




Con il presidente dell'associazione allenatori di Catania Renato Marletta, come sempre stuzzichevole al punto giusto nell'esprimere pareri, diamo uno sguardo alla prima fase di aggiornamenti del mercato societario e tecnici nel calcio siciliano.
Partiamo dal Palermo: «Molto bene, Perinetti è fra i migliori dirigenti che il calcio di questo decennio abbia formato, assieme allo staff e la scelta del tecnico del Siena. Il problema è sempre Zamparini ed i suoi stati umorali, è legato ai risultati, quindi i nuovi dirigenti devono tener conto di tutto questo».
Passiamo al Catania: «Quando Lo Monaco è arrivato a Catania, personalmente e gli associati abbiamo fatto una lettera di presentazione e gli auguri di buon lavoro. Nel bene e nel male si è chiuso un ciclo, è finit tra Pulvirenti e Lo Monaco, è solo loro la verità del perché sia finita, le colpe sono divise equamente». Continua il presidente dell’associazione allenatori di Catania: «Adesso il Catania deve pensare concretamente con la sua testa e la nuova dirigenza deve proseguire il lavoro per tenere il Catania in A. La prossima stagione vedrà un campionato di livello più alto, quindi a mio modo di vedere è già difficile confermarsi, o meglio puntare alla A con tanta sagacia e continuare a rendere attivi i bilanci. Di sicuro, vedremo un Catania più italiano».
Ci spostiamo nello Stretto, dove in una settimana la Messina calcistica si è ritrovata protagonista come ai bei tempi, con Acr Messina e Messina ex Camaro e con due stadi, il San Filippo ed il Celeste. Così Marletta: «L’amministrazione comunale si trova in grande difficoltà, con città calcistica divisa a metà, da un lato l’operazione dei Lo Monaco che lasciano Milazzo. La trattativa a detta di Pietro Lo Monaco era attiva da oltre 4 mesi, scorretto verso i milazzesi - continua - è operazione di business e non di cuore, altrimenti non avrebbe lasciato Catania. Per quanto riguarda il Messina ex Camaro, si tratta di una grande soddisfazione. Avranno difficoltà con ambe due gli stadi, per omologazione, sarà diversa l’organizzazione, ma il giallorosso messinese sarà il colore dell’anno».
Così su Palazzolo e Noto: «Hanno cambiato staff ed allenatore, il Noto ha scelto un allenatore concreto e navigato per la categoria, ma non basta, serve capire cosa e come stanno facendo il programma della stagione. A mio modo di vedere, queste due realtà devono iniziare ad affacciarsi alle squadre di categoria superiore e mirare alle loro Berretti o Primavera, attingere ai talenti, magari in comproprietà e far si che si ottimizzi il prodotto finale Il Palazzolo è la mina vagante, poiché ha un ds di prima mano, un Enzo Berti che 30 giorni fa era ancora un giocatore, oggi direttore sportivo; dal canto suo, ha una conoscenza totale dei giocatori, ma non è la stessa cosa. Gaspare Cacciola, è fra i giovani allenatori che devono far vedere cosa sanno fare, sta alla società tutelarli e proteggerli. Sicuramente è preparato, ma in caso di periodo nero nei risultati, cosa accadrà?»
C'è spazio anche per una battuta sul Ragusa, che ha acquisito tecnicamente e non solo parte del Palazzolo della scorsa stagione: «Anche in questo caso, c’è da capire in dettaglio cosa realmente si voleva tra il duo Sorbo-Rigoli ed il presidente del Ragusa, credo ad un abbassamento delle spese o budget, ma a me non sembra proprio così. Chi ci guadagna andare alle buste per un giocatore? Non si capisce realmente, il regolamento è complesso: esempio, mi dai un brocco, ci accordiamo che a fine stagione devo darti X, se poi io sono stato bravo a renderlo un missile, perché devo darti XY e Z?».
Fronte Siracusa. Bacchetta Sottil, ma anche l'ex rossazzurro Montella, riferendosi al fatto che entrambi hanno cambiato squadra pur avendo un impegno a medio termine: «Il mio augurio è che il presidente Salvoldi si rimetta presto e che rimanga alla guida del Siracusa, egli in prima persona è volano dell’entusiasmo, non so cosa potrebbe accadere se Salvoldi non potesse continuare».
Poi ci facciamo fornire una serie di bombe mercato riguardanti giocatori e società. Iniziamo: «L’Adrano sarà acquistato da imprenditori di Paternò, pur tenendo conto dei presidenti i fratelli Salvà, che continuano a dichiarare, che verrà ceduto gratuitamente a persone adranite». Sempre sui Salvà: «Andranno ad integrarsi nel gruppo dell’Acireale per dare una mano ad una società con grandi difficoltà economiche. Molte squadre, infine, non si iscriveranno, tra cui Trecastagni e Misterbianco, nonostante in federazione siano molto fiduciosi».
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