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Golsicilia.it ha avuto il piacere di intervistare l’attaccante dell’Acireale Giuseppe Savanarola, classe ’86, subito dopo la doppia seduta di allenamento dei granata al “Tupparello” di mercoledì. Dopo essere stato il migliore in campo nell’esordio in campionato contro la Gelbison Serre, Savanarola si esprime a tutto tondo sulla sua avventura ad Acireale, cominciata questa estate. Un’avventura da professionista nella squadra della sua città, dove è cresciuto calcisticamente prima di farsi le ossa e affermarsi nella massima categoria dei dilettanti con Arzachena, Comiso, Paternò, Vittoria, Acicatena, Castiglione e Noto.
Sei reduce da due stagioni a Noto in cui sei andato in doppia cifra. Il tuo arrivo ad Acireale rappresenta un sicuro passo in avanti oppure una scommessa da vincere?
«A Noto sono stato bene, del passato non si scarta mai nulla, ma mi è stato insegnato che bisogna sempre guardare avanti. Ad Acireale intendo almeno confermarmi ma soprattutto regalare ai tifosi e alla città, io che sono acese, ciò che meritano, che sicuramente non è la serie D».
Nella partita contro la Gelbison Serre di domenica ti abbiamo visto agire a sinistra del terzetto d’attacco. È la tua collocazione tattica ideale oppure preferisci giocare più vicino alla porta?
«Di norma gioco come esterno, posso farlo sia nel 4-3-3 che nel 4-4-2. Anche a Noto ho giocato sulla fascia, ma è chiaro che se il mister mi chiede di giocare in un’altra posizione mi presto a farlo senza problemi. Oltretutto per me la cosa più importante è che si scenda in campo con la giusta concentrazione e per dare il meglio».
Quali emozioni hai provato domenica a giocare di fronte al caloroso pubblico del “Tupparello”? E martedì per la Festa Granata?
«Colgo l’occasione per ringraziare tutti i tifosi che sono venuti all’area COM di Acireale martedì sera, ci hanno dimostrato il loro affetto a questi colori: noi non dobbiamo deluderli. Domenica sono rimasto contento, ho realizzato che l’entusiasmo nell’aria è tangibile, dobbiamo fare in modo che accresca continuamente e non cali mai. Sappiamo che il campionato sarà duro, ma noi siamo una squadra giovane, che non smette di correre e conta di regalare al suo pubblico domeniche festose».
Come ti trovi con mister Gardano? Ci sono dei compagni con cui ti trovi più in sintonia?
«Gardano è un allenatore preparato, di certo non posso giudicarlo, anche perchè il suo curriculum parla chiaro. Quanto ai compagni con cui mi trovo meglio, potrei dire Fascetto, con cui avevo già giocato, Panepinto e Zumbo, ma io sono un ragazzo di spogliatoio, che scherza sempre, quindi mi trovo bene più o meno con tutti».
Nella tua carriera finora qual è stata la partita più bella?
«Potrei sembrare un ipocrita, ma è stata proprio quella di domenica. Aspettavo il giorno in cui avrei vestito la maglia dell’Acireale al “Tupparello”. Peccato che non abbia coronato tale evento con un mio gol, ma ancor di più che non ci sia stata la nostra vittoria, perché ovviamente do la priorità alle sorti della squadra. In futuro, però, farò di tutto perché debba continuamente aggiornare la mia risposta a questa domanda».
I tuoi propositi per il futuro?
«Ovviamente rimanere all’Acireale, e con questa squadra andare sempre più in alto. Venire qui è stata una scelta di cuore: quando mi ha chiamato il direttore Marino non ci ho pensato due volte, rifiutando offerte di squadre di altre categorie. Mi sono proposto l’obiettivo di arrivare tra i professionisti con i granata e spero di farlo al più presto».
Grazie a Giuseppe Savanarola e in bocca al lupo a lui e al suo Acireale per la stagione agonistica appena iniziata.
di Michele Patanè