GALLICCHIO a GS.it: «Intagliata? Lo ha escluso la società, non io»

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Come un viaggio, oppure come una storia, oppure seguendo gli eventi cronologici del tempo, dove ogni individuo si ritaglia esperienze. Il Modica Calcio si è ritagliato una bella fetta di storia in questa stagione, ormai sul finire, vuoi per ciò che ha fatto intendere, quanto a progetto di imprenditoria sportiva, fatta di investimenti e di programmi, ma vuoi anche per la dura legge del gol, soprattutto subito e non fatto, con alcune scelte tecniche cambiate e ricambiate e con la conclusione, amara, che mancano due giornate alla conclusione del campionato di Eccellenza dove la squadra della Contea è attaccata ad un filo più sottile dell’interdentale per ottenere l’ultimo posto utile dei play off.

La storia del rimpasto inizia quando la squadra allenata da Seby Catania è a soli 4 punti dalla squadra campione del girone, l’Orlandina, con prestazioni importanti. Poi il primo crack, l’esonero del tecnico lentinese, e l’arrivo di un tecnico che ha dalla sua un curriculum da giocatore di blasone. Tumulto in casa iblea, ma la società non cambia idea e va avanti. Nessun’altro cambio, lo staff ed il gruppo dei giocatori viene confermato in blocco. Nel frattempo della premessa, Gallicchio mi racconta una storia interessante, di vita, di chiarimenti e di colpi allo stinco, senza parastinchi. Così iniziamo dal suo arrivo a Modica: «con entusiasmo ho accettato l’incarico, c'è chi mi ha presentato il progetto legato ai nomi ed ai ruoli, chi mi ha esposto i dettagli. Lo staff tecnico del Modica è di grande affidabilità, per questo non ho voluto cambiare». Però puntualizzo che il professore Mica ha lasciato: «è vero - conferma il tecnico - dopo qualche gara ci siamo confrontati su tabelle di lavoro in cui avevo chiesto dei cambiamenti, il professore ha deciso di non continuare, ma non sono stato io a determinare ciò».

Mister Gallicchio, lei ha trovato la squadra in corsa per la vittoria… la sua tabella di marcia, invece, da bassa classifica?

«E’ vero, ma dovete chiedere al presidente Cundari perché ha deciso di esonerare il tecnico che mi aveva preceduto. Ho trovato una squadra con problemi, condizione, unione ed altro, è vero anche che ho trovato una squadra allestita totalmente da Catania e che le mie richieste di mercato non sono state accontentate, avevo chiesto almeno due attaccanti, ho giocato con il solo Carbonaro di ruolo, oppure inventandomi i difensori centrali come centro offensivi».

Tocchiamo l'argomento delle prestazioni altanelanti e la sconfitta con l’Atletico Gela...

«...era una di quelle gare dove il pallone non vuole entrare, cosa che, sommata allo stato di frustrazione che si stava vivendo, ha determinato la sconfitta, però - continua il tecnico Gallicchio - permettimi di fare chiarezza su alcuni punti: la crisi di risultati nasce dalla gara di Brolo, il venerdì i giocatori si bloccano, non vogliono allenarsi, chiedono garanzie su quanto era negli accordi economici, non ricevevano le loro spettanze da qualche tempo, lì mi sono messo a disposizione della società maggiormente, assieme allo staff, per fare da collante e tenere lo spogliatoio. A Brolo, pur con la sconfitta, si è creato un feeling con squadra e tifosi».

Poi un altro chiarimento sul termine “lecchino”, a lui affibbiato...

«Termine assolutamente inappropriato e fuori luogo, ma si è così quando sei legato ad una sola persona e non a tante, quindi, non accetto e non credo a ciò che mi è stato imputato».

Il rapporto con il presidente Cundari?

«Dopo Taormina non l’ho più visto, anche quando avevamo inanellato la serie positiva, i giocatori ne richiedevano la presenza - continua il tecnico - magari qualche pacca sulle spalle la dedicava ad alcuni, ma la squadra e le decisioni erano sempre le sue».

L’esonero, il fatto che la notizia sia venuta fuori prima fra blog e tifosi per poi arrivare alla stampa ufficialmente ed al presidente, non è andata giù... 

«Con la città di Modica, la gente, i tifosi, si è instaurato un rapporto che il calcio spesso non fa trasparire, anzi approfitto per mandare un bacio di cuore a tutti coloro che hanno collaborato gratuitamente alla mia esperienza di vita e di calcio, si vive di valori e semplicità in quella cittadina, io comunque ero il tecnico del Modica, non Gallicchio in vacanza, la gente di riflesso aveva e traspariva nel sentimento, nella passione, e magari farà bene questo aspetto per il futuro, darà spazio a valutazioni e correzioni. Lo staff tecnico, al riguardo, è stato di grande cooperazione, un grazie a Saro Alecci, non solo come collaboratore, ma come uomo, al ds e allo staff che ogni giorno preparava l’allenamento».

Mister Gallicchio, il giocatore Intagliata ha attaccato lei, per aver perso la poltrona di giocatore?

«Ecco su Intagliata dirò ciò che lui non ha detto: al mio arrivo, già nella dirigenza serpeggiavano dubbi sul suo rendimento. È un attaccante con un curriculum importante, ma chiarisco che, se avessi costruito la squadra, non sarebbe stato fra le mie scelte. Io alla mia prima Domenica lo integro da titolare, non ascolto il volere dirigenziale, lui non rende e lo sostituisco, la sostituzione mi permette di fare il risultato. Dopo la gara di San Gregorio, al martedì nello spogliatoio, mi dichiara che aveva paura, la pressione ed il rischio di perdere il lavoro: ecco, chi ci vive con il calcio dovrebbe riflettere, soprattutto a 34 anni e con due figli. Non sono stato io ad escluderlo, ero comunque il tecnico e dovevo fare delle scelte, per il bene della squadra, ma dietro c’era il volere dirigenziale».

A concludere lo porto allo stato del calcio odierno, con una serie di finzioni sceniche che riguardano le gestioni tecniche e societarie, annullando quasi totalmente il lavoro di una settimana e la credibilità nei 90 minuti, leggasi RISULTATO finale: non ho mai fatto dilettantismo, però dico che il calcio è a questo stato per sua colpa; la passione, il gioco e la maglia sono per tutti, ma la competenza, la linea economica, il programmare e vivere il calcio nella sua anima integrale no. Dico, e chiudo, che il calcio è per se stesso, chi non ha fatto e vissuto di calcio, deve rimanerne fuori e lontano ANNI LUCE!!! 


Gian Paolo Montineri 12/04/2013
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