Acireale: con il Messina una sconfitta immeritata

Ai peloritani basta una rete di Chiaria al 37'


Questo pomeriggio l'ottima prestazione dell'Acireale non è bastata per avere ragione dell'Acr Messina. Infatti, i granata oltre che con gli avversari, hanno dovuto fare i conti con un arbitraggio quantomai dubbio. Come nella gara d'andata al "San Filippo", anche nella sfida odierna gli acesi recriminano per una direzione davvero molto discutibile da parte della terna arbitrale, soprattutto nel secondo tempo.

Al di là della discutibilissima direzione di gara, l'Acireale ha giocato davvero bene e per quello che si è visto in campo di certo non merita la sconfitta. I ragazzi di Marra, prevalentemente nella ripresa, per lunghi tratti hanno messo sotto l'Acr Messina capolista, la quale dopo il gol ha fatto davvero poco. La situazione di classifica dell'Acireale resta molto deficitaria, ma se la squadra continua a giocare come ha fatto oggi, la salvezza è possibile. 

FORMAZIONI Come previsto alla vigilia il tecnico Marra fa esordire dal primo minuto Girolamo Provenzano a metà campo. Sempre sulla mediana, Santo Finocchiaro sostituisce lo squalificato Andrea Castellano. La difesa schierata è quella titolare, mentre in attacco si punta sul tandem formato da Rabbeni e Puntoriere. L'allenatore del Messina Gaetano Catalano schiera la sua squadra con un offensivo 4-3-3, con il tridente Corona-Chiaria-Savanarola a guidare l'attacco. 

Prima dell'inizio del match, come anticipato negli scorsi giorni, c'è stata la presentazione della nuova dirigenza acese alla tifoseria: il presidente Salvatore Palella, accompagnato dalle principali autorità cittadine, fa il giro di campo prendendosi molti applausi da parte del pubblico presente. Da segnalare che la curva sud saluta il neo patron con uno striscione di benvenuto. Gli appelli della nuova società sono stati raccolti dagli acesi, i quali hanno affollato gli spalti del "Tupparello". A salutare il presidente Palella ci sono stati anche dei fuochi d'artificio sparati fuori il perimetro dello stadio. Al "Tupparello" si respira un'atmosfera di entusiasmo che ad Acireale oramai mancava da qualche tempo.

PRIMO TEMPO Le prime battute dell'incontro vedono un Acireale abbastanza aggressivo. I granata si fanno vedere in avanti al 6' con Puntoriere, che stoppa al limite dell'area e tira in porta impegnando il portiere ospite Lagomarsini. Qualche istante più tardi sono sempre i padroni di casa ad andare vicini al vantaggio: dalla fascia destra Butera mette in mezzo un bel cross per la testa di Rabbeni, il quale con un'incornata manda il pallone fuori di poco alla destra di Lagomarsini. La pressione dell'Acireale non è più costante come nei primi minuti, e così esce fuori il Messina. Al 18' il difensore peloritano Ignoffo di testa non inquadra la porta. Tre minuti più tardi gli ospiti sfiorano il vantaggio in contropiede: Savanarola verticalizza per Chiaria, ma con un provvidenziale intervento Pandolfo chiude lo specchio della porta all'attaccante avversario. Al 26' l'acese Butera con un tiro da fuori impegna Lagomarsini che para in due tempi. Al 34' il bomber del Messina Corona addomestica un pallone in area di rigore e conclude di controbalzo verso la porta, ma con i pugni il portiere acese Pandolfo respinge, negando di fatto all'ex attaccante del Catania la decima rete stagionale. Un minuto dopo lo stesso Pandolfo è bravo a respingere un tiro ravvicinato di Corona, con la difesa acese che in seguito spazza il pallone. Al 37'arriva il vantaggio ospite che gela il già infreddolito pubblico acese: dalla linea di fondo Corona tira in porta trovando la respinta di Pandolfo. Sulla ribattuta dell'estremo difensore acese, Chiaria è il primo ad arrivare sul pallone e deposita la palla in rete,siglando il gol del vantaggio messinese. L'Acireale accusa il colpo del vantaggio peloritano e si va all'intervallo sul 1-0 per il Messina L'arbitro manda tutti negli spogliatoi, tra le proteste del pubblico e dei giocatori granata, proprio al 45' esatto, ovvero in un momento in cui l'Acireale stava costruendo un'azione offensiva pericolosa.

