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Enzo Grasso e Real Avola non si fanno male: 1-1

Amichevole con tanti argomenti a bordo campo


Dico… finalmente calcio giocato, lo aspettavo anch’io il momento di vedere schemi, azioni, scrivere cronaca, commenti del dopo gara e pagelle. Qualcosa è accaduto certamente, ma le tentazioni, di uscire dal rettangolo di gioco erano tante ed anche presenti, quindi spezziamo questa domenica calcistica, l’ultima da “tanto il risultato non conta”,in alcuni stralci. Ed eccoci a verificare le due squadre, di categoria diversa, ma con tanta attenzione mediatica. L’Enzo Grasso, al 3° anno di Promozione e sotto le luci dei riflettori mediatici poiché, dopo il fallimento del Siracusa, è la società che rappresenta il calcio in città, come categoria più alta; l’Avola, invece, di Eccellenza, salvata sul filo di lana, guidata tecnicamente da Mauro Zampollini,  in questa nuova veste “player manager”, tecnico della prima squadra con un grande curriculum alle spalle, con la sfida di creare da zero un nuovo composto tecnico societario, in cui Antonio Marletta sembra il grande “sarto”, tesse e ricuce, riammenda ed unisce i lembi che vengono posti al suo cospetto.

Le squadre in campo: l’Enzo Grasso ha lavorato tanto sul mercato e dai nomi spuntano caratteristiche di squadra compatta e pronta ad una stagione durissima. Il confermato Porchia, i nuovi Ulma, Catinello, la conferma di Carrabino, in avanti, e le assenze forzate di Linares e Di Blasi fanno saltare all’occhio la qualità della formazione allenata da Josè Sparti, ex giocatore professionista patentato tecnico, con il massimo dei voti ed allenato nel Matera proprio da Zampollini. L’Avola, dopo l’amichevole con il Ragusa e la seconda settimana vera di lavoro, si presenta senza grandi nomi, ma con tanti ragazzi, tra i quali spiccano quelli che hanno già l’Eccellenza in archivio, Maieli, Novello, Accaputo, Morale, Tralongo e Tiralongo, Quarto. Fra gli ex figurano i preparatori, che la stagione scorsa erano assieme nell’Avola, Il professor Attardi è oggi ad Avola, il professor Asta nell’Enzo Grasso, manca il terzo Pincio, che sembra poter ritornare.

L’Avola si schiera con un 4-4-2, con spiccata attitudine verso il 4-3-3, evidenziata nel secondo tempo; la Enzo Grasso, invece, è molto zemaniana come squadra: tutti in movimento, tanta corsa ed agonismo sull’avversario. Così verifichiamo che i primi 25 minuti sono di dominio siracusano, con tante occasioni create, con un gol realizzato al 13’ con Carrabino e con la squadra avolese, che subisce la miglior condizione fisica e mentale avversaria.  I ragazzi dell’Avola sembravano molto più attenti nel memorizzare schemi e posizioni, poco reattivi a ciò che stava accadendo realmente, ma tutto ciò è comprensibile e didattico. Comincia il secondo tempo: rotazione nelle due squadre, il centrocampo dell’Avola migliora, in campo Quarto e Shalom, ivoriano, il quale ha una storia di contesa calcistica, ma in campo non lo fa vedere, anzi, è muscolare, attento, gioca con grande corsa e testa alta, poi in avanti Costa che lavora di corpo e gomiti; sulla destra entra Luca Lo Pizzo, che dovrebbe diventare avolese calcisticamente, è un ‘93, ma non sta tanto nelle squadre, dal Palazzolo in poi un girovagare; aveva iniziato il ritiro con la Nissa, ma nulla, parlo di lui perché una sua iniziativa sul finire ha messo in condizione Costa di pareggiare l’incontro. 1-1 il finale.

Adesso arriva la parte che mi piace di più, il bordo campo.

Pareri tecnici da parte di Josè Sparti e Mauro Zampollini, che non parlano quasi della gara, li ho dovuti separare per questo, ma è Sparti a spendere parole magiche su Mauro Zampollini: «Avevo 32 anni e quando sono arrivato al Matera avevo capito che il calcio era altra cosa, sono pochi i tecnici che sanno e possono insegnare come Zampollini». Poi sulla gara e sulla fase di preparazione dell’Enzo Grasso: «Sappiamo che sarà una stagione particolare - continua Sparti - abbiamo allestito una buona squadra, ma non partiamo senza obiettivo, l’Enzo Grasso è squadra importante in Promozione.  Il mio modo di vedere la squadra in campo è di vederla sempre attiva e determinata, sempre nella metà campo avversaria, so che può essere utopico, ma la vedo così».

