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Già da alcuni giorni l'Acireale Calcio ha cambiato proprietà, con l'insediamento dell'imprenditore Salvatore Palella alla guida della società. Giovedì 7 febbraio 2013 si è così ufficialmente concluso il periodo della presidenza Pennisi durato quasi cinque anni. Quelle che hanno visto l'avvocato Rosario Pennisi rivestire il ruolo di massimo dirigente dell'Acireale sono state stagioni difficili e complicate, il cui punto più alto è rappresentato dalla conquista della serie D, avvenuta il 21 marzo 2010. Andiamo a ripercorrere insieme le ultime quattro annate e mezzo partendo dalla prima parte.
Stagione 2008/2009 - Eccellenza girone B
Era il luglio 2008 quando esattamente due anni dopo il fallimento l'Acireale Calcio cambia proprietà: l'imprenditore tedesco Ralf Schwarz acquista la società dalla famiglia Massimino, la quale ha avuto il merito di fare ripartire il calcio ad Acireale dopo la radiazione del 2006. L'operazione del cambio di proprietà, che fu possibile grazie all'intervento del deputato regionale Nicola D'Agostino, portò in dirigenza l'avvocato Rosario Pennisi nel ruolo di presidente, Nuccio Raneri come suo vice e Giuseppe Cocuzza come direttore generale della società. La costruzione della squadra venne affidata al direttore sportivo Antonio Marletta. Il neo patron, nella conferenza stampa di inizio stagione, si presentò alla piazza con l'ambizioso obiettivo di riportare l'Acireale Calcio in serie B nel giro di alcuni anni. Ma, i progetti del tedesco non si realizzeranno, dato che alcuni mesi più tardi Schwarz si è fatto da parte facendo perdere le proprie tracce.
Reduce dalla delusione della stagione 2007/2008, quando l'Acireale venne eliminato dal Palazzolo nella semifinale regionale dei play off per andare in serie D, la rosa che venne costruita per l'Eccellenza 2008/2009 sulla carta era di categoria superiore: basti pensare che in granata arrivarono calciatori di lusso per l'Eccellenza come Roberto Casella, Domenico Costanzo, Alessandro Greco, Salvo Amico, Giovanni Delle Vedove ed altri. Per allenare la squadra venne ingaggiato il tecnico Mauro Zampollini. L'Acireale partiva da super favorita del torneo, ma con il passare delle giornate i granata non diedero mai l'impressione di essere una "corazzata ammazza campionato". Si arriva così al mese di dicembre, quando si perde lo scontro diretto con il Milazzo per 2-0. La sconfitta dello stadio "Grotta Polifemo" porta ad una rivoluzione di metà stagione: esonerato Mauro Zampollini, al suo posto viene chiamato Santino Bellinvia. Nonostante le partenze e gli arrivi di altri giocatori di spessore, nel girone di ritorno la squadra non decolla, anzi spesso si ritrova a soffrire, perdendo dei punti pesanti contro avversarie che lottano per non retrocedere. La compagine acese subisce pochissimi gol, ma allo stesso tempo non riesce a segnare con continuità. Numeri alla mano, sono risultati inutili gli acquisti degli attaccanti Gaetano Lo Coco e Luca Antonucci, autori del magro bottino di cinque reti in due. A fine stagione si conteranno ben 37 calciatori utilizzati e di conseguenza, a causa dei tanti cambiamenti avvenuti, l'Acireale non avrà mai una propria identità di squadra.
Il campionato viene perciò vinto dal Milazzo, società che investendo sul mercato delle cifre contenute, è riuscita ad avere la meglio nel duello contro l'Acireale, che spendendo delle somme importanti ha solamente ottenuto un secondo posto valevole solo per andare ai play off. Superati Due Torri e Ragusa nella fase regionale degli spareggi promozione, l'Acireale arriva alla semifinale nazionale dove affronta i pugliesi dell'Ostuni in un confronto andata e ritorno. Nel match d'andata i granata vincono ad Ostuni per 0-1 con rete di Lo Coco su calcio di rigore. Il buon risultato ottenuto in terra pugliese, viene clamorosamente ribaltato nel ritorno del 31 maggio 2009 al "Tupparello": l'Acireale sbaglia in toto la condotta dell'intera gara con l'Ostuni che si impone 1-4. Con questa inattesa disfatta, gli acesi escono malamente dai play off ed il risultato negativo conseguito scatena proteste e contestazioni da parte dell'intera tifoseria. Termina così nella maniera peggiore la prima stagione della presidenza Pennisi.
Stagione 2009/2010 - Eccellenza girone B
La stagione parte verso metà giugno, quando viene ufficializzato l'ingaggio di Mario Marino nel ruolo di direttore responsabile dell'Acireale Calcio con l'obiettivo di costruire un organico per il salto di categoria. Dirigente dall'esperienza decennale, Marino è reduce dall'avventura di Adrano dove sfiora la promozione in Seconda Divisione, fermandosi nella semifinale play off contro i campani della Vico Equense. Per lui si tratta di un ritorno ad Acireale, dato che era già stato nella dirigenza granata nell'era Pulvirenti.
