Tra passato e presente l'amore per Modica

Spazio ai tifosi


Fin dal campionato di Prima Categoria del 1970/71, quando il Modica arrivò secondo, Piero Boncoraglio è uno tra i tifosi più accaniti dei rossoblu. Passando dal bel gioco dell'undici di Alvaro Biagini, vecchia gloria del Palermo, per arrivare alle giocate attuali di Cerfoglia, l'amore per la squadra della sua città non ha fatto altro che crescere. Non solo vive la sua passione andando allo stadio in occasione delle partite casalinghe del team, ma è anche uno tra i moderatori più attivi del forum dei tifosi del Modica, www.radiortm.it/ModicaCalcio/.

- Il Modica ha ottenuto il primo successo della stagione contro la Rossanese, la crisi è stata scacciata?

«La crisi tecnica è superata, ma il vero handicap del Modica è superare la mancanza di fiducia nei propri mezzi, ingeneratasi nei giovani in seguito alla sfortunata partenza in campionato. Se arrivano altri due-tre risultati positivi nelle prossime 3-4 partite, credo che il periodo nero si potrà
considerare alle spalle. Ripeto, al momento la crisi è più psicologica/caratteriale, che tecnica».

- Sebbene il Modica sia stato uno dei club più attivi nel mercato estivo, i giocatori scelti forse non sono adeguati per la categoria o forse non hanno ancora trovato la giusta amalgama?

«Sono stati visionati una miriade di giocatori nel tentativo di far quadrare le esigenze di bilancio della società con la ricerca di giovani promesse a basso costo, per il pacchetto degli under, su cui scommettere. La squadra ha iniziato il ritiro precampionato per tempo, ma il fatto di aver potuto contare su Villa e Cerfoglia ma anche sul giovane ex Mazara, Sansone, soltanto da questa domenica con la Rossanese, ha compromesso fortemente le prime partite del campionato. Insomma, la squadra titolare ha iniziato il campionato solo da questa domenica coi calabri».

- Gli argentini Villa e Cerfoglia sono i due uomini in più della squadra? Quali le impressioni per l’esordio del secondo domenica?

«Villa e Cerfoglia sono due validissimi senior, indispensabili sia per le loro qualità tecniche che per l'esperienza, che consente loro di essere i punti di riferimento in campo, oltre che i punti di forza, insieme agli altri senior Cervillera, Conti e Versace. Questi giocatori sono l'ossatura della squadra,
sono loro che daranno, almeno spero, la possibilità ai giovani più inesperti di mostrare le loro capacità tecniche e agonistiche.  Cerfoglia domenica è stato il vero trascinatore della squadra, entrando in tutte le azioni dei gol e realizzando pure una marcatura personale. Il tutto in soli
80 minuti, essendo infine uscito per una probabile distorsione al termine della gara. Lo avevamo già ammirato ad agosto, in occasione della vittoria sul Ragusa nel “Trofeo Barocco”».

- Il presidente Radenza ha detto che non interverrà più sul mercato. Quali potrebbero essere le strategie giuste da adottare per mister Rappocciolo?

«In poco tempo, perché la classifica piange, il tecnico deve verificare la capacità del centrocampo di fare un adeguato filtro per proteggere la difesa, che troppo facilmente e velocemente si trova in balia degli attaccanti avversari. Non sempre ci saranno squadre a cui segnare tre gol in 45 minuti, che poi ti consentono la gestione del risultato. In ben due partite consecutive il Modica ha perso 1-2, dopo essere passato in vantaggio per primo. Se sarà necessario, il presidente dovrà arrendersi alla necessità di intervenire con uno-due acquisti mirati a centrocampo o in difesa, dal momento che ha dichiarato di voler salvare la serie D a tutti i costi».

- Domenica prossima la squadra andrà a giocare in trasferta a Mazara.  Cosa si aspettano i tifosi?

«La partita di Mazara è un crocevia delicatissimo, da cui dipende la velocità con cui la squadra si saprà risollevare definitivamente. E' necessaria la conferma della buona prestazione offerta con la Rossanese, soprattutto dal punto di vista del gioco. Se il gioco verrà confortato, in questo che è uno
scontro diretto per la salvezza, anche da un risultato positivo, tanto meglio. Ma l'importante è che la squadra al completo, sperando che l'infortunio di Cerfoglia non sia serio, si esprima con convinzione, continuità, e, direi, personalità, quella che è mancata nelle prime partite. I tifosi, che in discreto numero seguiranno la squadra a Mazara con mezzi propri, si aspettano che i calciatori diano l'anima in campo, che sudino la maglia. Solo così non gli si potrà rimproverare nulla. Se poi ci sono limiti tecnici obiettivi, a questo penseranno il tecnico e la società».

- C’è un giocatore, anche passato, che è stato un suo idolo o un idolo della città?

«Personalmente, posso dire che in 40 anni che seguo il Modica, sono passate troppe generazioni di calciatori, perché io ne possa indicare uno solo. Negli anni '70, fu un idolo per i tifosi rossoblu Pippo Macrì, che, arrivando a Modica da Messina, disputò una decina di campionati a suon di gol (ben 102!), che valsero il passaggio dalla Seconda Categoria alla serie D. In tempi recentissimi ha lasciato un ricordo indelebile, nello specifico nel 2002/03 in Eccellenza e nel 2003/04 in serie D, Gianluca Impellizzeri, attaccante che segnò 38 gol in sole 52 presenze».

- Di cosa ha bisogno il Modica per diventare grande?

«Dopo tanti bei ricordi, questa domanda mi intristisce, perché mi fa pensare alla crisi che sta investendo il calcio dilettantistico da qualche anno a questa parte, con la gente che sempre di meno va allo stadio, preferendo starsi in pantofole a casa a seguire le partite di serie A in televisione. Come conseguenza, sempre più difficilmente si trovano degli imprenditori disposti ad investire nel calcio minore. Il presidente del Modica è stato lasciato solo ed ha già manifestato l'intenzione di mollare la squadra a fine campionato. La sua domanda potrebbe diventare "quando rischia di scomparire il Modica?". Beh, speriamo che la città offra qualche nuovo mecenate, disposto a scommettersi per una sana passione, per quello che, nonostante tutto, resta lo sport più bello del mondo».


Mirko Ruisi 20/10/2010
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