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La società del Mazara Calcio, lo scorso 11 Gennaio, ha comunicato le dimissioni dell'ex tecnico Giovanni Macera. A essere chiamato alla guida della compagine siciliana, che, allo stato attuale, si ritrova penultima nel baratro della classifica con soli 15 punti, è stato Filippo Cavataio, allenatore che la piazza mazarese conosce bene. Cavataio, che vanta già un'esperienza da allenatore dei canarini, è intervenuto, ai microfoni di Golsicilia, rispondendo alle nostre domande.
Mister Cavataio, a partire dall'11 Gennaio avete assunto l'incarico da allenatore del Mazara. Come è avvenuto questo passaggio alla squadra siciliana?
«Io faccio questo lavoro, ero fermo, sono stato chiamato dalla società, e ho accettato questo incarico con molto piacere e con grande entusiasmo».
La rosa si è integrata bene con lei? Una volta arrivato in squadra, che tipo di morale ha riscontrato nei suoi uomini, date le ultime vicissitudini?
«No, e anche per tale motivo ci stiamo muovendo su un altro fronte, che è quello di adoperarci in qualche acquisto che sicuramente gioverebbe al benessere della squadra. Ho riscontrato un morale non altissimo, perché i risultati negativi non l'hanno consentito. Però, giorno dopo giorno, piano piano, siamo riusciti a dare un po' di fiducia a noi stessi, sicuramente con la consapevolezza che dobbiamo lottare fino alla fine».
Come reputa il livello tecnico e tattico di questa squadra?
«Sicuramente la classifica è deficitaria, ma se recita questo vuol dire anche che qualche problema d'organico c'è. Ci sono, però, tante speranze, e giocatori che non meritano questa classifica, sia per i loro trascorsi, sia per il reale valore tecnico che hanno. Piano piano cercheremo di risollevarci e dare soddisfazione, giustamente, a chi di dovere».
Lei è originario di Mazara. Questo le fa vivere la condizione di allenatore, quest'anno, con maggior pathos? Quali sono le sue ambizioni nel corso di questo campionato?
«Sicuramente è la mia città, sono stato un tifoso di questa squadra sin da bambino. è normale che la mia speranza è quella di risollevare un po' le sorti di questo organico, di questa compagine. Oltre all'orgoglio personale che ognuno vuole, è come se io avessi un motivo in più, considerando la mia origine mazarese. Noi, nel corso del campionato, dobbiamo cercare subito di scendere e fare punti, ed evitare quella retrocessione diretta, data la posizione in cui siamo messi. Dobbiamo sperare di arrivare, quantomeno, nella linea dei playout, in una posizione migliore rispetto alle altre squadre».
Come ricorda la sua precedente esperienza da tecnico del Mazara?
«Senz'altro in maniera positiva, perché avevamo vinto un campionato in promozione, siamo arrivati in eccellenza con una squadra discreta. Abbiamo fatto bene, abbiamo fatto i playoff per due anni consecutivi, avevamo anche affrontato squadre, a mio giudizio, superiori come la Nissa, il Trapani, che non ci hanno permesso di fare il salto di qualità, cosa che è avvenuta, però, successivamente. Dunque sicuramente un Mazara che vince i campionati è un bel motivo d'orgoglio da parte mia e da parte della squadra».
Mercoledì scorso, nel corso del turno infrasettimanale, avete avuto il primo personale debutto casalingo stagionale da allenatore del Mazara. Ha avvertito particolarmente la presenza dei tifosi? Come reputa la prestazione dei suoi uomini e cosa pensa sia mancato durante il match che non ha permesso di ottenere la vittoria?
«No, io ho un trascorso anche da giocatore, quindi non mi emoziona particolarmente il discorso del debutto in casa e dei tifosi. Sicuramente fa piacere, in questo momento in cui ne abbiamo bisogno, che la gente ci sia vicina, incitandoci e aiutandoci a stare bene. È, diciamo, un punto in più per noi che ne abbiamo bisogno. L'ultima prestazione della squadra? Sicuramente positiva, tranne qualche piccola sbavatura che è normale possa esserci visto che lavoriamo assieme da una settimana, e visto magari un po' di pathos che i ragazzi e, soprattutto qualche giovane, vivono in campo. Dopo la prima partita vedo sicuramente una squadra più tranquilla, molto concentrata. Nell'ultima gara eravamo riusciti a passare in vantaggio. Poi, colpa l'ennesimo errore difensivo, siamo stati puniti così. Speriamo durante il prosieguo di non commetterne più e di cominciare a fare i punti che ci servono».
Questa domenica partirete in Calabria, per affrontare l'impegno contro il Cittanova. Come crede di preparare la gara? Ci saranno indisponibili o squalificati?
«Per quanto riguardo gli indisponibili, credo ci sarà soltanto Calvaruso, infortunatosi mercoledì scorso. Per il resto sono tutti a disposizione, e in ogni caso rispettereremo il Cittanova. Noi rispettiamo tutti, perché ogni squadra ha il suo valore. In questo momento del campionato, però, non possiamo guardare nessuno, dobbiamo cercare di fare punti in tutte le maniere, e, quindi, stiamo preparando la partita per fare un'ottima gara».
Pocanzi, si parlava di ambizioni. Quali sono, invece, le sue aspirazioni da allenatore, in vista del futuro?
«Quella imminente è, sicuramente, di riuscire a salvare questo Mazara. Nel caso in cui ci riuscissimo, sicuramente, mi piacerebbe continuare un'avventura che, se non è Mazara, mi faccia rimanere sempre nell'interreggionale. E poi ovviamente se dovessi rimanere qua, il prossimo anno saprei sicuramente cosa aggiustare all'interno della squadra».
Per l'intervista rilasciata, si ringrazia cordiale l'addetto stampa del Mazara Calcio, Piero Campisi.
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