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La sconfitta subita in casa con il Rosolini è stata netta, con ripercussioni serie sulla classifica: a 90 minuti dalla fine, pur con la norma dei punti di distacco, l’Avola non è ancora salva e potrebbe essere assorbita nel vortice dei play out, poiché domenica prossima è di trasferta a Taormina e non crediamo nella “passeggiata fashion”. Ieri, dopo la sconfitta, l’allenatore ha comunicato le sue dimissioni ai dirigenti presenti, tra cui Patanè e Zuppardo.
Oggi il tecnico Lucio Tosto al telefono e in esclusiva spiega la sua decisione e senza mezzi termini punta il dito contro lo spogliatoio, salva qualcuno o qualcosa, ma si assume le responsabilità delle sue dichiarazioni e decisioni, facendo comunque un appunto: «A 90 minuti dalla conclusione della stagione regolare io lascio l’Avola salva, con dati e classifica alla mano». Non è un monologo, il tecnico ha le pile cariche, ma non accetta di essere messo con le pive nel sacco, ed ecco che tira fuori, in scala dati, date e fiamme ossidriche puntate a bersagli ben chiari: «Sono stato condizionato e a volte ricattato, poiché l’azione a non allenarsi, nello sciopero, nelle difficoltà economiche, mi trascinava nel cercare di mediare, tra il presidente Longo e loro…», dice riferendosi ai giocatori.
Mister Longo è un fiume in piena: «Dovevo già a dicembre dire arrivederci, ma la ricchezza della passione degli avolesi, sia quelli che hanno sacrificato ogni momento per questa società, sia il pubblico, mi ha dato voglia e passione per continuare». Chiedo: la sua coerenza anche nel rapporto con il presidente Longo? «Si, il dottor Longo, doveva essere solo di aiuto, poi è cambiato il suo ruolo, non lo critico, non è uomo di calcio». Continua il tecnico catanese: «Non ci siamo ancora sentiti, ho comunicato le mie dimissioni tramite sms».
Mister lei ha perso “lo spogliatoio” dopo quel filone di risultati positivi, poi l’ammutinamento, le varie collisioni, l’uso incredibile di Mastice industriale e infine la debacle con il Rosolini, troppo evidente la prestazione pragmatica della sua squadra? «Lo spogliatoio era unito dalle garanzie economiche, appena sono venute a mancare quelle, è stato un continuo cedimento. In effetti il giorno in cui sono iniziati gli scioperi dovevo lasciare». Di sicuro non mi dirà neanche torturato i nominativi di chi l’ha tradito, ma un ritorno potrebbe esserci? «Si, ma non con questo spogliatoio, anche durante l’intervallo della gara con il Rosolini ho urlato in modo chiaro le mie rimostranze».
Un giocatore, Accaputo, fa il mea culpa sugli episodi, chiede scusa e si assume le responsabilità sul risultato, lei al riguardo ha qualcosa da aggiungere o replicare? «Accaputo ha subito ciò che la squadra in campo ha prodotto, la sua presa di responsabilità gli fa onore, ma è assolutamente discolpato, è uno dei pochi a salvarsi, direi, e non solo per la gara di domenicaۛ». Mister mi dà una spiegazione sulla vittoria in trasferta sul San Gregorio, viste le grane negli spogliatoi? «La partita perfetta, anomala per questo, però nelle ultime sei gare è stata l’unica».
Mister, che esperienza è questa nel bagaglio dell’uomo e del tecnico di calcio? «Da uomo, che quando incontri cittadine come Avola e le sue viscerali passioni nelle persone, non puoi dire di no ed accettare proposte difficili. Da tecnico dico che senza risorse economiche non puoi andare avanti, non puoi inventare nel calcio, avrei voluto cambiare volto alla squadra, ma le restrizioni hanno inciso, l’equilibrio è sempre stato legato alla puntualità dei rimborsi». Poi prima di chiudere mister Lucio Tosto dichiara: «Le mie dimissioni sono l’ultima delle “prove” per cercare di dare lo scossone, la scarica, a chi crede nella salvezza, magari possa essere utile a chi abbraccerà il nuovo progetto Avola calcio, il mio augurio è questo».