Acireale: con il Savoia festa seriamente a rischio

La società acese ha inoltrato il ricorso contro la squalifica del "Tupparello"


Quella di ieri sembrava essere una giornata tranquilla in casa Acireale con la squadra impegnata nella consueta doppia seduta d'allenamento del mercoledì. Ma, la serenità di tutto l'ambiente granata è stata rovinata, quando in mattinata la Lega Nazionale Dilettanti ha pubblicato il classico comunicato stampa con le decisioni settimanali del giudice sportivo. 

Nei provvedimenti del giudice sportivo della serie D Francesco Riccio relativi alla 20^giornata di campionato,  risalta subito all'occhio la squalifica per una partita dello stadio "Tupparello", che costringerà l'Acireale Calcio a disputare la prossima gara casalinga a "porte chiuse". Il sodalizio di via Pasiano è stato condannato anche al pagamento di una multa di 2000 euro. 

I fatti che hanno portato gli organi di giustizia sportiva a prendere questa decisione sono accaduti sabato scorso, in occasione del derby Acireale-Ragusa giocato proprio nell'impianto sportivo acese. Da quello che emerge dal referto scritto dall'arbitro Luca Bianchini di Cesena sembra che al 87' una pietra dal diametro di 2 centimetri lanciata da ignoti, abbia colpito alla nuca un guardalinee a cui sono state rivolte pure delle frasi ingiuriose ed offensive. A fine partita sarebbe stata creata un'atmosfora di grande tensione nei confronti della squadra ospite, tanto da rendere necessario l'intervento delle forze dell'ordine di servizio allo stadio per calmare la situazione. Sempre leggendo le motivazioni del giudice sportivo, ad aggravare la posizione della società di casa, ci sarebbe stata la mancanza di acqua calda nello spogliatoio riservato al direttore di gara ed ai suoi due assistenti. 

In merito a tali decisioni la società dell'Acireale Calcio con in testa il presidente Salvatore Palella ha espresso tutta la propria indignazione. Già nella serata di ieri la dirigenza ha inoltrato il ricorso, facendo notare l'assurdità delle motivazioni. In attesa del risultato che si otterrà in sede di ricorso, al momento sono state annullate le iniziative di sabato 2 febbraio quando nell'anticipo serale di campionato in programma al "Tupparello", doveva disputarsi l'incontro Acireale-Savoia. Le due tifoserie, legate da uno dei gemellaggi più antichi e sentiti del sud Italia, se le cose dovessero restare invariate non potrebbero assistere alla partita in questione, la quale certamente si sarebbe giocata in un clima di festa e rispetto reciproco.

La notizia della squalifica del campo ha sorpreso tutti: società, squadra, stampa e tifosi; in una giornata, quella di ieri, in cui il massimo dirigente acese Palella ha concluso un importante accordo di sponsorizzazione con la Ticketone, azienda leader in Italia nella distribuzione dei tagliandi, che nelle prossime gare interne si occuperà di stampare i biglietti validi per assistere alle partite dell'Acireale al "Tupparello". 

Dando uno sguardo alle altre decisioni del giudice sportivo viene molto da riflettere. Infatti, per analoghi episodi a quelli contestati all'Acireale, ad alcune società iscritte negli altri gironi dell'ex Interregionale non è stata inflitta nessuna partita casalinga a porte chiuse, bensì solo una semplice ammenda. Nell'ambiente acese sperano tutti che questa disparità di trattamento sia solamente frutto di una strana coincidenza. 

Tuttavia, questa non è la prima volta che negli ultimi tempi l'Acireale subisce ai propri danni dei provvedimenti disciplinari discutibili. Molti tifosi acesi senza dubbio ricordano le decisioni relative ai "fatti di Campagna" del novembre 2011. Come si ricorderà in quell'occasione si giocava in campo neutro l'incontro di campionato Battipagliese-Acireale; dopo circa mezz'ora di gioco la partita venne sospesa sull'1-1 per l'invasione di campo da parte di alcuni sostenitori di Battipaglia, fatto esplicitamente specificato dall'arbitro nel proprio referto.

La citata invasione di campo si è verificata in seguito a scontri fra le due tifoserie fuori dall'impianto. Le decisioni del giudice sportivo riguardo quel match arrivarono quasi a fine campionato, con la vittoria a tavolino per 3-0 che venne data alla Battipagliese. Gli organi di giustizia sportiva competenti ignorarono il referto del direttore di gara, capovolgendo incredibilmente le carte in tavola. Fu inutile il ricorso della società granata che, secondo quello che è scritto nelle norme vigenti di giustizia sportiva, avrebbe dovuto avere la vittoria a tavolino del match; tenendo conto soprattutto del fatto che l'incontro venne sospeso per colpa dei tifosi campani. 


Davide Sirna 24/01/2013
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