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In esclusiva ai microfoni di Golsicilia.it, si è prestato nel rispondere alle nostre domande Piero Infantino, nuovo tecnico dell'Acireale, subentrato a Carlo Breve, dopo l'esonero dell'ex allenatore granata avvenuto il 10 gennaio 2011. Infantino, che la scorsa stagione guidava l'Acr Messina, è sceso in campo con l'Acireale totalizzando, sinora, un pareggio iniziale e due sconfitte. La squadra siciliana, che questa domenica ospiterà la Rossanese, in classifica non vanta di una buona posizione, ritrovandosi terzultima a 21 punti.
Mister Infantino, da poco si ritrova ad essere allenatore dell'Acireale. Reputa compatto l'organico a sua disposizione? Che tipo di mentalità ha riscontrato negli uomini a sua disposizione?
«Sono contento della rosa a disposizione. Il mercato era chiuso, stiamo costatando l'opportunità di inserire qualche under in squadra. Abbiamo in prova Pisano, Annone, prenderemo un esterno '91, perché gli under a disposizione sono tutti piccoli, classe '93. Sotto l'aspetto dell'organico sono contento perché i ragazzi possono avere, si, qualche limite, ma c'è grandissima attenzione, grandissima applicazione, c'è grandissima voglia di fare. Dopo 25 giorni, posso dire che questi ragazzi mi stanno seguendo, sono in crescita, sono molto soddisfatto del loro comportamento, a noi serve sicuramente una vittoria per partire e per avere un'autostima un po' più elevata. In questo momento, quello che ci manca è questo benedetto trionfo, e, dunque, questa grande autostima che ti porta ad avere entusiasmo e l'entusiasmo è un'arma micidiale in questo sport».
La sua squadra si trovo in zona play-out con 21 punti. Crede che la salvezza sia possibile?
«Credo di non essere qui per l'aspetto economico, sono nel mio habitat perché ho giocato 5 anni qua, e se avessi un minimo dubbio della salvezza, sicuramente lascerei l'incarico a persone che siano più convinte di me, ma questo non esiste. Sono molto movitato, sono molto convinto che questi ragazzi potranno fare, nelle ultime partite, risultati importanti. Quando sono arrivato la squadra era in zona play-out perché aveva 20 punti; in questo momento siamo terzultimi, prima eravamo sestultimi. Abbiamo avuto il turno del riposo che ci ha un po' penalizzati, ma, alla lunga, tutti dovranno tenere il turno del pausa, e credo che le cose si sistemeranno. Però, allo stato attuale, prima di pensare agli altri, il mio obiettivo è sempre quello di far crescere la mia squadra. Ho detto ai ragazzi di non guardare la classifica, abbiamo un numero di partite davanti e dobbiamo fare un numero di punti. Poi la classifica alla fine darà il suo responso».
Quali pensa siano stati i fattori che abbiano influenzato le ultime prestazioni della squadra?
«Questa squadra è stata costruita cammin facendo, non tutte le squadre avevano la condizione fisica al top. Adesso, invece, le squadre sono tutte organizzate, tutti corrono, e la minima distrazione viene sempre pagata. La mia squadra sta, però, crescendo sotto tutti i punti di vista. La nota positiva è che i giocatori, in queste partite, stanno crescendo sotto l'aspetto tattico, fisico; quella negativa è che, al primo episodio, i ragazzi vanno giù e non riescono a trovare la convinzione di ribaltare la gara. Ci vuole grandissima autostima, grandissimo entusiasmo, non dobbiamo guardare gli episodi, ma globalmente la prestazione e su questo sono convinto che i ragazzi stanno seguendo e hanno grandissime motivazioni».
Cosa pensa riguardo la decisione della società di ricorrere al silenzio stampa dei tesserati?
«Questi momenti li ho vissuti tantissime volte, da giocatore di meno, da allenatore di più, perché sono subentrato sempre e ho sempre trovato questi ambienti. Per non disperdere energie e per non far confusione, credo che sia importante che parli l'allenatore, in quanto capace di trasmettere l'umore e i momenti. La società credo non è penalizzante verso la stampa, perché state facendo il vostro lavoro e io sono contrario ai silenzi stampa. Ognuno di noi deve fare la sua parte, e credo che rispettare il vostro lavoro sia anche un obbligo che abbiamo. La società ha voluto solamente limitare i giocatori a concentrarsi sotto l'aspetto della guida del tecnico, sotto i messaggi che può mandare l'allenatore, anche attraverso voi. Non c'è alcun polemica tra voi giornalisti e la società. Per questo motivo la società ha voluto che io parlassi con voi e che il contatto fosse direttamente con l'allenatore».
Lei ha un contratto che lo lega alla società per tutta la stagione. Quali sono le sue ambizioni future?
«Mio padre mi ha insegnato a camminare a testa alta, e mi diceva sempre che la scala si sale gradino dopo gradino, perché altrimenti rischi di cadere. Il primo gradino per me, quello maggiore, è quello di salvare l'Acireale. Per me sarebbe un capolavoro della carriera, perché ho vinto tre campionati all'Acireale, mantenere questa categoria in questo momento sarebbe un'altra vittoria e questo è il mio obiettivo più importante, più della carriera, più dell'aspetto sportivo».
Che tipo di ricordi si porta dietro dall'esperienza di ex calciatore granata?
«Bellissimi ricordi, perché abbiamo sempre vinto. Credo che l'ambiente era molto familiare. Le mie squadre le costruisco su quella base, perché quella in cui giocavo non era una squadra imbattibile, è diventata imbattibile quando le componenti hanno formato una famiglia, tutti avevamo la stessa mentalità, lo stesso scopo, quel piacere di stare assieme. Le mie squadre le ho dunque costruite sulla base di una famiglia e sulla base del lavoro. Mancando uno dei due, non si vince. Queste due componenti le stiamo creando. Se prima qualcosa era più sfilacciata, adesso credo che ci siano le componenti e si sta ritrovando quell'equilibrio importante. Questi due fattori, quando c'è l'allenatore Infantino, devono essere presenti, altrimenti Infantino prende le valigie e se ne torna a casa, perché vuol dire che non può dare il proprio contributo, e farebbe solamente dei danni».
Ci saranno indisponibili o squalificati per la prossima gara casalinga contro la Rossanese? Come reputa l'avversario e come crede di preparare il match?
«Indisponibile ci sarà solamente Strano, che è stato squalificato per una giornata, per il fallo che ha commesso a Modica. Per il resto, sono tutti a disposizione. Sotto l'aspetto tecnico, la Rossanese è una squadra che in questo momento ha fatto più punti di tutte. Nelle ultime 6 partite, ha vinto in casa, totalizzando 3 vittorie e 3 pareggi esterni. Viene da un momento positivo, la squadra è stata rinforzata a Dicembre, hanno preso giocatori importanti come De Lorenzo, Orlando, Scarlato. Credo che non sia più la squadra-cuscinetto che si pensava. Hanno preso gente esperta, però noi stiamo preparando questa gara per affrontarla nel migliore dei modi, sotto l'aspetto tattico e tecnico. Domenica la differenza la farà la voglia di vincere».
Per l'intervista rilasciata, si ringrazia, cordialmente, l'Ufficio Stampa dell'Acireale Calcio.