Acireale: riepilogo della gestione Pennisi 2^ parte

Il racconto prosegue dal marzo 2010 al dicembre 2012


Con la seconda parte, oggi concluderemo il resoconto degli anni che hanno visto l'avvocato Rosario Pennisi nel ruolo di presidente dell'Acireale Calcio. Andremo a ripercorrere insieme le ultime due stagioni fino al dicembre 2012, annate che hanno visto l'Acireale mantenere la serie D con tanta sofferenza. La presidenza Pennisi si è chiusa ufficialmente qualche giorno fa con l'insediamento di Salvatore Palella come massimo dirigente del sodalizio acese. 

Stagione 2010/2011 - Serie D

Archiviata la precedente trionfale stagione l'Acireale ritorna a giocare la serie D a distanza di 21 anni dall'ultima volta. La programmazione della nuova annata inizia a maggio 2010 con la conferma di Mario Marino come direttore responsabile. Ad inizio giugno il primo passo del direttore sportivo giarrese è quello di confermare il tecnico Carlo Breve. Sul calcio mercato, fra le perplessità della tifoseria e degli addetti ai lavori, si assiste alla mancata riconferma del bomber Sasà Esposito e del fantasista Giuseppe Madonia, entrambi protagonisti della cavalcata che ha portato l'Acireale in D. Il primo torna a giocare in Campania e il secondo si accasa al Trapani, società con cui disputerà delle stagioni da protagonista. Vengono confermati otto calciatori della stagione precedente: il portiere Fabio Calabretta, i difensori Angelo D'Angelo e Francesco Fascetto, i terzini Danilo Pagano e Vincenzo Montella i centrocampisti Alessandro Zumbo Giuseppe Truglio e Mauro Puglia,  ed infine il giovane attaccante Vincenzo Cassaniti. 

Tra gli acquisti spicca quello dell'attaccante classe 1988 Andrea Saraniti, vecchia conoscenza di Breve e Marino ai tempi dell'Adrano. Con una buona dose di ottimismo si parte a luglio per il ritiro pre campionato di Milo, sede scelta dall'Acireale per la propria preparazione estiva. Ma, ben presto i programmi della società verranno rovinati dal fato: un po una sorta di antipasto di una stagione difficile. Nel corso della prima amichevole contro i locali del Milo, in seguito ad un contrasto di gioco con un avversario la punta Andrea Saraniti esce dal campo dolorante. Dopo i controlli medici si scoprirà che il calciatore si è procurato la rottura del legamento crociato del ginocchio, un infortunio il quale di fatto compromette la stagione del ragazzo, costretto ad uno stop di oltre sei mesi. Per l'Acireale si tratta di una perdita pesante, soprattutto se si tiene conto che la squadra inizialmente era stata costruita con Saraniti come principale punto di riferimento.  

A differenza di un anno prima dove l'organico in ritiro era già al 90% completo e definito, nell'estate 2010 durante la preparazione non è così dato la "rosa" nel pre campionato subisce alcune modifiche come ad esempio la partenza dell'attaccante Giuseppe Rosa, calciatore che in granata ha svolto solo qualche settimana di preparazione. Prima dell'inizio ufficiale della stagione la squadra risulta essere un cantiere aperto. Per sostituire Saraniti viene tesserato l'attaccante Giuseppe Dama ed arriva anche il fantasista Vincenzo Riccobono. La stagione inizia con la Coppa Italia ad agosto, dove l'Acireale supera Noto e Modica. Ma, nell'esordio in campionato avvenuto il 3 settembre al "Tupparello" i granata subiscono una brutta sconfitta contro l'Hinterreggio. La domenica successiva si perde anche a Melicucco calabro nel match contro il Cittanova. La brutta partenza crea i primi mugugni tra la tifoseria, ma nella terza giornata arriva la prima vittoria per 2-0 contro i campani Real Nocera Superiore grazie ad una doppietta di Dama. Nelle partite successive la formazione di Breve cresce in modo convincente: dopo aver battuto in casa il Mazara con un secco 3-0, si ritrova a pochi punti dalla zona play off.

