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Golsicilia.it ha intervistato in esclusiva il presidente dell'Acireale, Rosario Pennisi. Con il massimo dirigente granata, abbiamo fatto il punto sul momento difficile dell'Acireale, parlando di dimissioni, mercato, prossima gara e tifosi.
Presidente domenica grande caos al “Tupparello”, ci spiega cosa è successo?
«La situazione alla fine la conosciamo tutti, tutti sanno cosa è successo. Prima abbiamo perso una partita che ha dell’incredibile, come purtroppo ci è capitato troppo spesso in questi ultimi tempi; al di là dei demeriti, abbiamo avuto una sfortuna terribile, direi una iella terribile, con pali, traverse e gol letteralmente “mangiati” a due passi dalla porta. A fine gara, c’è stata una comprensibile contestazione da parte dei tifosi, che a dir la verità, giustamente, ancora prima della partita non erano felici dell’andamento della squadra, pur conoscendo i problemi della nostra società. Quindi poi, dopo un momento di scoraggiamento, avevo deciso di abbandonare la nave e farmi da parte, cosa che tutt’ora faccio, sperando che qualcuno che è più attrezzato di me, sia dal punto di vista economico che dell’entusiasmo, possa cercare di risollevare questa società e le sue sorti. Poi ovviamente, come capita da tanti anni, non c’è nessuno che si fa vanti o si interessa, e allora sia io che il dottore Cocuzza, insieme ai nostri collaboratori, con cui abbiamo fatto tanti sacrifici, non ce la siamo sentita di mollare e di far finire tutto, perché crediamo che intanto la cosa più importante sia quella di finire il campionato salvando la categoria».
Avete ufficializzato da poche ore l’ingaggio di Sorbello come nuovo direttore…
«Si abbiamo scelto Sorbello come direttore dell’area tecnica. Ha accettato con grande entusiasmo, ma questo suo ingresso, deve comunque essere supportato da una società che rimane comunque questa».
Ci saranno nuovi innesti in società, e quale sarà adesso il suo ruolo?
«Non cambia il mio ruolo. Gli innesti saranno fisiologici, ci sono stati degli addii, per cui entrerà qualcuno. Già si sono registrati alcuni abbandoni, penso che altri se ne registreranno domenica dopo la partita e alla riapertura del mercato. Noi abbiamo comunque già cominciato la nostra ricerca di nuovi giocatori, se ne stanno occupando allenatore e direttore, affinché si possa costruire una formazione in grado di salvare la categoria».
La posizione di Marra è a rischio?
«No, non è stata mai messa in discussione la figura di mister Marra che è una grande persona, veramente preparata e la società ha grande fiducia nel suo operato,non ha mai pensato ad un suo allontanamento».
Si parla spesso della grande pressione da parte dei tifosi di Acireale, verso squadra e dirigenti. Lei giustifica l’atteggiamento attuale dei supporters?
«Lo giustifico perché credo sia normale, se una squadra nasce con le ambizioni di arrivare in alto, di centrare i play off o al massimo di centrare una salvezza tranquilla e poi a metà anno si trova nei bassifondi della classifica, e perde tante partite in casa, viene criticata. Non è che si può pretendere che i tifosi siano al settimo cielo, devono manifestare le loro idee, in Italia c’è la libertà di pensiero, è giusto che ci sia la contestazione, sempre che rimanga tra i ranghi e venga fatta in modo civile, come tra l’altro è quella dei tifosi dell’Acireale. Mi sembra che sia normale, questa è pure una contestazione costruttiva, io ho sostenuto e continuo a farlo, che si c’è una grande pressione rispetto ad altre piazze di serie D, ma questo deriva dal fatto che l’Acireale ha avuto un passato glorioso rispetto ad altre squadre, è normale che qui si sogna e si spera sempre, in un futuro più positivo, futuro che secondo me ci sarà, lasciando passare questo periodo di crisi».
Sono andati via Maggio, Tedesco, Cortese e altri giocatori, farete qualcosa in entrata?
«Noi questa settimana siamo rimasti fermi perché in prospettiva di domenica, dove abbiamo una gara complicata, vogliamo andare a Vallo più sereni. Poi quando si aprirà il mercato, ci incontreremo con i ragazzi, e chi ha altre ambizioni o contatti che possono essere più remunerativi, non verrà ostacolato, gli andremo incontro. Non tratterremo nessuno con la forza, chi gioca qua, deve farlo con entusiasmo e voglia di salvare la categoria, dando una mano effettiva alla squadra. Chiediamo un impegno particolare, che chi ha voglia di andare via, ovviamente non può dare».
C’è qualche giocatore più di un altro che la delusa e qualcuno che l’ha sorpresa favorevolmente?
«Non voglio parlare dei singoli, siamo tutti delusi compresi i ragazzi per l'andamento avuto finora. Ripeto, lasciamo perdere le prestazioni dei singoli, sono le prestazioni della squadra nel complesso che non hanno convinto, anche se c'è da dire che questa squadra ha una sorta di maledizione, ho visto delle cose che mi hanno fatto credere che stessi sognando. A Ribera avevamo la partita in pugno e abbiamo perso 2-1, a Palazzolo abbiamo giocato male ma sull’1-0, a porta vuota abbiamo preso la traversa, e anche domenica scorsa, è successo qualcosa di questo tipo. Abbiamo una iella che si accanisce contro di noi che non ci aiuta per niente. Insomma non mi va di buttare la croce all'uno o all'altro, il calcio è un gioco di squadra, si vince in 11 e si perde in 11».
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