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Il suo addio alla panchina del Città di Vittoria ha lasciato sgomenti addetti ai lavori e giocatori biancorossi. Stiamo parlando di Gaetano Lucenti, tecnico classe '73 con un importante passato da portiere in squadre come Ragusa, Atl.Catania, Fidelis Andria ed Acireale. Golsicilia.it ha raggiunto telefonicamente Lucenti che, in un'intervista esclusiva, ha spiegato i motivi del suo addio alla formazione iblea.
Mister Lucenti da domenica, giorno in cui si è disputata Città di Vittoria-Avola, non è più in sella alla panchina biancorossa. Quali sono i motivi che hanno portato, dopo appena cinque giornate, a questo esonero così prematuro?
«Premetto che non è stato un esonero. È stata una mia decisione presa dopo quello che è accaduto domenica in cui mi sono sentito un peso per la squadra. Se il pubblico ti insulta nell'arco di 90', e chi dovrebbe tutelarti non ti tutela, è giusto farsi da parte. Ho preso questa decisione per salvaguardare il lavoro della società e dei giocatori».
Sulla sua scelta può aver influito l'inaspettata sconfitta in trasferta contro l'Acicatena (1-0 con i catenoti in sette uomini contro dieci, ndr)?
«Faccio io una domanda. In sette partite, fra campionato e coppa, quante partite ha perso il Città di Vittoria? Ne ha vinte cinque, pareggiata una con l'Avola, e perso in maniera rocambolesca con l'Acicatena. Quella con gli etnei, come ho sempre detto, è stata una gara nata storta e finita male ma sono quelle partite che, nell'arco di un campionato, ti possono capitare. Succede al Milan, che perde con l'ultima in classifica, e può succedere anche al Vittoria di perdere con l'Acicatena. Non penso che abbia influito questa partita, i motivi che hanno portato al mettermi da parte sono altri».
L'allenatore di solito è il primo a pagare una situazione di crisi. Pensa d'aver pagato troppo il peso di un progetto che prevede quest'anno la promozione a Vittoria?
«Un allenatore paga nel momento in cui, alle sue spalle, mancano delle componenti fondamentali quali giocatori, società, pubblico e stampa. La stampa non riesce a spiegarsi il motivo per cui non sia più io l'allenatore, i giocatori, più di una volta, hanno espresso il loro parere positivo nei miei confronti, il pubblico ha iniziato a contestarmi domenica scorsa, solo per il fatto di essere ragusano, mentre la società, nel momento in cui doveva fare quadrato intorno a me, non mi ha supportato. Quando una di questa componenti viene a mancare, allora il tecnico paga. A mancare è stata anche la serenità, caratteristica che invece posseggono le attuali capolista Ragusa e Città di Messina, perchè come tecnico e uomini il Vittoria è allo stesso livello delle migliori. L'arrivo di un nuovo tecnico, con il conseguente inserimento di diverse idee tattiche, farà in modo che si perderà del tempo».
Questo pomeriggio la formazione biancorossa, con in panchina il preparatore dei portieri Rosario Scollo, affronterà l'Aquila Caltagirone negli ottavi di Coppa Italia conquistati da lei appena due mesi fà. Vuole fare un augurio particolare alla sua ex squadra?
«Faccio un grandissimo in bocca al lupo alla squadra, anche perchè con i miei collaboratori e con i giocatori non ho mai avuto nessun tipo di problema. In questo mondo c'è gente che pensa si vada avanti con i compromessi, cosa che personalmente non faccio con nessuno, mentre io vado avanti per la mia strada. Il mio augurio è che il Città di Vittoria faccia risultato oggi e nelle gare future».
La parentesi con il Vittoria si è chiusa in malomodo, mister Lucenti si sente già pronto ad afrrontare un'eventuale nuova avventura su un'altra panchina?
«Mister Lucenti è sempre pronto. Amo questo mestiere, svolto per vent'anni come giocatore, e vorrei proseguire per tanto tempo come allenatore. Per far si che ciò avvenga è indispensabile che trovi le persone giuste che mi mettano nelle condizioni di sviluppare il mio credo calcistico».
Grazie al mister Lucenti!
«Grazie a voi e buon lavoro».