Il 24 ottobre si va Caserta con fiducia, ma si subisce una sconfitta per 2-0, risultato ingiusto per la gara che si era vista. Si rompe qualcosa e l'Acireale dopo la sconfitta in terra campana ha un netto calo. I risultati negativi fanno scivolare la squadra in zona play out ed alla fine del girone d'andata viene fatta una rivoluzione dell'organico. Andati via calciatori come Calabretta, Cassaniti, Costa, Dama, Restuccia, Scozzese, Sicali e Truglio. Arrivano in granata gli attaccanti Michele Di PiediPape Ousmane Senè, i centrocampisti Francesco Mautone e Giuseppe Librizzi, ed i difensori Mattia Mannino e Marco Lombardo. 

La semirivoluzione non dà i risultati sperati ed il 9 gennaio arriva la sconfitta interna per 0-1 contro il Cittanova, risultato che scatena la contestazione dei tifosi nel dopo partita. A fare le spese del brutto torneo degli acesi è mister Carlo Breve, il quale dopo un anno e mezzo sulla panchina granata viene esonerato. Al suo posto il direttore Marino prende Pietro Infantino, ex roccioso difensore dell'Acireale di inizio anni '90. Il nuovo tecnico dà una scossa ai calciatori e la squadra inizia a dare segni di ripresa; soprattutto fra le "mura amiche" si costruisce la "rimonta salvezza". Al "Tupparello" l'Acireale colleziona ben cinque vittorie consecutive battendo in ordine Rossanese, Casertana, Sapri, Valle Grecanica e Noto. Si resta comunque nella zona play out perchè tranne che sul campo del Nola, in trasferta arrivano solamente sconfitte. Nell'ultima giornata dell' 8 maggio 2011 c'è ancora una situazione di totale incertezza riguardo la bagarre play out. L'Acireale supera per 4-1 al "Tupparello" un tranquillo Sambiase. Finita la partita si aspetta il risultato del Noto che contro la Casertana ha pareggiato 3-3. Complice il risultato dei siracusani e grazie alla penalizzazione degli stessi dopo il "caso Montalto", l'Acireale si tira fuori dai play out proprio sul filo di lana. In campo la squadra festeggia il raggiungimento del traguardo, mentre dagli spalti c'è da sottolineare l'aperta contestazione nei confronti dei calciatori e dei vertici societari, i quali secondo i tifosi avrebbero avuto le principali colpe di un'annata tribolata. 

Stagione 2011/2012

L'aperta contestazione della tifoseria porta la dirigenza a rassegnare le proprie dimissioni ed a mettere in vendita la società. Ad un certo punto si teme anche per l'iscrizione della squadra al campionato. L'appello della dirigenza cade del vuoto e nessun imprenditore si fa avanti per rilevare il sodalizio acese. Ricucita la spaccatura con la tifoseria, il presidente Rosario Pennisi e l'amministratore delegato Giuseppe Cocuzza utilizzano il buon senso scegliendo di rimanere ad Acireale in attesa di tempi migliori. Tuttavia per programmare la nuova stagione, bisogna sottolineare la riduzione del budget societario, il quale è minore rispetto ai precedenti anni. 

Si riparte dal direttore Mario Marino, a cui per la terza stagione consecutiva viene affidato il compito di costruire la squadra. Il dirigente giarrese tiene conto della ristrettezza economica della società, decidendo di costruire un organico dall'età media bassa. Per il nuovo corso dell'Acireale Calcio si riparte da zero ed anche per il motivo di rompere con il passato, come allenatore viene ingaggiato Massimo Gardano, emergente tecnico torinese sconosciuto alla tifoseria acese. Gardano, nel corso della sua carriera di allenatore, vanta diverse esperienze proprio a contatto con i giovani calciatori: basti pensare che ha guidato la formazione degli "Allievi Nazionali" del Torino. 