È il momento di Mauro Zampollini, lettura dei due tempi e della sua nuova era o ciclo? «La prima parte era evidente che si potesse subire la squadra avversaria, di carattere e tosta, magari un po’ di  attenzione in più avrebbe permesso di giocare di più e di subire meno la loro veemenza, ma ci sta; nel secondo tempo, con i tre centrocampisti più visibili e con caratteristiche diverse, abbiamo intrapreso una strada migliore, ci ha portato più spesso nell’area avversaria».

Gli faccio notare che l’Avola ha molte costole ma spina dorsale “debole”, cioè manca realmente un giocatore importante per ruolo, partendo dal portiere: Zampollini annuisce, affermando che «il lavoro di questi giorni è quello sporco, crudele magari, poiché mette a nudo limiti e confini, con la società siamo attenti e si lavora per migliorare, ottimizzare, ma è importante quello che abbiamo fatto oggi».

Infine gli chiediamo che tipo di sensazioni ha in questo nuovo ruolo o progetto? «È interessante, si lavora da zero, si crea, si determina, con il fine di assemblare un nuovo prodotto sportivo e non solo».

È il momento dei presidenti e già, perché era presente anche quello dell’Avola, giunto dall’Abruzzo, dall’Aquila esattamente, manager, tanti anni di calcio è ancora oggi figura federale: “Benvenuto in Sicilia signor Dionisi”, gli chiedo della ricostruzione post terremoto prima di tutto: «Sono passati 3 anni, è stato un grande dramma, stiamo lavorando per riavere la normalità, non è facile ma ci crediamo». Prendo spunto dalla ricostruzione per veicolarlo nella ricostruzione calcistica dell’Avola: «C’è un coinvolgimento importante, iniziato quasi al suono della campana,  si sta lavorando prima di tutto per dare sostanza e solidità alla società, avere 20 campioni e zero società è deleterio, al contrario, società serena e di proprietà solida ci permette di costruire una squadra importante».  Poi ripete il concetto di possesso: «i Dionisi, i Dugo passano, la società è della comunità, ecco perché chiediamo di avvicinarsi a tutti, per consolidare questo concetto». 

Lo staff sta lavorando, dal ds Antonio Marletta al tecnico Mauro Zampollini, lo stoppo nel fargli notare che sono i risultati ad enfatizzare o a dissipare il lavoro di staff e società: «Questa è una dura realtà, noi il primo risultato lo abbiamo ottenuto il 25 luglio, naturalmente tutto scorre nel tabellino di ogni gara, fare la brutta figura è quello che non dobbiamo e su questo il nostro progetto si  fonda!».

 Con il dottor Liuzzo, presidente dell’Enzo Grasso, tocchiamo argomenti spinosi e di eventuale dibattito: la sua squadra e società, dopo la cancellazione del Siracusa ha avuto una serie di sussulti e pressioni, cambio di nome, cessione societaria e  poi?  «Tanto e di più si è detto, ecco alcuni chiarimenti: siamo orgogliosi di rappresentare la città, ma avremmo preferito fosse il Siracusa a farlo, sappiamo che sarà un campionato speciale, ma continuiamo nella nostra idea progettuale, siamo al 3° anno di Promozione, abbiamo fatto campionati dignitosi e di qualità, rimaniamo attenti a ciò che accade attorno, cambiare nome non si può giuridicamente, è il nome dell’associazione e, mi permetto, questo nome ricorda qualcuno di importante alla città. Se ci saranno persone fisiche o persone giuridiche che sono interessati a soluzioni importanti nessuna preclusione, ma nessuna condizione, per quest’anno è così, la prossima stagione si vedrà.

Lo stuzzico sulla pesca o ripescaggio a oltranza che sta avvenendo per completare i quadri, con la Lega che cambia regole e criteri e magari con altre squadre della città ripescate, probabilmente l’Hellenika:  «Faremo squadre scarse, con zero euro, tanto in due anni saremo in serie A di questo passo», ecco lo stato chiaro di sdegno. «Nessuna polemica su chi verrà ripescato, ma grande critica al Palazzo,  che senso ha ripescare chi retrocede ed addirittura, annullando norme e criteri ben precisi?». Infine il dottor Liuzzo ci informa che l’Enzo Grasso disputerà tutte le gare casalinghe di coppa e di campionato al “De Simone” la domenica.


Gian Paolo Montineri 20/08/2012
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