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Il Catania ha iniziato a luglio la sua quinta stagione consecutiva in serie A con l’obiettivo di una salvezza tranquilla. Del resto, la rosa dava ampie garanzie: si trattava degli stessi uomini dell’anno scorso con, in sostanza, solo il partente Martinez sostituito dal “Papu” Gomez. In panchina, al posto di Mihajlovic passato alla Fiorentina, è arrivato uno dei tecnici più promettenti della serie A: Marco Giampaolo. Ma tra il rivoluzionario tecnico di origine abruzzese e la squadra, che lo accusava di voler snaturare il gioco a cui i calciatori erano ormai abituati, non c’è mai stato feeling. Così, dopo il pareggio con il Chievo alla prima giornata del girone di ritorno, l’ex allenatore di Ascoli, Cagliari e Siena ha rescisso consensualmente il contratto con la società nonostante la situazione in campionato non fosse particolarmente critica. Con Giampaolo il Catania ha collezionato 22 punti in 20 partite, quindi, una media di 1,1 punti a partita.
A sostituirlo, per la felicità dei tanti argentini presenti in rosa, è stato chiamato il connazionale Simeone, giovane allenatore ma con un palmares di tutto riguardo (due campionati vinti in patria: nel 2006 l’Apertura con l’Estudiantes; nel 2008 il Clausura con il River Plate) e con un grande passato da calciatore alle spalle (a titolo esemplificativo basti dire che ha collezionato 106 presenze corredate da 11 gol con la nazionale del suo Paese). Ma la situazione con il Cholo non è cambiata in meglio: in dieci partite i rossazzurri hanno raccolto altrettanti punti (media di un punto a partita) ed hanno cominciato a guardare con timore verso la zona retrocessione.
Anche per Maxi Lopez il cambio in panchina non ha comportato nessuna svolta: con Giampaolo aveva segnato solo cinque gol e dall’arrivo del nuovo tecnico ha aggiunto soltanto altre due marcature al suo borsino personale. L’ex giocatore di Inter e Lazio, del resto, non è ancora riuscito a dare la sua impronta alla squadra, anche se la salvezza appare alla portata della formazione siciliana che possiede attualmente quattro punti di vantaggio sulla zona retrocessione e due ghiotte occasioni per raggiungere l’obiettivo con largo anticipo: infatti, dopo il derby casalingo contro il Palermo, gli uomini di Simeone scenderanno in campo a Bari, con i pugliesi ormai a un passo dal baratro. Se dovessero raccogliere questi sei punti, andando a quota 38 a sei giornate dalla fine del campionato, gli etnei raggiungerebbero virtualmente la salvezza.
Il tecnico di Buenos Aires, a quel punto, avrebbe la possibilità nelle ultime giornate di far vedere finalmente la sua impronta sulla squadra e guadagnarsi, così, una meritata riconferma per la prossima stagione.
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