunque tenere duro sulle sue regole: dimostra di essere coerente, aziendalista Renato Marletta: «Come in una famiglia, se non puoi mantenerti quattro auto, dieci telefoni, perché guadagni solo 1.200 euro, perché decidi di indebitarti? Basta essere umili e farsi da parte, senza stravolgere e travolgere chi di questo sport ne fa anche lavoro».

Capitolo allenatori, anno da incubo, record di esoneri in tutte le categorie, Marletta rappresenta la sezione di Catania, è il presidente e dal suo corso ne sono usciti altri 40, gli poniamo la domanda o riflessione: calcio in crisi, gli allenatori, accettano qualunque proposta, ne pagano dazio, chissà quante squadre non si iscriveranno il prossimo anno, quindi? «La formazione dei nuovi va oltre il rettangolo, c’è la psicologia, il manageriale, ci sono allenatori che  devono attrezzare il tutto poiché appunto con la crisi anche economica, l’allenatore di oggi deve essere poliedrico, continua ed infligge una sciabolata ad una nuova forma, di sponsorizzazione tecnica: gli allenatori con portafoglio, il quale portano il budget ed impongono ruoli e giocatori, condizionando le società ed i presidenti».

Poi fa da sponsor ai nuovi allenatori, facendo i cognomi di Spinesi, Sparti, Sardelli, Walter Forti, esprimendo un concetto: «Un allenatore del luogo è conoscitore del tessuto tecnico, costa quasi zero e garantisce, passione e voglia di emergere, pur considerando la difficoltà di essere profeta in patria». Infine tocchiamo l’argomento della salute sportiva, è duro e chiaro su questo punto: «La federazione deve cambiare la norma, non può aspettare il mese di dicembre per verificare se i tesserati hanno presentato o meno il certificato medico, per attingere con le multe alle casse societarie, deve al momento del tesseramento integrare il certificato, in caso contrario bloccare il tesseramento».

Infine richiama alla responsabilità gli allenatori: «Loro devono essere i primi a non convocare i giocatori sprovvisti di certificato di idoneità, devono sapere che sono i primi responsabili,  per poi continuare attivando l’assistenza a bordo campo. Il dilettantismo è la parte che fa da volano al professionismo, ma le regole sono esattamente uguali per tutti».


Redazione Golsicilia 23/05/2012
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