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In casa Ssd Acireale 1946 oggi è stata la giornata della presentazione ufficiale della squadra. Una delle pedine ancora mancanti all'interno dell'organigramma granata è l'allenatore. Il ds Ruvolo ha confermato i contatti con Brucculeri anche se il tecnico sembra restio ad accettare l'incarico. Ecco così spuntare fuori, secondo le ultime indiscrezioni raccolte da Golsicilia.it, il nome di Pietro Infantino. Per il mister si tratterebbe di un ritorno sulla panchina granata dato che aveva già allenato l'Acireale nella stagione 2010/2011. Abbiamo quindi sentito in esclusiva proprio Infantino per saperne di più sulla sua posizione.
Mister, nelle ultime ore è spuntato il suo nome come possibile prossimo allenatore dell'Ssd Acireale...
«Sicuramente mi farebbe piacere tornare a sedere sulla panchina dei granata. E' una piazza in cui sono stato bene e che mi affascina tanto. Acireale è sinonimo di grande calcio e la città merita palcoscenici importanti».
Ha quindi avuto contatti con la società?
«Non posso negare che ci siamo visti e abbiamo parlato. Ho discusso della possibilità con il ds Ruvolo e ho conosciuto anche il Presidente Palella. Sono stato interpellato e ho dato la mia disponibilità ma...».
Ma?
«Io faccio calcio dal 1982, per sedermi su una panchina e accettare l'incarico devo prima avere delle rassicurazioni. Ho posto dei paletti: organizzazione, progettazione e obiettivi devono essere tutte cose chiare, queste sono delle priorità. Sarò anche duro, ma con chiunque parli io voglio essere chiaro. Ho chiesto puntualità, se mi devo spostare da casa voglio rassicurazioni su tutto».
Circola anche il nome di Brucculeri...
«Si, so che hanno avuto un incontro, poi sicuramente con Ruvolo si conoscono bene e si stimano. Io in ogni caso tengo il telefono acceso».
Che impressione le ha fatto la società, visto anche il periodo burrascoso che ha attraversato?
«Io non sono un tipo che ha pregiudizi, a me interessa il futuro. Sia con Palella che con Ruvolo ho avuto modo di parlare e mi sono sembrate persone che vogliono ripartire con entusiasmo. Io sono stato chiaro, sono stato chiamato e ho risposto presente a determinate condizioni, il passato non conta. Ho avuto dei presidenti, considerate persone per bene da tutti e poi invece mi hanno trattenuto soldi, quindi preclusioni zero».
Avete parlato di obiettivi?
«L'intenzione della società è quella di tornare a fare grandi cose, vogliono costruire una squadra di vertice. Io voglio i fatti, non amo le parole e le proclamazioni».
Come vede il fatto che non ci siano giocatori in rosa a pochi giorni dall'inizio del ritiro?
«Non è una cosa che mi preoccuperebbe. In una squadra di calcio ci sono da fare dei passaggi. Il primo è sistemare la società, poi sarà la volta dell'allenatore e poi i giocatori verranno di conseguenza».
I rapporti tra la società e la piazza non sono idiliiaci...
«Si conosco la situazione. Sicuramente Acireale non ha vissuto anni d'oro in questo periodo e quindi c'è bisogno di ripartire. C'è un pò di diffidenza in giro ma l'importante è non scappare dai problemi. Il fatto che la società non sia scappata e ha voglia di ripartire e risanare il rapporto con la piazza è indicativo».
Vi rivedrete nei prossimi giorni?
«E' possibile...».
Ha avuto contatti con altre società?
«Ho avuto la possibilità di tornare nel Lazio, ma vi ripeto io per uscire di casa ho bisogno che ci siano condizioni ben delineate. Dal 1994 nel calcio c'è molta confusione, non esiste più il pallone di una volta».