




L’ufficialità del deferimento del Noto ed i 3 punti di penalizzazione, applicata in modo esecutivo nella stagione in corso. La Commissione Disciplinare nazionale dispone l’applicazione delle seguenti sanzioni che prevedono una salata multa e la penalizzazione di 3 punti per i netini, di seguito le motivazioni:
- inibizione per mesi 12 al Signor Giovanni Musso a causa della violazione dall’art. 1 comma 1 del CGS, per avere pattuito con l’allenatore Lombardo un accordo economico occulto, inerente alle prestazioni sportive di quest’ultimo, per un importo superiore a quello ufficialmente siglato e depositato in Lega e per avere corrisposto al medesimo un compenso a “nero” di € 23.000 nonché della violazione dell’art. 30 dello Statuto Federale, per avere eluso il vincolo di giustizia, così come descritto nella parte motiva;
Abbiamo contattato per un limpido e coerente chiarimento Renato Marletta, oggi presidente riconfermato dell’A.I.A.C di Catania, ma uomo di calcio manageriale, ex allenatore, ds e conoscitore delle carte federali e del campo di calcio. Non nego che con egli si può anche andare oltre, ed il caso Noto calcio potrebbe farci sconfinare.
Renato, il Noto paga ed è anche recidivo…
«È molto importante accettare le regole e le norme di contratto. Evidentemente all’interno del gruppo dirigenziale del Noto si è sottovalutato il problema, perché la firma di un contratto con un allenatore che possa essere professionistico o dilettante, ha delle regole. La sentenza del collegio arbitrale tutela gli allenatori associati, è fondamentale che le società siano attente ed informate su cosa e dove possono incontrare difficoltà. A favore delle società è la giustificazione della lentezza giuridica, poiché in questo caso affonda facilmente il coltello in una società, che sta vivendo una stagione già tribolata».
Una società come il Noto, che dimostra di avere budget chiari, non riesce ad avere uno staff di consulenti adatti?
«Investire su una società di calcio significa creare un organigramma, significa attorniarsi di elementi che conoscano in modo integrale il sistema, soprattutto nell’ambito dei regolamenti, dentro e fuori dal rettangolo di gioco. Devo rammaricarmi nel sottolineare che vi sono tanti pseudo conoscitori e competenti».
Anche fino alla terza categoria, il calcio è cambiato in ambito di organizzazione?
«Sì, ormai appartengono al passato il vedersi solo durante gli allenamenti e poi la domenica. Serve lavorare tutti giorni separando ruoli e competenze, ma dalla domenica all’altra è un continuo produrre».
Quest’anno sembra che possa essere l’anno zero per gli allenatori, non solo Lombardo, ma anche altri stanno facendo valere il nodo contrattuale…
«La L.N.D., a differenza delle leghe regionali, è molto fiscale nell’applicazione delle norme. Dal momento in cui si attivano le procedure di controllo, diventa rigida, tutela i contratti in essere ed applica dopo i termini di scadenza le penalizzazioni. Oggi è meglio sbagliare un rigore che cadere nel “rigore federale”».
E continuando ci porta un’altra azione disciplinare esecutiva del campionato di Eccellenza girone B. Il Vittoria calcio è chiamato al pagamento del contratto attivato con Raciti nella stagione scorsa. Alla scadenza dei termini, la Federazione attiverà i propri esecutori creditizi alla riscossione coatta, cioè prima delle gare.
Dobbiamo aspettarci altri provvedimenti simili in questa stagione o avremo una smentita sulle competenze dei dirigenti calcistici?
«Il difetto esiste per una determinata impreparazione a certi campionati. Riferimento al Milazzo, con i giocatori che pur essendo tutelati, hanno dormito negli spogliatoi e sono stati male assistiti. Inoltre, ogni presidente, esempi eclatanti sono Zamparini e Preziosi, hanno ogni mese spese di allenatori esonerati, che poi vanno ad incidere sui costi di gestione».
Entriamo invece nella testa dell’allenatore. Ad oggi Galfano si è salvato con l’esonero, Betta sta vivendo un incubo da tre settimane senza risultati positivi. Poi c’è chi è arrivato ieri, il quale ha firmato un contratto…
«L’allenatore deve gestire troppe cose, anche non di sua competenza. Era più facile prima, poiché l’allenatore sceglieva i giocatori ottimizzando il budget e creando un gruppo. Oggi è impossibile, tra procuratori e “infiltrati”, l’allenatore ha solo una possibilità, la vittoria sul campo. I tecnici del Noto, prima Galfano adesso Betta, non hanno neanche questa garanzia, aumentandone le difficoltà. Poi i giocatori, hanno una responsabilità, in un periodo di precarietà occupazionale, devo tenere al loro impegno e non sta solo nei 90 minuti, ma nella presenza anche fuori dal campo. Certo però che deve essere messo nelle condizioni di dare il meglio. Nell’indicare le responsabilità societarie, si può imputare una errata campagna acquisti e la possibilità mentale di assestare gli errori con i giocatori svincolati, che tra l’altro costano di più, che quelli nel grande periodo di mercato».
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