Nel mercato estivo vengono confermati nove calcatori della stagione precedente: Giuseppe Arnone, Francesco Fascetto, Marco Lombardo, Francesco Mautone, Mauro Puglia, Adriano Panepinto, Luca Ragusa e Gaetano Romano. Nel mercato arrivano diversi giovani promettenti come i difensori Amedeo Silvestri, Mattia Noia e Francesco Maggio, il portiere Andrea Zelletta e il centrocampista offensivo Lorenzo Godino. Vengono tesserati anche calciatori di categoria come il terzino Salvo Trovato e il centrocampista Sebastiano Vezzosi. Si registra anche il ritorno a casa dal Noto del fantasista acese doc Giuseppe Savanarola, il quale completa l'attacco dopo gli arrivi di Roberto Maffucci Stefano Frittitta

Il ritiro inizia a fine luglio presso lo stadio "Tupparello". Già dai primi allenamenti e dai primi test amichevoli si vede un'ottima squadra con importanti margini di crescita. Nelle due gare ufficiali di Coppa Italia contro Cittanova e Palazzolo, l'Acireale vince e convince tanto da creare un clima di entusiasmo attorno alla squadra. Saranno oltre 5000 le persone presenti alla presentazione dell'organico presso il centro COM di Acireale. 

Ma le grandi aspettative della piazza verranno deluse da un inizio campionato negativo: nelle prime sei giornate i granata fanno solo tre punti, frutto di tre pareggi interni contro Serre Alburni, Hinterreggio e Marsala. I giovani ragazzi di Gardano esprimono un buon calcio, ma allo stesso tempo dimostrano i propri limiti in termini di esperienza. Inoltre, la solidità difensiva degli acesi viene di fatto resa inutile da un reparto offensivo sterile che non riesce a concretizzare le tante occasioni costruite ogni partita. Per rinforzare l'attacco ad ottobre viene tesserato dal mercato "svincolati" il centroavanti pugliese Davide Radicchio. Dopo avere espugnato Licata, l'Acireale inizia a risalire la classifica con il pareggio contro il forte Cosenza e la vittoria sul Sambiase della domenica successiva. Ma, i "fatti di Campagna" con la vittoria 3-0 a tavolino assegnata alla Battipagliese, finiranno per condizionare un'intera annata, dato che fino a maggio l'Acireale avrà disputato una gara in meno rispetto agli altri. In seguito ad un paio di gare di appannamento, il 27 novembre l'Acireale batte 3-0 il lanciatissimo Adrano con un ottima prestazione, grazie alle reti di Savanarola, Radicchio ed Arnone. 

Proprio quando la squadra sembrava aver trovato una propria quadratura, ecco arrivare l'imprevisto: dopo aver superato la Nissa per 2-1, il direttore Marino rescinde il contratto all'attaccante Radicchio a causa di mai precisati motivi extra calcistici. La scelta causa molte discussioni nell'ambiente acese perchè dopo un iniziale periodo di rodaggio, il calciatore aveva trovato una certa continuità di rendimento segnando tre reti in otto presenze. Per risolvere il problema del gol, nel mercato dicembrino viene rivoluzionato l'attacco. Vengono acquistati Loreto Lo BoscoCiro Aiello Cristian Iannelli e vanno via Stefano Frittitta con Roberto Maffucci. L'Acireale chiude il girone d'andata con 17 punti in piena zona play out, ma il campionato abbastanza livellato fa ben sperare per il ritorno. I granata a gennaio vincono due gare consecutive contro Valle Grecanica e Palazzolo: tuttavia non si riesce ad avere continuità di risultati. Il 12 febbraio la sconfitta interna nel derby con il Messina scatena le contestazioni della piazza e il direttore responsabile Mario Marino si dimette dopo due anni e mezzo ad Acireale. La società non sostituirà Marino proseguendo così la stagione senza un direttore sportivo.

