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Giovanni Carabellò, nuovo general manager del Città di Messina, è l'uomo a cui il presidente Elio Conti Nibali ha dato ampi poteri per costruire la squadra che affronterà il prossimo campionato di Eccellenza. L'esperto dirigente, ex dg del Messina sotto la gestione Franza, ha parlato a 360° della sua nuova esperienza nella città dello Stretto. Ecco le sue dichiarazioni, in esclusiva per Golsicilia.it.
Direttore Carabellò, la stagione del Città di Messina è appena iniziata (visite mediche e test atletici al 'Celeste' giovedì e venerdì). Come procede la marcia d'avvicinamento verso il ritiro in Calabria?
«Direi più che bene, la squadra ha svolto un lavoro specifico propedeutico alla fase di ritiro vero e proprio. Arriverà a Lorica (località sulla Sila, ndr) in buone condizioni, sia dal punto di vista mentale che fisico».
A lei è stato affidato l'importante ruolo di general manager, carica che le da carta bianca sul fronte mercato. Dopo i sette acquisti già ufficializzati, fra gli ultimi il difensore Campanella dal Milazzo, ci sono in cantiere altri colpi per rinforzare la squadra?
«In questo momento attendiamo le risposte che arriveranno dagli allenamenti, con la squadra che dovrà formarsi. Se nel nostro organico, durante il ritiro, dovessero manifestarsi delle esigenze particolari, saremo vigili ed attenti nell'agire per tempo».
Per quanto riguarda la guida tecnica, anche quest'anno vedremo seduto in panchina Pasquale Rando. Cosa vi ha convinti a puntare nuovamente su di lui?
«Nella passata stagione la società ha avuto modo di apprezzare la dedizione profusa da Rando nella causa del Città di Messina. Nel segno della continuità, dunqu,e si è deciso di puntare sul suo nome».
Il Città di Messina, come tante altre società, ha presentato domanda di ripescaggio in serie D. Quali chances esistono, al momento, di vedere gli uomini di Rando disputare il campionato insieme all'altra formazione cittadina (Acr Messina)?
«La domanda di ripescaggio del Città di Messina è stata presentata sulla spinta di quanto affermava il presidente della Lega Macalli, secondo cui molte squadre a livello professionistico non avrebbero avuto la possibilità di iscriversi. Le previsioni di Macalli si sono rivelate ben presto errate e, fortunatamente, il sistema calcio ha retto. Le formazioni che non si sono iscritte in questa stagione rappresentano quella percentuale fisiologica che si è manifestata già negli anni precedenti, le nostre chances di ripescaggio sono dunque nulle. Eravamo ben consci di tutto questo ed abbiamo sempre lavorato nell'ottica di un campionato d'Eccellenza».
Quali altre società di Eccellenza stanno allestendo, a suo avviso, delle rose forti e competitive per la conquista del prossimo campionato?
«Prima di fare discorsi di questo tipo dovremo aspettare una decina di giorni. Solo nel momento in cui tutte le formazioni partiranno per i propri ritiri potremmo dire qualcosa in merito alle singole forze e potenzialità. Qualche squadra potrebbe inoltre rientrare nei giochi per il ripescaggio, quindi è ancora tutto relativo».
Lei è l'ex direttore generale del Messina che disputò l'ultimo campionato in serie A. Che ricordo conserva di quel periodo?
«Quel capitolo credo rappresenti una fase irripetibile. La serie A è stata la giusta conclusione di una rincorsa iniziata, a livello dilettantistico, con l'indimenticato presidente Aliotta. L'inaugurazione dello stadio 'San Filippo' e i fasti di quelle annate sono i ricordi che porto maggiormente con me. Nel calcio poi esistono dei cicli, si era arrivati a toccare le stelle, dopo aver toccato il fondo, però si è tornati nuovamente alle stalle. Un momento di sicuro esaltante per tutti, vanificato da una serie di errori che ormai fanno parte della storia».
Adesso le squadre cittadine sono due, in un futuro prossimo riusciremo ad ammirare una di queste due società, o magari entrambe, in una categoria più consona ai messinesi?
«È la speranza di chi lavora in questo mondo. Per ambire a grandi traguardi bisogna misurarsi con tante difficoltà, innanzitutto di livello economico, quindi la nostra situazione rappresenta un punto di partenza. Il calcio a Messina ha già toccato il fondo, adesso speriamo risalga il più presto possibile».