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L'Acireale allenato da Piero Infantino affronterà, domenica prossima, il Noto in un derby siciliano tutto tinto di granata. Le due squadre vengono da un percorso differente, con l’Acireale reduce dell’ultima sconfitta contro la fila della Forza e Coraggio, per 4 reti a 0, e il Noto che, nelle ultime 3 giornate, ha conquistato 3 vittorie di seguito. Rosario Pennisi, presidente della società acese, ha risposto in esclusiva alle domande di Golsicilia, parlando degli obiettivi della sua squadra e del prossimo impegno che i granata affronteranno allo stadio “Tupparello”.
Presidente Pennisi, l’Acireale si ritrova in classifica a quota 33 punti, a un solo punto dalla zona play-out. Pensa che la salvezza sia possibile? A cosa ambite in questo campionato, mentre mancano 5 partite alla sua chiusura?
«Non abbiamo tanta possibilità di scelta tra le cose a cui ambire, ambiamo ad una salvezza fuori dai play-out, cosa che riteniamo di poter realizzare avendo un organico che non ci spieghiamo per quale motivo si sia “infangato” in questa posizione di classifica».
È un dato di fatto che, nelle ultime 4 partite disputate al “Tupparello”, l’Acireale ha sempre trionfato. Pensa che il pubblico acese giochi un ruolo fondamentale in questo? Che tipo di rapporto vede con i supporters della squadra granata?
«Quest’anno c’è stato un buon rapporto e anche tanta comprensione perché comunque abbiamo iniziato male e quindi tra i mugugni dei tifosi – giusti tra l’altro perché non venivano i risultati. Poi, quando la squadra ha avuto un’evoluzione positiva, i tifosi sono stati molto comprensivi e quindi hanno anche inghiottito sconfitte amare come quella di Messina, o come quella di Eboli che la squadra non meritava assolutamente. L’unica sconfitta che meritiamo di avere meritato è quella di Benevento, perché noi comunque siamo andati lì con una formazione con grossi problemi di difesa. Poi, ripeto, quando la tifoseria si è accorta che comunque la squadra aveva un gioco, lottava, ha perso ad Eboli a 20 secondi dalla fine, per un rigore che l’arbitro ha regalato, magnanimamente, all’Ebolitana, lì le cose sono cambiate. Adesso tutti ci crediamo: società, giocatori e tifosi».
Come reputa l’operato di mister Infantino?
«È ottimo, perché la squadra da quando è in mano sua ha dato degli ottimi segnali di ripresa. Ci sono state vittorie in casa, fuori casa abbiamo perso per degli episodi isolati, abbiamo fatto una gran partita contro la Casertana, che era seconda in classifica. Quindi sicuramente ha dato una buona impronta, una buona impostazione di gioco, la squadra è messa bene in campo, i giocatori sono più su fisicamente».
Domenica affronterete il derby contro il Noto di Angelo Galfano, compagine che arriva sicuramente galvanizzata date le 3 ultime vittorie consecutive perseguite. Che tipo di match affronterete, considerando che solo 2 punti vi separano dai netini? Come reputa l’avversario?
«Vincere, vincere, vincere, non importa chi sia l’avversario, che si chiami Noto, che si chiami Casertana, o che si chiami in un’altra maniera, in questo momento noi dobbiamo solo vincere!».
Cosa pensa dei 7 punti di penalizzazione che stanno gravando sul Noto?
«Sono pochi, perché dovevano essere 13. Credo che la procura federale debba impugnare il provvedimento disciplinare perché si trattava di 13 partite dove hanno accertato che hanno giocato con un giocatore squalificato, che non poteva fare parte della rosa. Dunque, considerando che la squadra debba essere penalizzata per un punto a partita e che le partite erano 13, non vedo il motivo del perché abbiano tolto loro solamente 7 punti».
C’è un giocatore in particolare che, all’interno della sua squadra, stima?
«Noi abbiamo stima di tutti i nostri ragazzi. Ci sono i grandi che sono tutti giocatori d’esperienza, qualcuno anche di categoria superiore, quali D’Angelo, Senè, Fascetto, Montella. Sono tutti giocatori importanti che potrebbero competere in categorie superiori. Dobbiamo, d’altro canto, fare anche i conti con gli infortuni perché di under ne abbiamo in questo momento due fuori squadra che sono infortunati, come Lombardo e Monforte. Sia i giovani che i grandi hanno comunque dato il loro contributo e, soprattutto, in quanto a determinazione e a volontà sono tutti encomiabili fino ad ora».
Per l'intervista rilasciata, si ringrazia, cordialmente, l'Ufficio Stampa dell'Acireale Calcio.