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Golsicilia.it ha intercettato in esclusiva Giuseppe Savanarola, fantasista che da poco ha detto addio al Messina, dopo aver raggiunto la promozione. Con il giocatore abbiamo tracciato un bilancio della sua stagione super e abbiamo parlato anche del suo futuro, che lo vede al centro di tanti movimenti di mercato.
Peppe, partiamo dalla tua stagione. Ottima la prima parte a Paternò, mentre a Messina forse hai raccolto meno di quanto ti aspettavi…
«Sicuramente il campionato che è stato fatto a Paternò è risaltato di più agli occhi perché ho fatto 9 gol. A Messina avevo previsto qualche difficoltà in più. Passare ad una piazza come questa e trovare giocatori di categoria superiore, come Giorgio (Corona, ndr) e tutto il resto del gruppo, era normale che non sarebbe stata la stessa cosa di Paternò. Ero arrivato lì, non per fare tanti gol come a Paternò, ma per cercare di vincere il campionato, alla fine ci siamo riusciti ed il mio obiettivo era quello. Poi ho fatto pure 4 gol, pochi o tanti che siano, poco conta, l’importante era vincere. Il campionato rimane, ho vissuto una grande emozione, provando sensazioni mai sentite prima, ho vinto e sono davvero felice. Esperienza assolutamente positiva. Voto? Darei un 8, ma non personale, in generale per gli obiettivi raggiunti. Alla fine anche grazie alla parte giocata a Paternò sono potuto arrivare a Messina, diciamo che è un voto per la stagione intera».
Parlando della promozione, quando avete capito che il salto in Lega Pro era cosa fatta?
«Dico la verità, sin da subito. Ho notato immediatamente la differenza tra Messina e Cosenza, perché avevo giocato contro con il Paternò e ripeto, si vedeva la differenza. L’arma in più del Messina è stato il grande gruppo e la solidità della società che ti sta vicino e ti segue, ti senti al sicuro, sia economicamente che organizzativamente, non ti manca niente e ti senti un giocatore di serie A anche stando in D. Il Cosenza da parte sua aveva grandi giocatori, però secondo me l’assenza di Arcidiacono li ha veramente penalizzati. Con Arcidiacono sarebbe stato un campionato più combattuto, anche se alla fine abbiam dimostrato di meritare di vincere. Abbiamo fatto 21 risultati utili consecutivi, e ci siamo conquistati questa vittoria».
Il futuro di Peppe Savanarola adesso quale sarà?
«Bella domanda (ride, ndr). Non lo so neanche io. I contatti devo ammettere che già ci sono stati, con 4-5 squadre che tramite i miei procuratori, Sanseverino e Perrelli, hanno fatto sapere del loro interessamento. Diciamo che dopo aver vinto un campionato, e aver fatto 13 gol, non voglio e non posso sbagliare la scelta, voglio capire bene, cerco un progetto serio. Adesso diventerò anche papà, quindi dovrò pensare per tre e non più per uno. Mi sto guardando in giro, ascoltando un po’ tutto. Ripeto, le squadre ci sono, sia di serie D che di Lega Pro, però devo vedere bene, poi, vincere mi è piaciuto, e non vorrei perdere il vizio e vorrei fare altrettanto nella nuova squadra».
L’addio al Messina è stato un “fulmine a ciel sereno”?
«Mi aspettavo di rimanere sinceramente. Però il calcio è questo, non rimpiango le scelte fatte, andando via, non si cancella il fatto che ho fatto bene e che ho vinto il campionato. Ho legato molto con i tifosi e sono contento che in molti mi abbiano apprezzato. La società si è comportata bene con me, non c’è nulla da dire, assolutamente, c’è ovviamente solo un po’ di delusione. Diciamo che me ne vado da vincitore (ride, ndr)».
Capitolo Acireale. Cosa pensi della confusione che sta regnando nella tua città a proposito della squadra?
«Penso che l’Acireale non meriti tutto questo. Onestamente quando arrivai due anni fa, non era mia volontà di arrivare ed andare via subito dopo, questo comunque è ormai storia vecchia. Alla fine, tutto quello che avevo previsto, purtroppo è accaduto. Una società deve essere sana ed affidata a persone che amano il calcio e che non si interessano solo per speculare e mettersi in mostra. Serve gente che abbia ambizioni, per me è normale che una città come Acireale non può sopportare più queste situazioni. L’Acireale è un club storico, che merita rispetto da parte di tutti. Mi dispiace, spero che le persone che al momento guidano il club, o magari qualcuno che verrà dopo, possa davvero rilanciare il calcio ad Acireale».