In seguito alla sconfitta nel derby con il Messina, la squadra costruirà la bellezza di undici risultati utili consecutivi, di cui tre vittorie e sette pareggi; a conti fatti proprio i troppi pareggi costeranno all'Acireale la salvezza diretta senza passare per i play out. La giovane formazione di Gardano spesso esprime un buon gioco, ma conferma sempre i limiti di inizio stagione riguardo l'esperienza e la poca lucidità sotto porta. Deludono gli attaccanti presi a dicembre: Lo Bosco dimostra di avere ottime doti tecniche: finirà comunque la sua esperienza in granata con zero reti. Iannelli era il calciatore che doveva garantire il salto di qualità; anche lui deluderà le aspettative di tutti segnando solo una rete a Cosenza. 

La striscia positiva viene spezzata proprio all'ultima giornata, quando l'Acireale perdendo a Noto viene condannato a fare i play out contro il Marsala. Con i lilibetani vengono giocate due sfide equilibrate ed incerte fino all'ultimo, entrambe terminate a "reti bianche". In virtù della migliore posizione in classifica, all'Acireale bastano due pareggi per salvarsi e così sarà. Domenica 27 maggio, in un "Tupparello" pieno, i granata ottengono una salvezza dopo un match tirato e giocato sul filo di lana. Tutto l'ambiente acese può così tirare un bel sospiro di sollievo. 

Stagione in corso 

L'ultimo scampolo del resoconto della presidenza Pennisi è storia recente. I vertici societari, rappresentati dal duo formato dal massimo dirigente Rosario Pennisi e dall'amministratore delegato Giuseppe Cocuzza a giugno restano al proprio posto e così si inizia a programmare la nuova stagione a partire dalla nomina del nuovo direttore sportivo, carica lasciata libera da Marino nel mese di febbraio. Per costruire la squadra viene ingaggiato il d.s. Pasquale Leonardo, ex Acr Messina. 

La prima mossa di Leonardo sarà quella di fare una quasi completa epurazione dell'organico della passata stagione. Sarà confermato solo il centrocampista offensivo acese Alfio Tomarchio, mentre fra le perplessità generali andrà via Giuseppe Savanarola. Si riparte da una squadra tutta nuova guidata da un allenatore vecchio. Viene infatti confermato Massimo Gardano sulla panchina granata. Sul mercato Leonardo prende calciatori di spessore per la categoria come Roberto Cortese, Cosimo Tedesco, Matteo Patti, Roberto Ancione, Gianluca Macrì ed Umberto Varriale.

Sulla carta l'organico allestito è migliore delle ultime stagioni e gli addetti ai lavori vedono un Acireale da play off. I sogni di fare una bella stagione presto si scioglieranno come neve al sole. La squadra durante la fase di preparazione dimostra di avere buone potenzialità. Complice anche il calendario duro, l'Acireale subisce tre sconfitte nelle prime tre giornate contro Messina, Cosenza e Ragusa. La tifoseria contesta apertamente mister Gardano che si dimette. Al posto del tecnico torinese arriva Sasà Marra. Il nuovo allenatore non riesce a dare una scossa alla squadra, i cui risultati deludenti iniziano ad aggiungersi ad una situazione economica preoccupante. La cosa degenera il 25 novembre, quando dopo la gara persa 0-1 con la Vibonese e le constestazioni dei tifosi si dimettono Pennisi e Cocuzza, i quali comunque nei giorni successivi ritorneranno ai loro posti per mancanza di alternative. Il dimissionario Leonardo viene sostituito da Orazio Sorbello, costretto ad operare sul mercato senza le opportune garanzie economiche. 

A dicembre si contano ben 15 partenze di calciatori che preferiscono cambiare aria dato che l'Acireale rischia seriamente di non finire la stagione per le note difficoltà economiche. Nei giorni di fine 2012 l'imprenditore Salvatore Palella si interessa alle sorti della società e definisce l'acquisto della stessa proprio pochi giorni fa. Ad Acireale si conclude così l'era della gestione Pennisi-Cocuzza, una dirigenza che nonostante tutte le difficoltà degli ultimi anni ha portato avanti il calcio in una città già da molto tempo in crisi dal punto di vista economico. 

 


Davide Sirna 13/02/2013
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