



Palermo-Spezia 1-1: le pagelle dei rosanero
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Sabato scorso, con la 17^giornata si è chiuso il girone d'andata del torneo di serie D. Ci troviamo nella sosta natalizia, prezioso periodo di pausa per le squadre che staccano la spina per alcuni giorni di vacanza, per poi ripartire nell'anno nuovo con rinnovata fiducia. I calciatori e le società utilizzano questi giorni per riposarsi, mentre i cosiddetti "addetti ai lavori" ne approfittano per fare un primo bilancio della stagione.
Per l'Acireale calcio è stato un 2012 di sofferenza, un anno che certamente ha deluso le aspettative di una "piazza" che pretende dei risultati all'altezza della storia di uno dei club più blasonati di Sicilia. L'unica vera gioia di questi dodici mesi è rappresentata dalla permanenza in serie D, conquistata con un doppio pareggio a "reti bianche" nei play out di maggio contro il Marsala, in due incontri dove ha regnato la massima incertezza fino all'ultimo istante. È stata una salvezza sofferta, ottenuta con le "unghie e con i denti" e grazie al miglior piazzamento nella griglia dei play out che ha dato all'Acireale il vantaggio di poter mantenere la categoria con due pareggi.
Chiusa questa iniziale introduzione sui dodici mesi dei granata, passiamo ad analizzare questa prima metà di stagione. L'anno solare che si chiuderà fra pochi giorni per l'Acireale è difficile da valutare, soprattutto tenendo conto della quasi totale "rifondazione" dell'organico che si è verificata nel corso dell'estate. Circa quindici giorni dopo aver ottenuto la salvezza, la società ha deciso di nominare un nuovo direttore sportivo, carica che dopo le dimissioni a febbraio di Mario Marino era rimasta scoperta. La scelta per ricoprire questo ruolo di grande importanza è ricaduta su Pasquale Leonardo, ex direttore generale del Messina che già in passato ha collaborato con società come Gubbio ed Arezzo.
La dirigenza ha affidato a Leonardo il compito di costruire una squadra competitiva in grado di disputare un buon campionato. Insediatosi nella sua nuova società, a fine giugno il direttore inizia ad operare sul mercato alla ricerca di quei calciatori utili al nuovo corso dell'Acireale. Intanto, Leonardo e la società decidono di confermare l'allenatore Massimo Gardano. Non si farà lo stesso per la giovane squadra che con impegno e sacrificio ha ottenuto la salvezza; alla fine del calciomercato estivo saranno solo tre i confermati, ovvero Tomarchio, Maggio e Silvestri.
La squadra della passata stagione aveva un'età media di circa 21 anni. Nonostante la salvezza ottenuta ai play out, i ragazzi di Gardano durante tutta la stagione hanno dimostrato di essere una buona formazione dotata di un buon gioco, la quale in certe partite ha pagato la "mancanza di esperienza".
La scelta di epurare l'intero organico ha lasciato perplessi un po' tutti, compresi gli addetti ai lavori secondo i quali non era necessario fare rivoluzioni, bensì rinforzare quella squadra con i giusti innesti perchè comunque la rosa aveva degli importanti margini di crescita. Ben presto, però, l'iniziale scetticismo ha lasciato spazio all'entusiasmo quando sono arrivati i primi colpi di mercato. Il direttore Leonardo dimostra di essere un dirigente scaltro di poche parole ma di molti fatti, portando ad Acireale dei giocatori di spessore per la categoria come Cosimo Tedesco (attaccante), Roberto Cortese (attaccante), Umberto Varriale (seconda punta), Daniele Ancione (trequartista), Matteo Patti (difensore centrale) e Gianluca Macrì (esterno di centrocampo). A loro sono stati aggiunti dei calciatori esperti insieme ad un gruppo di giovani promettenti per quanto riguarda il parco under.
