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Dopo la salvezza della serie D ottenuta nel doppio confronto play out con il Marsala, in casa Acireale è tempo di bilanci. Numeri alla mano, come lo scorso campionato 2010/2011, anche in questa stagione la formazione granata ha raggiunto la salvezza con sofferenza. L’Acireale ha affrontato l’annata con l’organico più giovane del campionato data l’età media dei calciatori attorno ai 21 anni. Stesso discorso per l’allenatore, dove l’ormai ex direttore responsabile Mario Marino a luglio 2011 ha affidato la panchina a Massimo Gardano, giovane ed emergente tecnico torinese che nel corso della stagione ha conquistato la stima e l’apprezzamento della squadra e di buona parte della tifoseria acese.
La stagione ufficiale inizia in modo incoraggiante ad agosto, con due convincenti vittorie in coppa Italia contro Cittanova Interpiana e Palazzolo, ma i ragazzi di Gardano si sono scontrati ben presto con la dura realtà del campionato di serie D, il quale mai come quest’anno è stato cosi combattuto ed equilibrato. Infatti, nel girone d’andata i granata hanno raccolto solo 17 punti, chiudendo al “giro di boa” al terz’ultimo posto in classifica. Sin dalle prime partite si nota una squadra volenterosa che a tratti esprime un buon gioco, ma la formazione oltre all’inesperienza, paga la mancanza di una prima punta di livello viste le evidenti difficoltà a fare gol, nonostante le numerose occasioni da rete create. Nel calcio mercato di dicembre il direttore Marino rivoluziona il reparto avanzato con le partenze di Stefano Frittitta, Roberto Maffucci e Davide Radicchio, sostituiti con gli arrivi degli attaccanti Loreto Lo Bosco, Cristian Iannelli e Ciro Aiello, provenienti rispettivamente dal San Christophe, dal Noto e dalla Fermana.
Nonostante i buoni propositi non cambia nulla, con l’Acireale che nelle prime gare del girone di ritorno resta nei bassifondi della classifica. La tanto attesa svolta arriva domenica 12 febbraio, quando dopo la sconfitta interna con il Messina e la contestazione della tifoseria organizzata, il direttore Mario Marino si dimette. Questo dà una scossa alla squadra e l’Acireale riesce a fare una serie di 11 risultati utili consecutivi con 4 vittorie e 7 pareggi, a conti fatti proprio questi ultimi condannano l’Acireale a disputare i play out con il Marsala. L’Acireale ha concluso la stagione regolare con il secondo peggior attacco del torneo con 30 gol fatti su 34 gare disputate, di contro può vantare la terza miglior difesa del campionato con 35 gol subiti in 34 partite, in questa graduatoria solo Palazzolo ed Hintereggio hanno fatto meglio. Mentre per quanto concerne l’attacco solo Cittanova e Valle Grecanica hanno fatto peggio dell’Acireale. Tutto ciò contando anche la discutibile sconfitta per 3-0 a tavolino con la Battipagliese. Come sottolineato dal tecnico Massimo Gardano, proprio la buona fase difensiva granata ha avuto un ruolo determinante nei recenti play out. L’obbiettivo prefissato ad inizio campionato dalla società era quello di mantenere la categoria e così è stato, anche se dopo il buon inizio in coppa Italia e per l’entusiasmo che si era creato attorno alla squadra nella “festa granata” di fine agosto, un po’ tutti nell’ambiente acese speravano in un’annata migliore. Le recenti dimissioni del presidente Rosario Pennisi, rassegnate lunedì sera, aprono nuovi scenari per l’Acireale calcio. Ma per adesso sul futuro resta l’ombra dell’incertezza.
Davide Sirna