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di Gian Paolo Montineri
La premessa ci vuole: ci aspettavamo tanta forza pubblica per Noto-Valle grecanica, in virtù dei fatti accaduti sette giorni or sono. Niente di tutto questo, ma tanta barriera protettiva attivata dagli addetti ai lavori, vietato il contatto con il campo e giocatori. Accettiamo e andiamo avanti. A confine con lo stadio Palatucci vi è una pista di cross, non sappiamo se o con quali categorie vi siano gare, ma sappiamo e vedevamo lo spettacolo che quello sport regala, ma cinque minuti prima della gara cala il silenzio totale: vi era una gara dimostrativa, ma hanno avuto l'autorizzazione con l'accordo di concludere prima della gara di calcio, perché poi disturbavano! Ancora più assurdo è stato il sapere che vi era ospite il campione del mondo Cairoli.
Calcio giocato? Poco nei 90° minuti, il Valle grecanica diverso dalla squadra vista sempre in Sicilia contro il Palazzolo, ma sempre difficile da affrontare, baricentro molto avanzato, i fianchi scoperti li lasciava ma il Noto non sembrava "attratto". Il Noto denotava alcuni fraintendimenti tattici e di ruolo fra i giocatori in campo, squadra lunga, fra i reparti, quasi due tronconi, in avanti i tre attaccanti dovevano arrangiarsi. In tribuna il malcontento è stato evidenziato con fischi e qualche mugugno di troppo.
Il secondo tempo ha visto l'impegno e la "voglia" di vincere, però non si riscontrava l'incisività corale della manovra, si è arrivati al gol con iniziativa privata, a quasi tempo scaduto. Ancora una volta sul finire, di buono c'è questo nella squadra barocca si sa che le partite finiscono oltre il 90'. In effetti vi è stata un'altra partita, quella dei tecnici. Nei loro commenti s'intuiscono poche soddisfazioni, anche nel tecnico che ha vinto la partita:
DIMA «Abbiamo perso una partita che non trova spiegazione, oggi il Noto non aveva idee su come vincere la partita, era confuso, noi abbiamo fatto un primo tempo bello, convincente. Perdere non piace mai, in questo modo ancor meno».
DI NOLA Viso tirato, non sembra contento della vittoria e si vede e si sente: «A me i fischi che il pubblico ha fatto a fine primo tempo non sono piaciuti, anzi, sembra che la partita sia fatta solo da una squadra senza considerare l'avversario. Ecco, è giusto ricordare che si devono conoscere i campionati e le squadre avversarie, ciò comunque non toglie che il nostro primo tempo sia stato brutto. Meglio il secondo, più volitivo ed incisivo, vincere con tante difficoltà di organico è importante. Adesso si va avanti, con la società abbiamo fatto il punto sul chi e che ruoli ci servono per completare e migliorare il Noto».
Ci avviamo fuori e troviamo la dirigenza del Valle grecanica al completo su tutte furie. Il motivo: gli è stato vietato l'ingresso nel dopo gara nell'area degli spogliatoi, con pullman e giocatori dentro. Insomma, un terzo tempo mancato. Erano infuriati a tal punto da additare lo stesso trattamento la scorsa stagione, così ci prova Di Nola a cercare di chiarire e scusarsi, risultato negativo, poi è uscito il ds Conti, ancora peggio, a quel punto chiediamo alle forze dell'ordine se vi era uno stato di servizio più rigido, nessun ordine del genere, è decisione societaria. Così la dirigenza del Valle grecanica dà l'appuntamento al Noto: solo squadra e un dirigente al ritorno...
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