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Il presidente dell’Acireale Salvatore Palella, ha voluto dare delucidazioni su quanto accaduto negli ultimi giorni attorno alla fusione tra Acireale e Ribera, al “si” della Federazione vicinissimo e poi invece mancato. In fondo alla pagina il link per visualizzare il documento firmato dal presidente della Lnd Sicilia Morgana che dava il suo benestare alla fusione tra le due squadre.
“A fine giugno decidiamo di chiudere l’accordo col Ribera e di mettere tutto nero su bianco. Decidiamo di fare una fusione, premetto però che ciò che iniziamo a fare da fine giugno non è contemplata dai regolamenti, quindi ovunque andiamo, notai, commercialisti, avvocati e quant’altro, ci chiedono il triplo rispetto ad un normale lavoro, perché giustamente gli chiediamo di fare l’impossibile, nel vero senso della parola.
Questo lo premetto, perché lo scherzetto che ci è stato fatto ci è costato oltre 100.000 euro e spiego perché. Dopo aver fatto l’atto notarile di fusione, sempre vincolata alla FIGC lo depositiamo in Federazione a Palermo. Qualche giorno dopo, arriva l’ok di Morgana (presidente Lnd Sicilia, ndr) con l’assenso e motiva il tutto affermando che ‘il Ribera aveva una proroga di un solo anno per lo stadio in serie D, nella sua provincia non aveva dove giocare, quindi per motivi di natura economica e sociale, siamo d’accordo alla fusione’.
Morgana passa tutto al Consiglio Federale, che si riunisce il 19 luglio e anche qua arriva l’assenso, attraverso il presidente della Lnd nazionale Tavecchio. Superati questi due scogli, la pratica passa all’ufficio della presidenze della Federazione, dove il presidente Abete doveva semplicemente apporre la sua firma, infatti noi eravamo più che sicuri che tutto avvenisse tranquillamente. Nel passaggio intermedio dal Consiglio Federale, tutto va nell’ufficio legale della presidenza, quindi agli avvocati del presidente. Gli stessi quando sono pronti a mettere tutto nero su bianco, si incrociano con le 50 richieste di “ricorso” di tifosi dell’Acireale. Ciò fornisce imbarazzo ovviamente a tutta la Lega che si chiede ‘Stiamo violando l’articolo 20 della nostra costituzione interna, per una squadra che ha contro i propri tifosi?’ Leggendo parole di odio e cattiveria sia nei miei confronti che nei confronti del Ribera, si iniziano a preoccupare per l’ordine pubblico. Ragion per cui Abete non si è più sentito di firmare questa fusione. Ovviamente motivando il tutto che non si poteva violare l’articolo 20, ma in realtà è palese che è stato per i 50 “ricorsi”.
Un giornalista che si è inventato capo ultras, e che quindi adesso farà il capo ultras, ha assunto un pool di avvocati prendendo per stupidi gran parte della tifoseria organizzata e convincendoli a fare questi ricorsi contro la nostra fusione. Tutto ciò ha confuso la Federazione, non siamo riusciti a tenere tutto a bada.
Credo che la piazza di Acireale abbia perso una grande occasione di tornare nel calcio che merita, visto che l’anno prossimo ci sarà la riforma dei campionati e partecipare alla serie D significa essere ad un passo dalla serie C unica. Ovviamente l’Acireale sarà iscritta al campionato di Eccellenza e io continuerò in questa avventura, anche perché ormai è diventata una sfida personale.
L’unica cosa positiva, se voglio trovarla, è che tanti tifosi ritroveranno il proprio Acireale visto che non riconoscevano l’eventuale fusione col Ribera. Anche se ci tengo a precisare che si sarebbe trattato solo di un escamotage per tenere la maglia granata in serie D”.
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