



Akragas, al San Cesareo un poker che vale molto più del passaggio del turno
Gemini, Giracello a GS.it: «Dopo due anni dico addio alla presidenza. Futuro del club...»
Messina-Bassano Virtus 1-2: le pagelle del match
Messina: la Supercoppa va al Bassano, il match termina 1-2 al S. Filippo
Fondata nell'estate del 2006 sulle ceneri della vecchia A.S. Acireale, la Ssd Acireale Calcio 1946 ha ereditato il blasone di una delle società calcistiche più prestigiose in Sicilia, portando avanti quel vessillo granata che nel corso dei decenni precedenti ha rappresentato la città acese in giro per l'Italia. Manca solo l'ufficialità della radiazione da parte degli organi competenti, ma nei giorni scorsi si è di fatto scritta la parola fine sulla Ssd Acireale Calcio 1946 visto il comunicato della dirigenza, la quale in comune accordo con la tifoseria organizzata ha deciso di ritirare la squadra dal campionato per la mancanza di quelle risorse economiche necessarie per proseguire la stagione e per ripianare i vari debiti pregressi. La storia di questa società nata poco meno di otto anni fa, è stata complessivamente caratterizzata da pochi alti e molti bassi: basti pensare che il club granata, tranne che per tre stagioni in Serie D (2010/2011, 2011/2012 e 2012/2013), ha dovuto trascorrere cinque annate fra Eccellenza (2007/2008, 2008/2009 e 2009/2010) e Promozione (2006/2007), categorie quest'ultime sicuramente strette ad una piazza abituata al calcio che conta viste le 29 partecipazioni complessive ai campionati professionistici, suddivise fra Serie B, vecchia Serie C, C-1 e C-2.
Le motivazioni di questo drammatico epilogo possono essere tante, però l'unica certezza è che il fallimento della Ssd Acireale Calcio 1946 non nasce di recente ed affonda le proprie radici già dalle precedenti stagioni, caratterizzate da gestioni societarie che alla luce dei fatti non hanno dimostrato di essere all'altezza di una piazza blasonata come quella acese. Tuttavia, è ben risaputo che spesso una squadra di calcio è lo specchio di una città ed il nuovo fallimento dell'Acireale Calcio, il secondo in otto anni, nasce anche dalle attuali condizioni deficitarie di un'economia locale strozzata ed incapace di reagire al momento di grave crisi che sta interessando l'Italia e la Sicilia in particolare. Proprio l'episodio della rinuncia dell'Acireale a proseguire il torneo di Eccellenza, apre tanti spunti di riflessione sullo stato attuale di un calcio siciliano malato dato che oltre al sodalizio granata che ha alzato bandiera bianca, ci sono tante altre società costrette a situazioni spesso disperate. La scomparsa dell'Acireale rappresenta un chiaro campanello di allarme per gli organi competenti, chiamati a trovare delle soluzioni per fronteggiare l'oramai noto virus della moria delle società di calcio e per evitare di influenzare indirettamente i vari campionati, soprattutto quando sono arrivati alla fase finale.
E' noto a tutti: addetti ai lavori, calciatori, tifosi ed appassionati, che il calcio non è più quello di una volta e di conseguenza proprio in tempi di crisi diventa fondamentale un'oculata programmazione a breve e soprattutto a lunga scadenza, concetto che negli ultimi anni ad Acireale non ha avuto una sua concretezza, tenendo anche conto dei periodici stravolgimenti vissuti dalla prima squadra (via vai di calciatori per fare un esempio) e dal settore giovanile, spesso pieno di ragazzi acesi promettenti non saputi valorizzare a dovere, tranne per qualche eccezione; proprio nel settore giovanile l'Acireale Calcio spesso ha avuto una buona tradizione nel corso degli anni, ma non si è saputa dare una continuità pure a causa della mancanza di strutture adeguate per lavorare bene, nota dolente nella città delle Cento Campane dato che quei pochi impianti sportivi attivi spesso sono affollati da tante società e si trovano in condizioni pietose.
Un altro aspetto da sottolineare in questo momento è l'indifferenza e la freddezza generale degli acesi nei confronti storica massima realtà calcistica della città, da quasi 70 anni indiscusso patrimonio comune. Infatti, tranne che la tifoseria organizzata e per quegli sportivi appassionati dei colori granata, entrambe componenti sempre presenti al fianco dell'Acireale da Como a Rosolini, i quali fino all'ultimo si sono mobilitati per evitare il peggio, la notizia del ritiro della squadra dall'Eccellenza è stata accolta come un evento come tanti altri dalle istituzioni locali e non solo, segno evidente che i tempi sono veramente cambiati. Dopo quasi otto anni si chiude così un capitolo travagliato della storia del calcio acese, con la speranza che il panorama isolano e la geografia calcistica possano ben presto accogliere nuovamente lo storico Acireale 1946.