Appena insediatosi ad Acireale, Mario Marino fa una quasi completa epurazione della "rosa" dell'annata precedente confermando solo il difensore Carmelo Scalia ed il giovane centrocampista Mauro Puglia. Senza fare troppi proclami, il direttore sportivo giarrese costruisce un'organico di assoluto valore per l'Eccellenza. Arriva in granata lo "zoccolo duro" protagonista di una grande stagione ad Adrano: i difensori centrali Angelo D'Angelo e Francesco Fascetto, il terzino offensivo Vincenzo Montella ed i centrocampisti Giovanni Costanzo, Giuseppe Truglio, Alessandro Zumbo e Salvatore Aiello. L'organico venne completato con gli innesti di alcuni giovani di valore, oltre che con gli acquisti degli attaccanti Sasà Esposito, Mariano Cordaro e Cristian Varrica. La guida tecnica venne affidata a mister Carlo Breve, anche lui proveniente dall'Adrano.
Già dalle prime giornate l'Acireale vince e convince. A suon di prestazioni e bel gioco la squadra granata si sbarazza senza troppi patemi d'animo degli avversari. L'unica formazione che tiene il passo degli acesi è il Noto, il quale però viene sconfitto per 2-1 nello scontro diretto giocato al "Tupparello" il 22 novembre 2009, grazie ad una doppietta del bomber napoletano Sasà Esposito. Nel mercato dicembrino, Marino fa solamente alcuni ritocchi ad una organico già forte ed altamente competitivo: la partenza del fantasista Mariano Cordaro, viene rimpiazzata dall'arrivo di Giuseppe Madonia, un vecchio pallino del direttore. Vengono tesserati anche il terzino Rosario Patanè e l'attaccante Ezio Petrolà, capocannoniere del girone A dell'Eccellenza.
Scottata dalle delusioni degli anni precedenti, inizialmente la risposta della piazza acese resta abbastanza tiepida, ma con il passare delle giornate in città l'entusiasmo cresce ed il pubblico del "Tupparello" diventa sempre più numeroso. Tranne per qualche piccola flessione come lo 0-0 interno contro il Misterbianco, l'Acireale marcia spedita verso la serie D e riesce ad uscire fuori anche da qualche piccolo momento di appannamento. Si arriva così alle fase cruciale del torneo con l'Acireale capolista: il 14 marzo gli acesi andarono a Noto per affrontare la più immediata inseguitrice. Dopo il vantaggio dei siracusani siglato da Seck, i granata raggiunsero il pareggio definitivo con Scalia mettendo così una seria ipoteca sulla vittoria finale del campionato. Una citazione la meritano anche i tifosi acesi, i quali in oltre 500 unità hanno sostenuto la squadra sotto la fitta pioggia in condizioni di totale scomodità.
Per assistere alla promozione matematica dell'Acireale, ottenuta con due giornate d'anticipo, bisogna attendere solo una settimana. Il 21 marzo 2010 allo stadio "Tupparello" i granata battono 2-1 il Vittoria, grazie alle reti di Esposito e Madonia, intervallate dal pareggio vittoriese di Rosa. A fine gara è il tripudio con i tifosi che invadono il campo per festeggiare la promozione in serie D. Si festeggia anche in serata con migliaia di acesi, che nel centro storico cittadino celebrano la vittoria del campionato dopo quattro anni trascorsi nei tornei dilettantistici regionali. Le ultime due giornate serviranno solo alle statistiche. L'unica macchia dell'annata resterà la sconfitta nella finale della Coppa Italia giocata il 17 febbraio a Palazzolo. L'Acireale, pur avendo i favori del pronostico, fece una prova deludente perdendo la gara contro il Campobello di Licata, a cui per vincere bastò una rete di Pirrotta nella ripresa.
I numeri sono la chiara dimostrazione del dominio del campionato da parte dell'Acireale. Con 76 punti, frutto di 23 vittorie, 7 pareggi e soprattutto zero sconfitte, i granata vincono il torneo. Grazie al 4-3-3 di Carlo Breve, la squadra esprime un gioco spumeggiante con degli ottimi interpreti che formano l'armata acese. Con sole nove reti subite in trenta giornate, l'Acireale chiude la stagione con la miglior difesa: di ciò va dato merito alla coppia centrale Fascetto-D'Angelo e non solo. Il centrocampo è di categoria superiore, con le geometrie e l'eleganza del capitano Giovanni Costanzo che si completa con la corsa e la sostanza garantita garantita da Zumbo e Truglio. Mentre in trenta giornate l'attacco realizza ben 62 gol. Il reparto avanzato è decollato con i 16 gol di Sasà Esposito e le giocate di Giuseppe Madonia, senza dimenticare chi come Petrolà e Varrica, i quali pur essendo delle seconde linee hanno dato il proprio contributo alla causa granata.
La seconda stagione con Rosario Pennisi presidente si conclude nel miglior modo possibile, con l'Acireale che dopo quattro anni ritorna in una categoria nazionale. Sembra l'inizio di una lunga storia fatta di grandi successi, ma come vedremo nella prossima puntata non sarà così.