



Fifa Confederations Cup 2013 al via oggi: conosciamo le squadre partecipanti
Alessi: «Siamo pronti a ripartire» - Presentata la nuova dirigenza dell'Akragas
Trapani: il mercato inizia a prendere forma
Palermo: nodo comproprietà, ben nove le situazioni da risolvere in casa rosanero
È passato circa un anno, per tutti i supporters azzurri e per gli sportivi siciliani, dalla tragica mancata iscrizione del Siracusa al campionato di Lega Pro. Per un’intera annata, nella città che fu di Archimede, non si è masticato calcio a tinte azzurre, escludendo l’ammirabilissimo Città di Siracusa che ha dominato il torneo di Terza Categoria, ma adesso la gente aretusea merita palcoscenici di ben altro spessore. Negli ultimi giorni si è tornato a parlare di Siracusa e di ritorno nel calcio che conta. Ne abbiamo approfittato per sentire il vicepresidente Marco Mauceri che, in esclusiva Golsicilia.it, ci ha raccontato alcune vicissitudini passate e fatto il punto sul futuro.
UN ANNO DOPO: «Oggi trovare responsabili e cercare colpevoli non ha più senso, perché abbiamo perso la cosa più importante che era il Siracusa calcio. Chiunque in quel momento aveva la possibilità di poter fare qualcosa, avrebbe dovuto cercare di tutelare il titolo ma così non è stato. Tutelare non il Siracusa di Salvoldi e Mauceri, ma il Siracusa come bene della città. All’epoca non è stato fatto per responsabilità che abbiamo ammesso e per errori di valutazione e programmazione. Ma sicuramente poi ci sono state, tra virgolette, “responsabilità” di alcuni soggetti che potevano fare qualcosa e non l’hanno fatto per consumare probabilmente delle vendette personali. All’indomani della gara, purtroppo persa, con il Lanciano nessuno di noi si aspettava questo epilogo».
CIFRE DEBITI: «Ad oggi siamo in attesa di potere liquidare 270.000 euro circa nei confronti dei tesserati per le mensilità di aprile, maggio e giugno dello scorso anno. Avremmo dovuto pagare, a giugno scorso, circa 70/80.000 della mensilità di aprile più la fidejussione. Insomma non sono cifre esorbitanti per un campionato di Lega Pro Prima divisione. C’erano evidenti le difficoltà e ci sono state per tutta la stagione, ma nessuno si aspettava questo finale».
ALTRI COLPEVOLI: «Non è per scaricare le colpe, ma alcune responsabilità ce le hanno anche determinati soggetti, è un dato storico. Se noi non avessimo anticipato delle somme per rifare il manto erboso del “De Simone”, per poi vedercele negate in virtù della convenzione che abbiamo firmato solo a febbraio 2012 e che ci è costata i primi due punti di penalizzazione, allora probabilmente oggi saremmo qui a parlare di altre storie».
“CI HANNO VOLTATO LE SPALLE”: «Non mi va di guardare al soggetto specifico, ma sicuramente in parecchi ci hanno voltato le spalle. Mi riferisco dai soggetti istituzionali alle grandi imprese che orbitano nel territorio siracusano. Tutta la delegazione politica, credo fossero 11/12 tra governo nazionale e regionale, avrebbe dovuto fare una ferma presa di posizione nei confronti di molte imprese che magari hanno avuto benefici dal territorio. Noi avevamo già messo sul tavolo le dimissioni immediate di Salvoldi e Mauceri e dunque le cariche di presidente e vicepresidente pur di non fare scomparire il Siracusa. Avevamo messo sul tavolo anche il contratto che avevamo con Erg che valeva 500.000 euro (300.00 stagione appena conclusa più 200.000 per la successiva). Avevamo già pronto il pre-contratto per la cessione di Paolo Baiocco, insomma c’era la possibilità di monetizzare una volta risolta la grana iscrizione, ma nulla di tutto ciò è stato possibile. Sono convinto che non si è risolto nulla solo per motivi di carattere personale, per becere vendette, perché magari non l’abbiamo mai mandata a dire a nessuno e molti se la sono legata al dito. Questa gente però non aveva capito che il colpo di grazie, non aiutandoci, non lo dava a Salvoldi e Mauceri ma a tutta la città».
I TIFOSI: «I tifosi ce l’hanno con noi e nessuno lo può contestare. Se io fossi semplicemente un tifoso, probabilmente la vedrei come la vedono loro. Anche per questo non abbiamo mai voluto in modo esplicito attribuire colpe, sia per non aprire altri fronti, sia perché è normale che agli occhi dei tifosi presidente e vicepresidente hanno il dovere di provvedere alle sorti della squadra. Sotto questo aspetto so che non si potrà fare nulla per fare cambiare idea ai tifosi, soprattutto quelli che non vogliono accettare altre spiegazioni. Nella realtà non è andata proprio così, ma è come ho spiegato prima».
