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Avola, Tosto: «Curioso di vedere la squadra in trasferta»

Il tecnico rossoblu in esclusiva a Golsicilia.it


A bordo campo durante la partitella del giovedì, in amichevole con lo Sporting San Paolo di Seconda Categoria, la gara col Modica è alle spalle e per il neo tecnico catanese c’è la prova fuori casa, con il mercato in uscita ed in entrata alle porte e qualcuno che ha già messo i calzini avolesi come il difensore Tornatore, classe ‘92, ex Adrano e Sancataldese, nel gruppo c’è anche chi non sa se restare o meno e chi ha le valige pronte…

Naturalmente tutto è compreso in questo cambiamento voluto dal patron Longo, il quale ha da sistemare l’organico dirigenziale, soprattutto il ruolo di presidente, poiché il signor Patanè, di grande responsabilità la sua presenza, più volte ripetuta, ha espresso non a noi direttamente, la necessità di trovargli un sostituto ed egli si era messo a disposizione, per un periodo di transizione. Appunto il lavoro di gruppo e di società hanno portato con il cambio del tecnico, il ritorno del professor Paolo Giaquinta, nelle vesti di intermediario tra la dirigenza ed il dottor Longo.

Il patron ci fornisce chiarimenti e proiezioni su come potrà cambiare la società: «Abbiamo  un dovere morale, recuperare il rapporto con Nello Bonaventura, che nel contesto del cambio tecnico, ha subìto un torto di educazione e serietà, quindi è un compito molto delicato: curerà la squadra juniores e lavorerà in proiezione prima squadra». Passiamo alla ricerca di soggetti che competono e competenti del calcio, Lucio Tosto ha queste caratteristiche? «Sì, ed era vicino ad inizio stagione, la difficoltà di budget non ti permette di pescare a pelo d’acqua, quindi lavoriamo fra i contatti amichevoli, che riguardano anche i calciatori», così continua Paolo Giaquinta.

La difficoltà di trovare un soggetto giuridico o persona che abbracci l’Avola calcio nella carica di presidente, a oggi è la vera spina nel fianco e ringraziare il signor Patanè è il minimo: «In effetti è un fuggi-fuggi - continua Giaquinta - anche a questi livelli, i costi sono molto esosi ed a nessuno vien voglia di puntare sul calcio dal punto di vista economico». Siamo in procinto di mangiare il panettone, immagine sempre cara al calcio, in questo caso un messaggio agli avolesi e a quelli che diffidano o sono disamorati, a quelli più difficili da conquistare: «L’Avola calcio è un tesoro ancora tutto da scoprire, lo scrigno è prezioso, ha bisogno di tutti, ma rivolgo l’attenzione ai grandi imprenditori e alla classe politica, pur considerando i tempi e i modi: E’ un bene e non un male avere e partecipare alla vita di una squadra di calcio».

Ci spostiamo ed incontriamo l’amico ed ex - da qualche giorno - giocatore di calcio Daniele Greco, ex calciatore di serie professionistiche che ha mantenuto il vizio giocando e non soltanto in una squadra che oggi milita in Seconda Categoria, il Floridia; ma la prospettiva di vivere l’esperienza di team manager, lo ha attratto, ed eccolo a bordo campo… Non posso che debuttare così: sette giorni fa in campo, domenica eri a bordo campo, non da calciatore, penso che il tuo ascensore emotivo sia impazzito... Così Greco: «Avevo una sudorazione assurda, maggiore di quella agonistica, strana sensazione, ancora oggi, ho un dibattimento interiore». Incongruenze: i ragazzi ti hanno accettato, intendo lo spogliatoio, poiché hai ancora la faccia da calciatore? «Hanno da subito individuato il ruolo - dai social ed i blog sportivi cita Golsicilia.it e Terzo Tempo su Facebook - pensavo a tanti commenti e immaginavo un avvicinamento naturale, invece da subito, si è verificata la barriera e la differenza dei ruoli, pur cercando di non mancare nel contatto».

Nel frattempo finisce il test amichevole e ci accingiamo a salutare il mister Lucio Tosto: alla fine è arrivato ad Avola? «Sì, e dai e dai ho accettato, ma anche rifiutato altre proposte, ad Avola ci sono potenzialità per fare calcio - così il tecnico che continua - la difficoltà iniziale era la gara col Modica, dopo soli quattro giorni, ma abbiamo fatto bene, ora ci stiamo preparando per la prima trasferta con il sottoscritto in panchina, si lavora sul carattere e sulla personalità, per non aver paura in trasferta e per giocarci le gare anche dal punto di vista agonistico, perché altrimenti non si va da nessuna parte in questa categoria e il Mazzarrà è un ottimo test».

Il patron Longo le ha chiesto di portare il più in alto possibile la squadra? «Mi ha chiesto un obiettivo, attrezzare la squadra con alcune qualità mancanti, anche con l’innesto di alcuni elementi, non sarà una passeggiata comunque!». Entro nell’argomento spogliatoio, Lucio Tosto come unico capobranco, è stato voluto dal patron Longo, per rompere certi equilibri e annullare altri vertici, casi come questi si ripetono e si raccontano nel calcio: ecco il tecnico che risponde come da cognome in modo “tosto”: «L’unico capobranco sono io, ci possono essere altri capi all’interno, ma devono stare dietro la mia gerarchia - chiude comunque dicendo - non capibranco, ma branco che fa gruppo».


Gian Paolo Montineri 25/11/2012
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