



Serie B: con gli svincolati una formazione da primi posti, ecco i nomi...
Amarcord Acireale, Gallo a GS.it: «Vi racconto la mia giovinezza con i colori granata»
Acr Messina: buona prova contro il Castello 2000, con l’Avellino serviranno conferme
Serie A: torna di moda il top player... in entrata
di Gian Paolo Montineri
I numeri sono sempre la razionalità, danno risposte e garantiscono trasparenza. Vanno bene la voglia di emergere e vincere, ma la razionalità ha il suo fondamento. Così mister De Leo ci saluta prima della gara, siamo sul terreno di gioco, ultimi minuti prima che si dia fondamento alla razionalità.
Di fronte vi è l’Acicatena che si dimostra robusta e concreta come i numeri, tra l’altro con numeri piccoli e sguscianti mette i bastoni fra i piedi dei difensori avolesi, rigidi, anche troppo direi. Nel corso dei primi quarantacinque minuti l’Avola rimbalza sui muri, sbattuta indietro, e i commenti sono tutti per l’Acicatena, la miglior avversaria in termini numerici di questa stagione. Però mister De Leo sa che i numeri possono cambiare, ma rimangono sempre la verità, l’unica. Così, presenta ai loro giocatori la realtà, è leale, se rimaniamo a meno dieci punti dalle prime possiamo dare forza al nostro campionato, ma dovete essere voi in campo a fare in modo che ciò accada, oltre i dieci punti non vi è possibilità di giocarci qualcosa d’importante.
Ecco allora che l’Avola nel 2° tempo va in campo e produce numeri che gli danno energia, ovvero tre gol in quindici minuti. Il capitano Intagliata con alcuni numeri tecnici determina i due gol di Craccò. Numeri che fanno classifica e che migliorano i numeri delle pagelle di tutti. Altri numeri possono essere alleggeriti, per esempio il peso dei due difensori centrali, probabilmente con qualche etto sovrappeso. Ma a fine gara mister De Leo è lì che guarda i numeri, ci dice: «Sempre 10 punti dalle prime, non basta, serve qualcos’altro, i numeri ci danno forza oggi, ma bisogna guardare a quelle due squadre (Ragusa e Città di Messina, ndr) che aspettiamo domenica prossima al loro scontro diretto. Naturalmente noi dobbiamo continuare a fare bene, perché dobbiamo accorciare, perché il girone di andata può essere già un girone d’elite. Amo questa squadra, da quattro anni è nel mio dna, sfido chiunque a sentire l’Avola nella pelle, come la sento io, accecato, però non sono accecato quando vengo attaccato sul personale, mi difendo e difendo, in modo forte e determinato».
L’Acicatena, invece, è in un angolo, potremmo dire incapace di intendere e di volere, ma è cosciente di ciò che è accaduto, i tecnici Coppa e Giuffrida sono concordi: «Abbiamo giocato due partite: un primo tempo perfetto, i nostri diversivi tattici hanno dato quello che avevamo previsto. Avevamo preparato bene anche il secondo tempo, ma in campo non siamo stati in grado di applicare quanto concordato, andando incontro a quindici minuti da incubo e da dimenticare». Con mister Giuffrida ci soffermiamo sulla sua posizione di tesserato, tecnico abilitato o meno a sedere in panchina, il mister è chiaro su questa vicenda: «Fandonie, sono abilitato, le carte federali sono in regola, il resto lo lascio a chi vede altro».
Infine gli ospiti: in tribuna mister Bianchetti, ma anche un top class manageriale del calcio come Totò Pera, assieme ai fratelli Dugo. Mi soffermo accanto al presidente il quale con loquacità mi lascia da solo con il suo ospite, ma prima lo avvisa: occhio questo giornalista sa farsi dire le cose che non vuoi dire, o meglio ti fa dire tutto. Così Totò Pera ci presenta un curriculum di grande esperienza, manager, procuratore e ancora tanto altro ma gli chiedo perché si trova ospite dei fratelli Dugo. Ci risponde: «Si chiama marketing, sinergie industriali, stiamo veicolando delle aziende, dei marchi che possano dare peso strutturale e potere d’acquisto a questo Avola. La struttura è funzionale, non sarò artefice in qualità di operatore nel mercato calciatori, ma mi occuperò di altri aspetti».