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AVOLA a GS.it: «Polemiche assurde su di me. Io mi sento bandiera della Nissa»

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Totò Avola, oggi centrocampista del Città di Messina ma fino a qualche giorno fa capitano e bandiera della Nissa, ha rilasciato a Golsicilia.it un’intervista esclusiva per replicare alle dichiarazioni del suo ex presidente. Proprio ieri, il patron biancoscudato Prospero Santo, sempre ai nostri microfoni aveva detto: «Avola? Gli avevamo fatto un contratto che a lui stava molto bene. Nel frattempo è subentrata qualche altra società che gli ha offerto qualcosa di più oneroso e ammetto che mi ha deluso un po’ il suo comportamento. I soci e gli amici di Caltanissetta mi avevano detto di fargli un contratto importante, perché Avola è un capitano serio e sicuramente resterà con noi. Nonostante ciò, non è servito a nulla. Per cui ho qualche dubbio che lui fosse realmente così legato alla maglia».

Totò, cosa pensi di quello che ha dichiarato il tuo ex presidente?

CONTRATTO «Vorrei intanto partire da questo famoso contratto. Rispetto a quello di inizio stagione, avevo accettato una decurtazione dell’ingaggio con la promessa però che se fossi rimasto a Caltanissetta, sarebbero dovuti arrivare almeno quattro rinforzi oltre al mantenimento dell’intera rosa mister Golesano incluso. Questa promessa, ahimè, non è stata rispettata».

POLEMICHE «Io sono andato via senza fare nessuna polemica e senza rendere pubblico quello che abbiamo passato in questi ultimi mesi. Gli ex dirigenti sanno di cosa parlo e sanno anche quali erano le promesse del presidente, mai mantenute».

PROMESSE «Dice di non aver mai promesso nulla? Probabilmente l’ha fatto per bocca di altri. A me personalmente è stato detto che arrivavano nuovi giocatori per raggiungere la salvezza. Non l’ha mai detto davanti alla squadra, perché non si è mai presentato dentro lo spogliatoio».

ADDIO «Vorrei sottolineare che non sono andato via per un contratto migliore. Mi hanno cercato talmente tante squadre che avrei potuto giocare al rialzo. Ho scelto il Città di Messina perché è stata la prima società a cercarmi e avevo dato loro la mia parola. Di certo non perché mi dava chissà quali cifre o quali numeri».

TIFOSI NISSA «Sono dalla mia parte? La gente sa cosa è successo negli ultimi mesi. Io non sono mai andato via da Caltanissetta nel tempo nonostante i tanti problemi, però quest’anno mi sono sentito preso in giro.  E questa presa in giro non l’ho digerita io, così come non l’ha accettata neanche la piazza. I supporters nisseni hanno capito benissimo perché Avola è andato via».

AMAREZZA «Ripeto, quando sono andato via non ho fatto nessuna polemica e non ho voluto colpevolizzare nessuno. Se ti devo fare un esempio delle difficoltà degli ultimi mesi, ti dico che spesso non avevamo materiale sportivo per gli allenamenti. Non mi aspettavo che qualcuno facesse polemica su di me, perché non c’erano i presupposti per farla. Sono amareggiato e visto che lui ha parlato di me, io devo ribattere per dire come stanno realmente le cose».

BANDIERA «Io sono stato una bandiera della Nissa e non accetto che nessuno lo metta in discussione. Ho giocato più di 300 partite, ho lottato, ho giocato da infortunato e ho fatto tutto ciò con piacere e con onore perché io amo Caltanissetta. È colpa loro se la bandiera Avola ha smesso di “sbandierare”, non è di certo colpa mia. Io sono e sarò sempre legato alla maglia della Nissa, ma mi hanno fatto passare il piacere».

PRESIDENTE SANTO «Non so perché abbia detto queste cose. Io non lo conosco neanche bene, l’avrò visto al massimo un paio di volte. Non mi sarei mai permesso di parlare male di lui. I fatti nella vita parlano e il tempo farà a capire a tutti qual è tutta la verità. Di certo non me lo aspettavo».

SALVEZZA NISSA «La vedo dura. Sono andati via tutti e non stanno facendo nulla per rinforzarsi. Ci spero con tutto il cuore e tifo per loro. Spero solo che ci sia la coscienza almeno di salvare il titolo per poi ripartire con i giusti progetti».

CITTÀ DI MESSINA «Giocare con un’altra maglia dopo tanti anni? Un po’ di impatto c’è stato. Fino alla domenica prima ero a Caltanissetta, poi sono stato catapultato a Messina e ho raggiunto i miei nuovi compagni direttamente in ritiro. L’unica cosa che mi ha “aiutato” è stata l’uguaglianza dei colori (ride, ndr)».

CLICCA QUI per rileggere l'intervista al presidente della Nissa Prospero Santo.


Dario Li Vigni 20/12/2012
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