CALCIOSCOMMESSE: «C’è un’indagine in corso e la Magistratura sta lavorando per fare il proprio corso. Non so quale sarà l’esito delle indagine, se il Pm deciderà che non ci sono elementi per proseguire si archivierà il caso. Noi ci affidiamo alla giustizia e non abbiamo motivi per temere chissà che cosa».
IL RITORNO DEL SIRACUSA: «Ne ho sentito parlare (ride, ndr). Scherzi a parte, escludendo un incontro con Cutrufo di qualche mese fa a campionato in corso, non ho mai più sentito nessuno. Noi ad oggi siamo i gestori, gestori tra virgolette, del “De Simone” perché c’è attualmente un ricorso al Tar e siamo in attesa del giudizio. So che ci sono varie ipotesi, nello specifico il presidente Cutrufo sta cercando di portare il titolo a Siracusa, a me da dirigente dell’US Siracusa non può che farmi piacere se la squadra riparte dalla serie D. Nostra partecipazione? Ad oggi non vedo le condizioni».
PROBLEMA STADIO: «Prima di parlare di serie D, si dovrebbe parlare di dove giocare le partite. Ad oggi il nostro stadio non è buono neanche per l’ultima delle categorie, ha un terreno di gioco impraticabile. Erba sintetica? Mi lascia perplesso, perché per arrivare ad un provvedimento del genere bisogna attendere l’esito delle elezioni per poi parlarne con la nuova Amministrazione comunale. Poi bisognerebbe attendere il finanziamento, attendere l’effettiva realizzazione dei lavori. Il tempo intanto passa inesorabile. Mi sembra troppo semplicistico dire giochiamo al De Simone in sintetico».
PALAZZOLO: «Bisogna capire con quali modalità si cercherà di portare il Palazzolo a Siracusa. Se per un campionato di Eccellenza, se chiedere un ripescaggio in serie D, se con una scissione o solo con un cambio di denominazione e trasferimento sede da Palazzolo a Siracusa. Insomma ad oggi è tutto ancora troppo nebuloso e la scadenza credo sia quella del 30 giugno. Poi probabilmente sono cose che si fanno in un paio di giorni, ma ad oggi non c’è nulla. Personalmente comunque mi auguro che tutto si realizzi».
DE SIMONE: «Ripeto siamo i gestori e abbiamo un progetto per rilanciarlo in maniera moderna. Realizzare il manto in sintetico, fare dei campi alternativi di allenamento, aprirlo alle scuole la mattina o agli anziani. Di pomeriggio invece ad altri utilizzatori come una prima squadra, ovviamente gestita da altri soggetti. Questo comunque è un percorso che richiederà qualche mese di tempo per arrivare ad avere lo stadio “nuovo”».
UNIONE CUTRUFO-SALVOLDI-MAUCERI: «In questo momento non c’è nessuno spiraglio. Io sento i commenti della gente e leggo articoli, dove quasi viene “concessa” la possibilità a Salvoldi e Mauceri di tornare, ma non è assolutamente così. Noi non dobbiamo farlo perché ci viene concessa l’opportunità, semmai al contrario saremmo noi a concedere una nuova opportunità. In questo momento ci sono altri soggetti che si vogliono cimentare in questo percorso ed è giusto non frapporre loro ostacoli anche solo con la presenza di Salvoldi e Mauceri. Poi eventualmente sarà un discorso che si potrebbe fare più avanti qualora venisse richiesto, tra virgolette, “a furor di popolo”».
PUBBLICO: «Ad oggi percentuale ritorno? Guardando quello che è successo a noi, dico molto bassa, perché non mi sembra un terreno fertile per imprenditori che vengono da “fuori”. Sia per le opportunità che in questo momento offre la città, sia per quello che ha dimostrato il pubblico. In una prima divisione, protagonisti del campionato primi in classifica, la domenica al campo c’erano sempre i soliti 2000/2500 spettatori».
RIFORMA LEGA PRO: «Mi auguro che si riparta e che lo si faccia bene anche approfittando della riforma dei campionati. Con un buon progetto, in un paio d’anni, si avrebbe l’opportunità di tornare nel professionismo. Non si può pensare però che una città come Siracusa, che ha 130.000 abitanti circa, la domenica proponga 2500 spettatori. Questo è un dato che scoraggia alcuni soggetti che potrebbero essere interessati a investire nel calcio a Siracusa».
LO MONACO: «Per non fare nomi (ride, ndr) qualcuno mi deve spiegare perché l’anno scorso Lo Monaco avrebbe dovuto investire a Siracusa piuttosto che a Messina. In riva allo Stretto, in serie D, all’ultima partita hanno fatto 10.000 spettatori e noi, giocandoci la serie B, forse abbiamo raggiunto il Top con 5.000 presenze allo stadio. Questo è uno dei dati che chi investe nel calcio valuta tantissimo».
AUGURIO: «Personalmente mi auguro che il Siracusa torni al più presto tra i professionisti. Questa città, per blasone e storia, non merita palcoscenici così bassi come a quelli cui abbiamo dovuto assistere ultimamente».