Mazara, Macera: «La nostra salvezza verterà sui giovani»

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Tra le squadre siciliane presenti nel girone I del campionato di D, il Mazara risulta essere la compagine con minor punti rispetto alle altre. Il team allenato da Giovanni Macera, conclusosi il 2010, si ritrova al terzultimo posto in classifica, con soli 14 punti. Intervenuto in esclusiva ai microfoni di Golsicilia.it, il tecnico dei canarini ha risposto alle nostre domande, rendendoci chiare le dinamiche interne e sul campo della propria squadra, durante le varie gare disputate in questo girone d'andata. La squadra sembra, comunque, si stia risollevando dal brutto periodo di crisi passato, e nell'ultima giornata disputata ha schiacciato i padroni di casa dell'Atletico Nola, rifilando ben 4 reti agli avversari.

Mister Macera, cosa pensa sia mancato alla sua squadra all'interno del girone d'andata, da poco terminato?

«La tranquillità e una rosa idonea per poter affrontare questo campionato. Sono diventato allenatore del Mazara quando la squadra doveva disputare la 9^ giornata, e dopo le tre giornate successive è successo il finimondo. La prestazione della squadra è cambiata di domenica in domenica perché eravamo confusi, o, perlomeno, è stata la società a non avere le idee chiare. Abbiamo poi chiarito la situazione, ma quello che penso sia mancato è stata la tranquillità in un'organizzazione societaria, in modo tale che si potesse sostenere un campionato di questo genere. Non avevamo una rosa all'altezza per poter affrontare le partite. In particolare, negli ultimi match abbiamo incontrato le squadre più in forma del campionato, e quindi con una formazione come la nostra composta da giovani non era possibile portare a casa il risultato. La società ha poi trovato un assetto giusto, ha deciso di far fronte a questo problema dei punti in classifica, facendo il possibile per poterci salvare, con i fondi economici di cui dispone. Abbiamo, così, sconfitto l'Atletico Nola, portando in campo una squadra quasi "completata". Adesso, invece, siamo pronti del tutto, avendo anche un attaccante competente. Abbiamo speso in base al portafoglio della società, dunque limitandoci a spese non eccessive».

A cosa puntate quest'anno? Come pensa verrà affrontato il girone di ritorno?

«Adesso ci attendono 10 partite fattibili, secondo me, sulla carta, i cui risultati potranno essere altalenanti. Le gare più sicure saranno, magari, quelle che disputeremo in casa, mentre nelle trasferte possiamo sperare nel colpaccio nei confronti di qualche avversario. La fase finale del girone di ritorno prevederà, invece, partite sicuramente più toste. Dobbiamo assolutamente puntare a fare risultato, principalmente in casa, ma anche fuori casa. Abbiamo messo in piedi una squadra molto generosa, che lavora molto, e siamo pronti a qualsiasi tipo di incontro. Spero che la salvezza avvenga in maniera diretta, senza disputare i play-out, e in questo dovremmo fare molta attenzione a non avere distrazioni e a difenderci dalle insidie esterne, le stesse alle quali mi riferivo pocanzi parlando dei problemi scaturiti dall'organizzazione societaria».

Il bomber della squadra è il nigeriano CHarles Okoliè. Cosa pensa di questo giocatore?

«Okoliè è un giocatore molto bravo sul campo, ha giocata molto bene, ma ha subito quella deviazione psicologica in quest'ultimo periodo, calando notevolmente le sue prestazioni. Si tratta, però, di un giocatore affidabilissimo, che in una categoria come questa fa sicuramente la differenza sul campo. Noi puntiamo, comunque, non solo su di lui, ma anche su Erbini, sull'esperienza di Polessi e di Lunetto, su giocatori, dunque, che hanno un'abilità tale da metterla a disposizione per l'intera squadra. Secondo me, disponiamo, anche, dei migliori giovani della categoria: abbiamo, infatti, Longobardi e Agnello, classe '92. Agnello ha anche avuto l'onore di siglare alcune reti, e in categoria un '92 che fa goal è sicuramente una grande eccezione; Longobardi, portiere, non è da meno in quanto a bravura. Noi abbiamo i miglior giovani della categoria, e su questo verteremo la nostra salvezza. Le certezze, per noi, sono i classe '92, gli esterni, e il lavoro tecnico che ogni giorno viene svolto sui campi, curato nei minimi particolari. Noi puntiamo, dunque, sulle certezze, e non sulla fortuna o sulla sfortuna, o sulle speranze».

Per quale motivo avete ceduto Di Piedi, che aveva siglato con voi alcune reti, all'Acireale??

«Tornando al discorso economico, abbiamo avuto grossi problemi, avendo un budget finanziario più basso rispetto alle altre società. Pertanto, Di Piedi non poteva rimanere nel nostro organico, così come non potevano restare Izzo e altri giocatori, che sono andati via soltanto per un motivo economico, e non per le loro qualità tecniche».

Quale partita pensa che sia stata la più ricca dal punto di vista delle emozioni scaturite sul campo?

«Credo sia stata la gara effettuata contro la Casertana, in cui ha segnato Di Piedi, che, subito dopo, è stato espulso, per doppia ammonizione, per aver esultato alzandosi la maglia».

Quale è stata la partita più difficile che avete, finora, disputato nel girone d'andata?

«La partita più difficile è stata quella contro l'Ebolitana, perché ci siamo presentati con molti giovani in campo, e gli avversari non ci hanno concesso un attimo di respiro. Abbiamo perso per 2 reti a zero, prendendo il secondo goal per il semplice motivo d'aver buttato palla fuori, per una questione di farplay nei confronti dell'avversario».

I giocatori come vivono questa posizione da terzultimi della classe?

«Il mio è un organico nuovo, e quindi non subisce in questo momento l'effetto della classifica. I miei giocatori sono, come dire, "incoscienti", in quanto sono appena arrivati e credono di far bene. Non si ritrovano ad affrontare uno stato di crisi psicologica, perché, per l'appunto, non l'hanno mai subita. La crisi può subirla soltanto qualche giocatore che è già integrato da tempo nell'organico, ma appoggiandosi ai nuovi giocatori e al loro entusiasmo, anche i più anziani del gruppo riescono ad affrontare le partite con serenità, e con la voglia di fare risultato».

La prossima partita è contro la Turris, a Torre del Greco. Ci saranno indisponibili?

«Saranno tutti disponibili, ad esclusione di Calvaruso, e Mario Erbini, a causa di motivi fisici».

Ha mai affrontato problemi di spogliatoio col suo organico nel corso di questa stagione?

«Ho riscontrato alcuni problemi di spogliatoio quando sono arrivato ad allenare la squadra, ma li ho subito risolti, tramite l'umiltà e la responsabilità di un gruppo come il nostro. Ognuno è competente del proprio compito, svolgendo il proprio ruolo».

Pensa ci sia qualche giovane, tra le fila dei canarini, capace di fare il salto di qualità?

«Assolutamente si, sopratutto per quanto riguardi i '92 della squadra. Abbiamo anche alcuni '93, Fuschi e Magnasco, giocatori, a mio avviso, di grande qualità, e poi, parlando più in generale, credo che tutti gli under possano effettuare il salto di qualità. Abbiamo i migliori under di categoria, come sottolineavo prima».

 

Per l'intervista rilasciata, si ringrazia, cordialmente, l'Ufficio Stampa del Mazara Calcio A.S.D.


Roberto Tarantino 03/01/2011
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