Giorno 31 luglio inizia così la stagione dell'Acireale che per la preparazione estiva ha scelto Milo, località montana etnea adatta per svolgere un ritiro vista la temperatura mite anche nei mesi più caldi. Già dai primi impegni amichevoli e dal debutto di Coppa Italia contro la Nissa, la squadra mostra delle buone potenzialità nonostante il peso della preparazione atletica si faccia sentire sulle gambe dei giocatori.
L'Acireale arriva all'esordio in campionato contro il Messina al "San Filippo". La gara viene vinta 2-0 dai peloritani contro un buon Acireale, ma sul risultato pesa un arbitraggio parecchio discutibile. Nella seconda giornata al "Tupparello" l'Acireale perde di misura con il Cosenza. Decide il rigore trasformato da Mosciaro dopo sette minuti di gioco. Nell'occasione viene espulso il difensore acese Silvestri, reo di aver commesso fallo da ultimo uomo secondo il direttore di gara. Dopo la terza sconfitta in altrettante partite, arrivata a Ragusa, in modo immeritato per ciò che si è visto in campo, la tifoseria acese contesta apertamente l'allenatore Massimo Gardano.
Secondo i sostenitori granata, il tecnico torinese avrebbe la colpa di non aver dato un'identità ad una squadra con grandi potenzialità. Il giorno dopo la sconfitta di Ragusa arrivano le dimissioni di Gardano, il quale nelle tre sconfitte subite ha delle colpe limitate visti i diversi episodi sfortunati. La squadra viene cosi affidata a mister Sasà Marra, che appena arrivato ad Acireale decide di sottoporre l'organico ad un lavoro di richiamo atletico. Nelle prime gare della nuova gestione tecnica, la squadra risente dei carichi di lavoro ed arrivano un pareggio interno con la Nissa ed una pesante sconfitta a Torre Annunziata contro il Savoia.
A Noto alla sesta giornata l'Acireale mostra già dei miglioramenti vincendo 1-0, grazie ad un "lampo" di Umberto Varriale. Tuttavia in questa fase la squadra non riesce a trovare una continuità di risultati, alternando buone prestazioni come il successo 2-1 con il Città di Messina, a gare deludenti come la sconfitta per 3-0 sul neutro di Paola contro il Comprensorio Montalto. Intanto si perde il derby 1-0 al "Polivalente" di Aci Catena contro il Paternò; l'amministratore delegato della società Giuseppe Cocuzza con una dichiarazione rilasciata a fine partita ai giornalisti, rende note le difficoltà economiche in cui versa l'Acireale calcio.
L'ambiente è insoddisfatto dell'andamento della stagione: la sconfitta subita in casa contro la Vibonese rappresenta la goccia che fa traboccare il vaso. La tifoseria organizzata contesta duramente i vertici societari nelle persone del presidente Rosario Pennisi, dell'amministratore delegato Giuseppe Cocuzza e del direttore sportivo Pasquale Leonardo. I primi due si dimettono dopo la partita, anche se nei giorni successivi per mancanza di alternative ritornano sui loro passi. Mentre il d.s. Leonardo rescinde il proprio contratto con la società.
Viene chiamato così Orazio Sorbello nel ruolo di direttore responsabile per "aggiustare" l'organico secondo le esigenze economiche della società. Nel mercato di dicembre si registrano ben 15 partenze. Complice la difficile situazione economica, vengono tesserati solo cinque calciatori. La situazione degenera e sabato 15 dicembre, impossibilitato ad operare sul mercato, il direttore Sorbello si dimette. Il giorno dopo, a sorpresa di tutti, la squadra ottiene un pareggio a Cava de'Tirreni, sfoderando una grandissima prestazione.