SECONDO TEMPO La ripresa si apre con un doppia sostituzione del tecnico acese Sasà Marra: escono dal campo Finocchiaro e Tomarchio, i quali lasciano il posto rispettivamente a Puleo e Fricano. Si passa così da un classico 4-4-2 ad un inedito 3-5-2. La seconda frazione di gioco stenda a decollare. La prima occasione degna di nota si registra al 53' su iniziativa dell'Acireale che va vicinissimo al pareggio: in piena area di rigore Marchese aggancia un cross dalla sinistra e conclude in porta. Il suo tiro trova sulla traiettoria il neo entrato Fricano, il quale da pochi passi di testa spreca clamorosamente, spendendo il "cuoio" sul fondo. L'Acireale gioca con personalità e mette alle corde la capolista, ma spesso le iniziative offensive dei granata vengono fermate dal guardalinee Daniele Argento di Palermo, il quale si dimostra inadeguato alla categoria, sbandierando molti fuorigiochi inesistenti. Al 59' ci prova dalla distanza il messinese Bucolo, ma spedisce la sfera a lato. Quattro minuti più tardi il Messina ha un' interessante calcio di punizione: Bucolo dal settore destro appoggia dietro un bel pallone per Corona, il quale all'altezza del dischetto del rigore spedisce sul fondo. Al 68' Rabbeni dalla destra scodella in mezzo per il neo entrato Romano che in acrobazia impegna il portiere messinese. Al 75' Marchese tira a distanza ravvicinata e Lagomarsini respinge, con l'azione che viene fermata per un presunto fuorigioco. Qualche istante dopo Rabbeni manda il pallone sopra la traversa da buona posizione. Al 77' Romano viene nettamente atterrato in area di rigore. Tutti: calciatori acesi e pubblico, invocano il calcio di rigore, ma per l'arbitro non c'è nulla. Per l'occasione viene ammonito lo stesso Romano per proteste. Si vede solo l'Acireale in campo. La squadra granata chiude il Messina nella propria metà campo, anche se non trova l'inbucata vincente. Il gioco viene spesso interrotto dalle continue perdite di tempo dei peloritani, i quali per questo atteggiamento antisportivo di vero e proprio "ostruzionismo" non vengono sanzionati con le ammonizioni previste dal regolamento; senza scordare i molti falli a favore dell'Acireale che il direttore di gara non fischia. A proposito di perdite di tempo, all'83' Corona lascia il campo per fare posto a Cocuzza. Per l'occasione, il numero 9 perde molto tempo per uscire dal rettangolo di gioco, tanto da essere "spinto" dal capitano acese Patti, il quale lo invita ad abbandonare il campo per fare posto al compagno. All'88' il difensore acese Puleo con un'azione personale avanza palla al piede e tira in porta, ma la sua conclusione viene bloccata da Lagomarsini. Finisce così, con la vittoria del Messina il derby siciliano al "Tupparello". L'Acireale, penalizzato da un arbitraggio mediocre, riparte con fiducia dall'ottima prestazione vista oggi. I granata, dal punto di vista del gioco, hanno messo sotto la capolista Messina e questo certamente deve essere un buon punto di partenza per il girone di ritorno.

TABELLINO

Acireale-Acr Messina 0-1 (0-1 primo tempo)

Acireale (4-4-2): Pandolfo, Marchese, Manganaro, Finocchiaro (46'Puleo), Silvestri, Patti, Tomarchio (46'Fricano), Provenzano, Puntoriere (65'Romano), Butera, Rabbeni. In panchina: La Fata, Milici, Corso, Maesano. Allenatore: Sasà Marra.

Acr Messina (4-3-3): Lagomarsini, Caiazzo, Caldore (79'Cicatiello), Bucolo, Chiavaro, Ignoffo, Parachì, Maiorano, Corona (82'Cocuzza),Chiaria, Savanarola (76'Quintoni). In panchina: Cuda, Leo, Cucinotta, Costa Ferreira. Allenatore: Gaetano Catalano.

Marcatori: 37'Chiaria (Acr Messina).

Arbitro: Davide Andreini di Forlì.

Assistenti: Daniele Argento di Palermo e Andrea Ieracitano di Reggio Calabria.

Note: recupero secondo tempo 4'. Ammoniti: Patti, Provenzano, Rabbeni, Romano (Acireale). Caldore, Ignoffo (Acr Messina). Calci d'angolo: 6-3 per l'Acireale. Spettatori: circa 2000.

 


Davide Sirna 06/01/2013
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