I calciatori, nonostante non abbiano ricevuto stipendi per alcuni mesi, il 17 dicembre decidono in blocco di restare ad Acireale, proprio a poche ore dalla fine del calciomercato dilettantistico. Con tanti sacrifici, la dirigenza riesce a garantire un buon Natale ai calciatori da un punto di vista economico, dopo settimane di incertezza sul futuro. Di certo, la bella scelta di responsabilità dei giocatori di restare ad Acireale non può cancellare un girone d'andata chiuso al terzultimo posto con soli 11 punti in classifica, frutto di due vittorie, cinque pareggi e dieci sconfitte. In una situazione del genere è evidente che il girone di ritorno appare come una durissima salita da scalare allo scopo di mantenere la categoria.
Un altro aspetto da attenzionare in questo girone d'andata dell'Acireale calcio è l'indifferenza mostrata dalla città, intesa come istituzioni ed imprenditoria locale. Una dimostrazione della prima può essere rappresentata dal lungo lavoro di risemina che ha interessato il manto erboso del "Tupparello". Come si ricorderà, l'Acireale ha giocato tre partite interne al "Polivalente" di Aci Catena. Con la scelta di svolgere questi interventi di manutenzione a stagione in corso, il Comune ha solo creato disagi alla società calcistica, alla squadra, alla tifoseria e alla stampa, costrette ad "emigrare" in un impianto sportivo che è risultato inadeguato ad ospitare delle gare ufficiali, viste le pessime condizioni del terreno di gioco. Si può dire che paradossalmente i lavori del Comune, anziché essere di aiuto, abbiano di fatto danneggiato la società, la quale per circa due mesi ha dovuto svolgere gli allenamenti tra il vecchio stadio "Comunale" e il "Polivalente" di Aci Catena, entrambi degli impianti con una condizione di scomodità.
Per quanto riguarda l'imprenditoria locale, nella "città delle cento campane" con la chiusura di alcune aziende di importanza strategica non c'è più la forza economica di una ventina di anni fa. Infatti ad Acireale la crisi economica si sente più di altre parti. I pochi imprenditori rimasti cercano di sopravvivere, rinunciando spesso ad investire nelle diverse cose, calcio compreso. L'impressione generale è che nei prossimi anni a rilanciare l'Acireale calcio, se ci saranno, ci penserà gente venuta da fuori. Restando in questo discorso, c'è da precisare che attualmente le quote societarie del sodalizio granata per la maggior parte appartengono a non acesi.
Quando si registra una così pesante situazione la colpa è di tutti. È sotto l'occhio di tutti: tifoseria, stampa ed addetti ai lavori, che già in estate la dirigenza abbia sbagliato in alcune scelte. Per fare bene in un torneo come la serie D è essenziale una buona programmazione costante nel tempo, elemento che ad Acireale nelle ultime stagioni è mancato: basti pensare che in due stagioni e mezzo di serie D dallo spogliatoio del "Tupparello" sono passati circa 80 calciatori, un pò troppi per costruire un qualcosa di importante e solido per il futuro. Una delle cause delle sofferenze dell'Acireale degli ultimi anni va ricercata senza dubbio in questa grande confusione dal punto di vista tecnico.
È risaputo che questo momento di crisi economica generale non permette di fare grossi investimenti, soprattutto nel calcio dilettantistico, dove spesso le società ottengono qualche entrata solo dagli incassi della biglietteria, dagli abbonamenti e dagli sponsor. Pertanto in una situazione del genere, diventa quasi obbligatorio puntare su un gruppo ben consolidato di calciatori che magari giocano insieme da diverse stagioni. Ad esempio società come Gelbison Cilento, Ribera, Città di Messina hanno scelto di confermare in blocco le rispettive rose, aggiungendo solo qualche buon puntello di categoria. Facendo così, con il minimo sforzo si possono ottenere buoni risultati e non a caso le tre squadre citate prima si possono considerare delle sorprese in questo campionato.
La rivoluzione estiva fatta dall'Acireale calcio non ha portato a nulla di positivo. A questo proposito, un anno fa durante la pausa natalizia l'Acireale aveva sei punti in più di ora. Numeri alla mano, si assiste quindi ad un netto peggioramento da diversi punti di vista, soprattutto per quanto riguarda i risultati ottenuti sul campo.